Pentangle

Il miglior gruppo inglese di tutti i tempi sono stati i Pentangle. Un po’ perché loro i Beatles li prendevano volentieri di tacco, un po’ perché lo dico io.

La formazione originale era composta da:

Jacqui McShee (voce -e che voce!-)
John Renbourn (chitarre e voce)
Bert Jansch (chitarre e voce)
Terry Cox (percussioni)
Danny Thompson (bassi).

Il repertorio riprendeva brani della tradizione inglese rimaneggiandoli in chiave jazz, rock, blues sempre con una professionalità e una conoscenza musicale che faceva spavento.

La voce di Jacqui McShee, una delle più limpide, pure e cristalline del panorama europeo, è stata decisamente ineguagliata per decenni.

I cinque, poverini, come si può anche vedere nella foto che accompagna queste accorate note di rimembranza leopardiana, erano quello che si suol dire brutti come il peccato. Ma chi se ne fregava, si dovevano ascoltare i loro dischi, mica guardarli in faccia.

Anche se in certe incisioni ricavate da da contributi per le televisioni di mezza Europa ci si rende conto che i cinque erano sempre in grado di ripetere dal vivo l’alchimia musicale del vinile, che non c’era nulla di ricercato se non la loro ricerca.

Difficile trovare un brano esemplare da cui trarre alcuni secondi esemplari per dare un’impressione esemplare dei Pentangle senza ledere diritto d’autore (certamente non esemplare) e soprattutto senza spezzare l’incanto di alcuni pezzi.

Cerca che ti ricerca, ponza che ti riponza, ho oprato per l’ultima strova di"Lord Franklin", nell’incisione che ne fecero in "Cruel Sister", album graniticamente folk.

John alla chitarra canta una delle più famose ballate inglesi. Jacqui gli fa un ricamo che se non è esaustivo delle sue doti vocali, certamente rende appena appena l’idea.


"So now my burden it gives me pain
For my long lost Franklin I would cross the main.
Ten thousand pounds would I freely give,
To say on earth that my Franklin do live."

John esegue spesso questo brano nei suoi concerti da solista.
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