Paolo Attivissimo si è comprato la PEC

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Paolo Attivissimo non si è comprato solo la Tesla usata, no. Ha deciso di investire alcuni denari del suo patrimonio personale, frutto del suo sacrosanto lavoro e delle donazioni dei lettori del suo blog in una casella di Posta Elettronica Certificata.

Lo si apprende da una timida correzione dei suoi recapiti, nella colonna a destra della sua creazione informatico-spazial-filoanglista (in senso meramente linguistico, quest’ultima, si badi bene).

Eppure era proprio lui a nutrire dei forti dubbi su questa modalità di trasmissione della comunicazione telematica.

Un giorno un avvocato gli scrisse una PEC, sulla sua casella di posta elettronica tradizionale. Rivendicava di presunti diritti di un suo cliente in forma piuttosto bizzarra. Comunque sì, si può fare. Le caselle di PEC possono inviare messaggi a indirizzi non certificati. E da un indirizzo non certificato le PEC si possono leggere. Facendo un paio di manovrine in più (non è difficile, suvvia) ma si possono leggere. Il mittente riceve una ricevuta di inoltro. Nessuna ricevuta di consegna, ma intanto con quella ricevuta ci si possono parare le terga (non so se l’hai ricevuta o no, io comunque te l’ho mandata). Ho una PEC e ho fatto il calcolo che quando ho inviato DUE messaggi certificati in un anno me la sono bell’e che ripagata. Senza contare lo stress di fare le file all’ufficio postale per l’invio di una raccomandata.

Ma non è tanto la materia del contendere che ci interessa, in questa sede, quanto quello che diceva il responsabile del blog in proposito:

“Io non ho una PEC, e a quanto pare la casella di mail dell‘avvocato non accetta una mail non PEC. Abitando in Svizzera, non ho alcuna intenzione o necessità di fare acrobazie burocratiche per procurarmi un indirizzo PEC per rispondere a un singolo messaggio.”

E conclude l’articolo con una frase che indubbiamente mette timore e ci induce a ritirarci piangenti nel grembo di nostra madre a chiedere genitoriale protezione:

“Sono un tipo tranquillo. Ma se non mi lasciate in pace, mordo. E non mollo.”

E va be’. Però adesso la PEC ce l’ha. Com’è questa storia? Affari suoi.

Quello che c’è da sottolineare nella politica editoriale di Paolo Attivissimo e che colpisce l’attenzione del lettore (almeno la mia) è che QUALSIASI evento che afferisca alla sua vita personale diventa “notizia”. L’acquisto di un’auto elettrica (Dio mio, sarà forse il solo ad averla, in Svizzera? No di certo. Ma è il solo a farne articoli per il suo blog), quello di un nuovo dispositivo digitale, il successo dell’installazione del sistema operativo Linux (notoriamente non ci è MAI riuscito nessuno), le fotografie della sua famiglia e dei suoi gatti (quasi tutti abbiamo una famiglia, anche se debbo riconoscere a malincuore che non tutte le famiglie hanno anche dei gatti, Monsieur de Lapalisse oblige!).

Il male non è che tutto diventi PUBBLICO (Facebook è piena di gente che posta foto dei propri mici, come se fosse una cosa importante), il male è che tutto diventa NOTIZIA, quando va bene. O, quando va di stralusso, fonte di guadagno. Alludevo poc’anzi all’installazione di Linux. Ricorderete perfettamente che Attivissimo scrisse molti anni fa un libro per i tipi di Apogeo. Si intitolava “Da Windows a Linux”. E già a quel tempo lì costava 42000 lire, che, allora, erano pur sempre una bella pacca di denari. Voglio dire, è un libro! Capisco che tu debba campare dei suoi proventi e che questo sia il tuo lavoro, ma, giusto cielo, viviamo in un regime di libera concorrenza e di libero mercato, il che significa che se mi girano le balle te lo lascio lì e ti arrangi.

Ecco, tutto quello che passa dalle mani di Paolo Attivissimo diventa, come per incanto, una “case history”, dall’errore di ortografia di un titolista negligente di un quotidiano nazionale, all’ennesima impresa spaziale (pallosissime queste ultime), dalla lettura di un libro di fantascienza (nulla a che vedere con la letteratura, dunque), alla definizione di una vicenda di carattere legale (ricordo molto bene che rispose a una mail del mio legale di fiducia IN PUBBLICO, e questa è stata una scorrettezza innegabile). E potrei andare avanti ancora per un paio di chilometri.

Dalla sciocchezza alla notizia il passo è breve, e riconosco a Paolo Attivissimo una notevole abilità in questa dedizione prestidigitatoria. Ma gli conviene?