Per aspera ad AstraZeneca

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Sto per scrivere cose che non piaceranno a molti. Chi continua nella lettura la fa a proprio rischio e pericolo.

Una professoressa di 62 anni è stata sottoposta all’inoculazione del vaccino AstraZeneca. Successivamente ha cominciato ad accusare seri problemi respiratori. Il giorno dopo la signora è deceduta per arresto cardiocircolatorio.

Questi i fatti. Non è chiaro, a tutt’oggi, e gli scientisti puri lo porranno come prima logica obiezione se ci sia una diretta concausa tra la vaccinazione e l’evento morte. Questo spetta al medico legale in sede di esame autoptico stabilirlo. Non a me, non ai pro-vax o ai no-vax.

Fatto sta che agli insegnanti è stato imposto il vaccino AstraZeneca. Scrivo “imposto” perché non mi risulta che alla categoria dei docenti e personale della scuola sia stato dato il diritto di scelta tra tutti i vaccini finora approvati e disponibili. AstraZeneca ha una storia quantomeno curiosa. Inizialmente ne era stata prevista la somministrazione a soggetti di età pari o inferiore ai 55 anni. Poi, come per un mirabile trucco di prestidigitazione, la sua adattabilità è stata estesa fino a 65 anni. Due giorni fa la stampa ne ha annunciato la destinazione anche agli over 65, con conseguente aumento della produzione. Neanche il mago Silvan sarebbe stato capace di una trasformazione tanto larga ed evidente.

Ma quanto è efficace AstraZeneca? I sito dell’AIFA riferisce testualmente:

“Complessivamente l’efficacia vaccinale di COVID-19 Vaccine AstraZeneca è risultata pari al 59,5% nel prevenire la malattia sintomatica. Nei partecipanti che presentavano una o più comorbilità, l’efficacia del vaccino è stata molto simile (58,3%).”

Questo per quanto riguarda i soggetti che hanno ricevuto la prima somministrazione.

Per quelli che hanno completato l’intero ciclo vaccinale AIFA riferisce:

“Nei partecipanti che hanno avuto la seconda dose dopo 12 settimane dalla prima, l’efficacia dopo 14 giorni dalla seconda dose, è stata dell’82,4%”

Ora, con percentuali di questo tipo io credo che la gente abbia più di una ragione per dirsi preoccupata. L’82% di efficacia non è un traguardo confortante. Vaccini come quello di Pfizer hanno attestato la loro efficacia fino al 90% e oltre. Ma qui non stiamo parlando di punti percentuali, stiamo parlando di persone. AIFA riferisce inoltre che su 14 casi in fase di “controllo”, uno ha avuto decorso “letale”. E qualcun altro (NON AIFA, per fortuna) ci vuole convincere del fatto che il rapporto costi/benifici dell’impiego del vaccino di AstraZeneca è assolutamente favorevole. Certo che è favorevole. A meno di non essere quel poveraccio che ci ha rimesso le penne. O la professoressa di Napoli deceduta pochi giorni dopo aver ricevuto la prima dose. Ma questo è quello che ci tocca.

Dice: “ma hai paura”? E certo che ho paura! Anni fa ebbi una importante reazione avversa conseguente all’inoculazione di un vaccino (era un’antitetanica!), ho rischiato di andare in shoc anafilattico e, se permettete, non mi va tanto di rischiare di ripetere la stessa esperienza.

E le reazioni avverse, appunto? Anche qui AIFA ci informa:

“…sono la febbre, il mal di testa, i dolori muscolari o articolari. Si tratta di reazioni non gravi, di entità lieve o moderata che, seppur fastidiose, si risolvono in poche ore o pochi giorni, spesso senza nemmeno ricorrere a trattamenti sintomatici (antidolorifico o simili).”

Poi però c’è scritto:

“Come per tutti i farmaci, sono inoltre possibili, seppur rarissime, reazioni di tipo allergico fino allo shock anafilattico.”

E hanno detto niente! Anche qui bisogna avere il culo sfacciato di non rientrare in quei casi di reazioni “rarissime” (“rarissime” sì, ma QUANTE?) per cui l’esito della somministrazione va a sfociare nell’anafilassi. Si parla, comunque, anche di

“reazioni di tipo ansioso con fenomeni vaso-vagali che vanno dalla sensazione di stare per svenire fino allo svenimento vero e proprio.”

Che, voglio dire, non sono esattamente cose bellissime o piacevoli. Ma per gli insegnanti pare non ci sia nulla da fare, o si mangia questa minestra o si salta dalla finestra. La vaccinazione non è obbligatoria, questo è vero, ma un insegnante che dovesse rifiutare la vaccinazione AstraZeneca rischia di venire demansionato (come fa un insegnante a stare 5 ore al giorno in una classe di trenta alunni se non è vaccinato? Deve essere impiegato per forza in compiti che prevedano contatti ridotti, come le mansioni di segreteria, per esempio) e si può anche arrivare alla sanzione disciplinare del licenziamento per giusta causa (sì, una sanzione disciplinare per una scelta legittima, discutibile e censurabile quanto si vuole, ma pur semre legittima). Del resto questi insegnanti se la sono proprio voluta, con questa didattica a distanza del cavolo. Comodo starsene dietro un computer tutto il giorno a girarsi i pollici, nevvero? Poi tre mesi di vacanza l’anno, le vacanze di Natale, quelle di Pasqua, il loro bello stipendio assicurato, e hanno perfino la tredicesima (signora mia, dove andremo a finire??), ora cosa vogliono? Si tengano AstraZeneca, se gli sta bene, che per loro è anche troppo, parassiti della società, e se ogni tanto ne muore qualcuno, per caso o per necessità, non sarà poi tutto questo gran male, su, via, muore tanta gente, possono morire un pochino anche loro. Tanto, si sa, rientra sempre tutto nel rapporto “costi/benefici”.