Perché NO

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no

Domenica prossima andrò a votare e voterò NO. Sarà un NO convinto, come ti càpita raramente quando vai a votare.

Vorrei poter dire, come chi mi sta accanto ed è la persona in assoluto più intelligente che io conosca, che se voto NO è perché non mi fido di questa gente che sta al Governo del Paese, ma il fatto è che sono un inguaribile sentimentale e che sono rimasto affezionato al bicameralismo perfetto e non voglio che me lo tocchino. Oh!

La mi’ nonna Angiolina diceva sempre che “Quattr’occhi ci védano meglio di due” e ho sempre considerato il bicameralismo come una forma di garanzia di trasparenza e controllo reciproco da parte delle due Camere. C’è chi mi dice che abolendo il Senato si risparmia. Ma io non voglio che lo Stato risparmi, perché la democrazia costa, ed è un costo che dobbiamo sostenere tutti. Al limite si riducano i privilegi e gli stipendi dei parlamentari. Oppure se ne abbassi il numero, se proprio ci si tiene, ma è pericoloso mandare all’aria una funzione per mettere fuori uso i suoi funzionari.

E’ una riforma, quella di Renzi e dei suoi sodali, che puzza dalla testa e mettere le mani sulla Costituzione è un po’ come metterle sulla pressione sanguigna, si finisce sempre per combinare dei disastri e io voglio continuare a vivere in un paese in cui il bicameralismo sia l’ordinaria amministrazione, non un lusso.

Per questo domenica prossima voterò NO. Poi alle 22 mi siederò in poltrona e aspetterò la vittoria di quelli del SI’ (tanto, se piove di quel che tuona…)

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