Paolo Guzzanti e le intercettazioni distrutte di Berlusconi

Paolo Guzzanti mi sta sulle palle, come sua figlia.

Solo che il destino ha voluto che facessero percorsi di vita diversi e che lui, Paoletto, si sia buttato tra le braccia di Berlusconi (un po’ come Noemi, o la D’Addario, se volete…), lei, la Sabina, si è fatta trascinare dal Popolo della Rete.

Tutti e due hanno un blog. E va beh, ognuno le sue frustrazioni dovrà pur scriverle da qualche parte.

Solo che Paolo Guzzanti, dal suo "Rivoluzione Italiana", esagera.

Di Berlusconi scrive che "Quest’uomo ai miei occhi corrompe la gioventù e  mina le basi della società minando il rispetto nei confronti della donna." E va beh, poi però ci spiega chi è che si è candidato nelle file del PDL, o di Forza Italia, o di quello che è, se lui o noi, perché noi lo abbiamo capito da un pezzo, ma lui sembra non essersene ancora accorto.

Continua dicendo: "Ciò è avvenuto in concomitanza delle voci, che io ho potuto verificare come purtroppo attendibili (non prove, ovviamente, altrimenti le avrei presentate io), secondo cui un famoso direttore ha mostrato e fatto leggere a un numero imprecisato di persone (deputati e deputate di Forza Italia per lo più) i verbali che tutti i direttori di giornale hanno, ma che avrebbero deciso di non usare su sollecitazione del Presidente Napolitano. Si tratta di trascrizioni da intercettazioni avvenute nell’ambito dell’inchiesta di Napoli e poi fatte distruggere da Roma, in cui persone che ora ricoprono cariche altissime si raccontano fra di loro cose terribili che la decenza e la carità di patria mi proibiscono di scrivere, anche se purtroppo sono sulla bocca di coloro che hanno letto i verbali. Io ne conosco almeno tre. Dunque io non ho molti dubbi su qua[n]to è accaduto ed accade."

Quindi, ci sarebbero delle voci che secondo lui sono attendibili, ma che non assurgono il valore della cosiddetta "prova provata", secondo le quali sarebbero stati mostrati dei verbali così compromettenti, ma così compromettenti, ma così compromettenti che lo stesso Capo dello Stato sarebbe intervenuto per perorare la causa della loro inutilizzabilità.

Un Napolitano mosso a umana pietà avrebbe messo una pietra tombale sulle intercettazioni di Napoli che sarebbero state poi distrutte.

Ma bene. Nei verbali dunque, "cose terribili" che uno non rivela per "decenza" e "carità" di Patria.

E’ evidente che per Guzzanti la "carità di patria" è superiore al servizio che potrebbe fare alla gente rivelando i particolari di quest’uso sempiterno del condizionale che gli permette agilmente di tirare il sasso e ritirare la mano.

Poi si mette ad attaccare Marco Travaglio "Io con Marco Travaglio ho un rapporto soltanto giudiziario. Per ora lui è rinviato a giudizio su mia querela per quel che ha scritto sul mio conto, affermando il falso. Dunque io non sono un fan di Travaglio. Ma sto leggendo accuratamente il terribile libro “Papi”, scritto in team con Gomez ed altri, ed è un libro terribile perché espone soltanto documenti, articoli, trascrizioni di dichiarazioni di tutti i protagonisti, senza alcuna concessione retorica e propagandistica. Quel libro dovreste leggerlo tutti sotto l’ombrellone (…)"

E ora io non so più se comprare "Papi" perché l’ha scritto Marco Travaglio o se non comprarlo perché me l’ha consigliato Paolo Guzzanti.

Voi capirete che si tratta di travagli interiori mica da ridere, ora vado sulla cima di una montagna, mi spoglio nudo, mi offro al mondo (come il personaggio dell’hippy di "Un sacco bello" interpretato da Verdone) in atteggiamento di pura espiazione e poi, come decido qualcosa, ve lo faccio sapere, vaffanculo, mi ci mancava solo Guzzanti oggi a rompere i coglioni…

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Un pensiero riguardo “Paolo Guzzanti e le intercettazioni distrutte di Berlusconi

  1. CinghialeMannaro

    Aggiungo una chiosa: a me la gente che dice “so cose terribili ma non le dico” mi sa tanto di senzapalle. Le sai? dille. Altrimenti visto che non sei in grado di provarle stai dimoltone zittino.

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