Paolo Attivissimo – “In Plane Site”, il video sull’11 settembre pubblicato da Nexus

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Grazie a un lettore (edopilia) ho potuto visionare il DVD "9/11 In Plane Site", che riguarda alcune ipotesi di complotto intorno agli attentati dell’11 settembre 2001. Questa è una recensione veloce e sommaria; per ora non posso fare di più. Già così, so che mi attirerò un bel po’ di commentacci. Pazienza.

Per cominciare, devo riconoscere un aspetto molto positivo di In Plane Site: il DVD è un’ottima fonte di filmati e immagini di alta qualità di quei tragici eventi. Filmati che sono utilissimi per chiunque voglia studiare di persona il tanto materiale video disponibile.

Fra l’altro, tutti i filmati presenti sul DVD includono l’ormai famoso e controverso "lampo" all’istante dell’impatto dei due aerei contro le torri del World Trade Center. In questo senso, "In Plane Site" è più utile, per il ricercatore, rispetto ad altri DVD, come per esempio il documentario "9/11" dei fratelli Naudet, nei quali il lampo del primo impatto manca. L’assenza, a quanto pare, è dovuta semplicemente alla conversione da un formato all’altro, nella quale si è perso il fotogramma-chiave del lampo.

La versione del DVD distribuita dalla rivista Nexus ha anche l’ulteriore pregio di essere uno dei pochi DVD del suo genere tradotto e titolato anche in italiano, cosa che facilita non poco la comprensione dei suoi contenuti. In questi appunti mi baserò sulla versione italiana.

La cosa che si nota subito è l’alta qualità della produzione. E’ chiaro che chi ha prodotto questo DVD ha speso un bel po’ di soldi. Montaggio ricco e articolato, musica scritta appositamente, animazioni, audio e luci professionali, doppiaggio fatto da speaker. Complimenti. Sono qualità che dovrebbero far riflettere coloro che mi accusano di essere al soldo della CIA e cose simili (giuro) quando smonto le loro teorie predilette sull’11 settembre.

Se lo fossi, dannazione, non vi pare che potrei produrre anch’io un bel DVD professionale, invece delle mie squallide paginette Web? Magari un bel libro, come ha fatto Thierry Meyssan? Viene da chiedersi, semmai, chi finanzia questi DVD complottisti così ben fatti. Ma lasciamo stare, altrimenti sembra che voglio prendermela col messaggero per screditare il suo messaggio.

La seconda cosa che attira subito l’attenzione è la dicitura iniziale del DVD, che afferma che verranno presentati soltanto fatti e che non si vuole proporre alcuna conclusione (le parole esatte non le ricordo, dovrei rivedere il DVD per trascriverle, ma il loro senso è questo). Nobile intento; peccato che verrà disatteso ripetutamente.

Viene poi presentato il mistero della mancanza di segni di bruciatura in varie stanze della breccia nel Pentagono. Tuttavia i filmati del DVD mostrano stanze non bruciate soltanto ai piani superiori al primo e ai lati della zona successivamente crollata, ossia in porzioni dell’edificio che (stando alla ricostruzione ufficiale) non sarebbero state colpite dall’aereo, ma sarebbero state esposte dal successivo crollo della porzione lesa. Quindi non sarebbe affatto misterioso che ci siano fogli di carta non bruciati nelle stanze superiori.

Supponiamo che sia vera la versione ufficiale: un aereo di linea penetra nell’edificio al livello del piano terra e lo sventra per forza meccanica. Il suo carburante produce una palla di fuoco e un incendio, che devasta il piano terra e ne indebolisce la struttura già compromessa dall’impatto fisico. Dopo l’impatto, ed è il DVD stesso a mostrarlo e il presentatore lo ribadisce, i piani superiori sono ancora in piedi e privi di danni, quindi sono schermati dall’incendio. Verranno portati alla luce soltanto dal crollo, che è avvenuto in seguito, a incendio spento. Quindi è normale che non ci siano tracce d’incendio in quei locali. Il mistero, semmai, ci sarebbe se fossero stati trovati oggetti non bruciati al piano terra, ma il DVD non accenna a questa circostanza.

Su un punto sono d’accordo con il presentatore di "In Plane Site": devono esserci altri filmati dell’impatto al Pentagono. Anzi, ci sono, e sono almeno tre, come ho già accennato in uno dei miei articoli sull’argomento. Tuttavia possono esservi altre ragioni più banali e meno drammatiche, oltre al complotto, per averli sequestrati e segretati. Per esempio, si potrebbe ritenere che siano troppo scioccanti per un’opinione pubblica già fortemente scossa come quella statunitense, o che debbano essere tenuti riservati per poterli usare come prove in un eventuale processo contro i mandanti degli attentati.

