Pisa nera

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A Pisa (e il prode Baluganti Ampelio mi dirà “e dove altro?”) succede che una ragazza senegalese di 14 anni venga sottoposta ad atti di veri e propri bullismo e razzismo. Ha due elementi a suo favore, va molto bene a scuola ed è di pelle nera. Che, voglio dire, se esistesse gente normale a questo mondo, si porrebbe un interrogativo: “Ma com’è che lei, nera, va bene a scuola, mentre io, bianco, non capisco una sega e non riesco ad andare oltre il sette?”

Invece qualcuno tra i suoi compagni ha deciso di bombardarla di lettere (cinque o sei da quello che si sa) con il tenore di chi evidenzia che «Non si è mai vista una negra che prende 10 a Diritto». Il che, probabilmente, è anche vero. Così come è vero che non si era mai vista una testina di minchia scrivere cose del genere. Ma nonostante questo il padre della ragazza ha voluto ugualmente incontrare i compagni di classe della figlia, che ha il solo torto di andare bene e di voler fare l’avvocato: “Per me siete tutti miei figli”, ha detto, ma come si suol dire, quelli non se ne sono fatti né in qua né in là, creando un cordone di omertà vigliacca e coriacea attorno al corvo che è andato oltre ai messaggi scritti e ha strappato alla ragazza due libri di testo e un quadernone per gli appunti tanto, voglio dire, i soldi che i genitori della ragazza hanno speso per comprarle i libri su cui studiare crescono sugli alberi.

C’è una sola soluzione: cinque in condotta e bocciatura automatica. Ma intanto bisogna beccarlo. E quello ci fa “marameo” a tutti. Come Pinocchio e Lucignolo quando furon buttati fuor di scuola dal maestro e andarono a sputtanarsi la vita al Paese dei Balocchi. Speriamo solo che i somari non se la prendano troppo per essere stati messi accanto a uno del genere.

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