Perche’ non si puo’ non stare con Di Pietro

Non si può non stare con Di Pietro.

Non si può cedere alla retorica di Fini e Veltroni che dicono la stessa cosa e che vorrebbero abolire il diritto di critica in nome di un rispetto istituzionale che non esiste e non può esistere senza i diritti riconosciuti dalla Costituzione.

C’è una differenza sottile tra l’offesa pura e gratuita al capo dello Stato, e il dire che il silenzio delle isttuzioni è un atteggiamento omertoso, e, quindi, mafioso.

E’ mafioso l’atteggiamento, non chi lo tiene.

Fini e Veltroni stanno giocando come quelli che, da giovani, amavano i Beatles (come me) e quelli che amavano i Rolling Stones (come me) e si massacravano di santa ragione.

Non si può cedere alla condanna della libertà di opinione in nome di un purismo di Stato. Le massime cariche dello stato non si toccano, l’avevamo capito con il Lodo Alfano.

Fini ha detto che

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2 pensieri riguardo “Perche’ non si puo’ non stare con Di Pietro

  1. CinghialeMannaro

    Onestamente Valerio (e ci stai largo, giova ricordare) non ho mai visto il Presidente della Repubblica difeso per quello che dice. L’ho sempre visto difeso solo quando la sua difesa era un attacco conto terzi mascherato da buonismo istituzionale.

    Pero’ Di Pietro no, ti prego. E’ una versione parlamentare di Beppe Grillo.

  2. Valerio Di Stefano

    Di Pietro è una versione parlamentare di Beppe Grillo? Allora Fini è una versione parlamentare di Mussolini…

    Dammi retta, Palle…

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