Piazza della Loggia: Tutti assolti – Se non è stato nessuno, nessuno è Stato

Non si può assistere impassibili all’assoluzione degli imputati per la Strage di Piazza della Loggia a Brescia al quarto processo d’appello e dire che la giustizia, sia che la sentenza ci stia bene, sia che ci stia male, ha fatto il suo corso.

Gli imputati sono stati assolti, e c’è da aspettare il giudizio di Cassazione (che potrebbe rimandare a sua volta gli atti ai giudici d’appello per un nuovo processo, e sarebbe il quinto). Questo tecnicamente è ineccepibile.

Come è anche tecnicamente ineccepibile che oltre un milione di pagine dedicate al faldone dell’accusa non sono state sufficienti per individuare i colpevoli. Dopo 38 anni.

Vengono in mente le frasi che si dicono (sia da imputati che da parti lese) quando iniziano i procedimenti penali. “Abbiamo fiducia nella Giustizia”. Tutti armati di sorriso fino ai denti e tutti fiduciosi nell’operato di chi dovrebbe cercare a tutti i costi la verità, prima ancora di un colpevole qualsiasi.

Se il processo di appello ha sciolto quella formula dubitativa che era stata espressa in primo grado possiamo dire tranquillamente che c’è stato troppo che non è andato nel lavoro dell’accusa se dopo 38 anni sulla strage di Brescia è stata fatta sì Giustizia, ma non è stata data nessuna verità. L’unica verità è che Pino Rauti, Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte e il generale dei carabinieri Francesco Delfino sono stati assolti.

Chi siano mandanti ed esecutori di una delle pagine più vergognose della nostra storia è ancora un mistero.

Che non spetta più agli storici o all’opinione pubblica certificare sugli altari della dura lex sed lex. Quella è una storia, logicamente e necessariamente di parte.

La verità spetta allo Stato. E se non è stato nessuno, nessuno è Stato!

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Un pensiero riguardo “Piazza della Loggia: Tutti assolti – Se non è stato nessuno, nessuno è Stato

  1. Marco Venturini-Autieri

    Quando seguiamo le storie del commissario Montalbano, vediamo ch’egli cerca sempre di incastrare per bene i colpevoli, per evitare che poi una corte li prosciolga.

    Ma sappiamo bene che il commissario Montalbano è di carattere schivo, non adora la celebrità ed il fracasso dei media.

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