Partito Democratico: i sogni sono ancora sogni (e l’avvenire è ormai quasi passato)

La costituente del Partito Democratico è stata triste.

Triste come un giorno di nebbia, triste come un militare di Brindisi, triste come un pasto surgelato di Quattro Salti in Padella.

E’ triste il bacio di Prodi a Veltroni. Sembra un gesto di cordoglio, come se fosse morto qualcuno.
E’ triste sentire il Presidente del Consiglio dire che "finalmente dopo 12 anni possiamo chiamarci democratici" (perché, prima non lo erano?)
E’ triste che Prodi, ancora lui, ancora sempre lui, affermi coram populo che "E’ triste il cammino dei pellegrini". Sembra più una improbabile Armata Brancaleone che, "sanza calzari, sanza danari, sanza pagnotta, sanza la brocca" prosegue errabonda nell’inutile carosello della politica.

E’ triste Fassino che, in prima fila, fa vedere il telefonino nuovo al suo vicino di postazione.
E’ triste il color Lega Nord che hanno scelto per la scenografia della kermesse.
E’ triste sapere che questa formazione politica sarà battuta da Berlusconi a mani basse.

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