Pio XII sara’ beato, con buona pace dell’Olocausto e di Ratzinger

Non se ne sono accorti in molti, ma nei giorni scorsi la Chiesa ha imbarazzantemente ricordato il 50° anniversario della morte di Pio XII, al secolo Eugenio Pacelli, papa durante la seconda guerra mondiale e controversa figura storica, accusata da più parti del mondo ebraico di avere chiuso un occhio sull’Olocausto, rinchiudendosi in un immobilismo secco e lungo come la sua figura fisica.Recentemente Benedetto XVI si è prodigato in un augurio e in una preghiera, ovvero che il processo di beatificazione di Pio XII potesse procedere in maniera più celere, visto che la beatificazione è l’ultimo passo prima di diventare santi.

Ora, probabilmente Peppino Ratzinger sa perfettamente che la approvazione della causa di beatificazione dipende esclusivamente da lui, ma esprime lo stesso questi auspici, un po’ come quando Berlusconi dice “auspico che il Governo mi permetta di lavorare serenamente senza dover andare ogni giorno a un’udienza di un processo che mi riguarda” e il Governo è lui.

Questa excusatio non petita  è la chiara e netta dichiarazione di intenti della Chiesa: Pio XII sarà quanto meno beato, checché ne dicano gli altri.

Si consegna alla venerazione dei fedeli una figura controversa, tormentata e tormentante, abilissimo diplomatico e tessitore di trame politiche, pontefice di lungo corso (la sua reggenza durò dal 1939 al 1958), consapevole che tutta la vita era un tormento (a cominciare dal suo “accipio in crucem”, con cui iniziò la sua vaticana e disgraziatissima esperienza pastorale), attento alla sua immagine fino all’ossessione (i filmati che lo ritraggono passeggiare per i giardini vaticani sono stati studiati nei minimi particolari), ma non tanto da impedire che il suo medico personale fotografasse il momento del suo trapasso a miglior vita e vendesse le foto ai maggiori giornali e rotocalchi del mondo.

Colmo dell’ironia, il procedimento di imbalsamazione di Pio XII non riuscì, e il corpo del futuro beato andò velocemente in decomposizione, dimostrando ancora una volta il ridicolo della tendenza squisitamente necrofila che la Chiesa vuole spacciare come “culto”.

Mi piace terminare riportando le parole di Dragor, dal suo blog su www.lastampa.it:

Non capisco perché molta gente si opponga alla beatificazione di Pio XII. Che abbia salutato con favore l’avvento dei nazisti in Germania non ha importanza. Che non abbia alzato la voce contro lo sterminio nazista degli ebrei è secondario. Che abbia sostenuto con entusiasmo il regime razzista e filonazista di Ante Pavelic in Croazia non significa niente. Che abbia inveito solo contro Stalin è del tutto trascurabile. Che abbia condannato l’invasione sovietica della Finlandia senza spendere una parola per il bombardamento nazista di Coventry è una mera quisquilia. Che non abbia condannato le leggi razziali del partito fascista nonostante l’esplicito invito degli angloamericani è una sciocchezza. Che abbia scomunicato i comunisti e non i nazisti non interessa a nessuno. Che con gli stessi criteri si possa beatificare anche Hitler non conta niente.(…)

http://dragor.blog.lastampa.it/journal_intime/2008/10/beato-pio-xii-1.html

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