Il presentatore poi afferma che non ci sono frammenti o detriti sul prato del Pentagono. Eppure il filmato di Fox News presentato nel suo stesso DVD intorno a 19:30 li mostra chiaramente. Ma come? Non hanno neppure guardato i filmati che presentano come prove?

A proposito della simulazione, invece, concordo con il presentatore: è una porcheria. Mancano i motori, la sezione di coda (in particolare la deriva) non viene scalfita, la resistenza del muro esterno del Pentagono non viene considerata. Che cosa dimostra tutto questo? Un complotto? No: semplicemente che quella specifica simulazione è stata fatta male.

Per chi non crede che il WTC sia stato colpito da aerei, il DVD mostra un filmato di Fox News che riporta chiaramente frammenti d’aereo (30:13).

A proposito della frase di Larry Silverstein, che alcuni interpretano come ammissione di aver demolito intenzionalmente l’Edificio 7 del World Trade Center (quello più basso): è uno dei pochi spunti che anch’io trovo interessanti in tutte le ipotesi di complotto.

Silverstein, proprietario del WTC, dice (o almeno così si può intendere) di aver dato ordine ai pompieri di "pull it", ossia "tirarlo giù" (questa è l’espressio
ne usata nella traduzione italiana del DVD, fatta da Nexus), espressione da demolizione controllata: una testimonianza importantissima, se confermata. Ma cosa fanno quelli di In Plane Site? Vanno a chiedere a Silverstein "Scusi, abbiamo capito bene? Lei ha dato l’ordine di demolire con l’esplosivo il WTC 7, o no?". Nossignore. Lanciano la provocazione e poi passano oltre. Troppo comodo.

Ma se questa frase di Silverstein è così cruciale per dimostrare la loro tesi, perché la lasciano cadere? Ho trovato decine di siti che citano Silverstein, e il filmato della sua dichiarazione è molto attendibile, eppure non ho ancora trovato nessun sito che abbia avuto l’idea banale di contattare Silverstein e chiedere chiarimenti. Come mai?

[Aggiornamento (14/1/2006): anch’io ho i miei momenti di stanca. Come potete leggere nei commenti qui sotto, un lettore ha saputo usare le chiavi di ricerca giuste e ha trovato un sito nel quale viene appunto chiesto il chiarimento a Silverstein, e Silverstein smonta l’ipotesi della demolizione con una spiegazione semplicissima, che però viene nascosta allo spettatore italiano dalla scelta di traduzione fatta da Nexus]

A 35:30 circa, il presentatore dice "ci hanno mentito, ci hanno ingannato". Un momento: ma non aveva detto che avrebbe presentato fatti, senza trarre conclusioni? A me questa sembra una conclusione.

Si passa poi alla solita, trita faccenda del "pod", l’oggetto che sarebbe appeso sotto l’aereo del secondo impatto al WTC, che ho già discusso in un altro articolo. I filmati mostrati sono interessanti perché presentano il già citato lampo d’impatto da moltissime angolazioni. Mi viene da pensare che quel lampo è davvero una palla di fuoco miserrima, se è (come sostengono alcuni) un "lanciafiamme" o un missile lanciato un istante prima dell’impatto (a che pro, poi, non si capisce, visto che l’edificio sta per essere colpito da cento tonnellate di metallo e cherosene).

La foto del New York Times, che sarebbe l’immagine più nitida disponibile della parte inferiore del secondo aereo del WTC (la vedete in piccolo all’inizio di questo articolo), viene mostrata come conferma della presenza di un "pod". Ma se guardate la livrea di un aereo dell’American Airlines, notate che la forma della parte inferiore della fusoliera è esattamente quella mostrata nella foto della livrea. Non ci sono sporgenze, se non quelle ordinarie della radice dell’ala.

In Plane Site, purtroppo, bara spudoratamente quando prende invece, a titolo di "confronto", una foto di un aereo identico, ma guarda caso con una livrea completamente bianca, che appiattisce tutto, non con quella vivace dell’American Airlines, in cui la fusoliera è blu con una banda argento in basso e le ali sono in argento. Questo non è un confronto onesto.

La storia del "pod" viene poi "avvalorata" dal DVD con una sequenza di aerei militari dotati di carenature sotto la fusoliera. Ma il presentatore dimentica di segnalare una differenza molto importante: tutte le carenature mostrate sono simmetriche, ossia centrate rispetto all’asse longitudinale dell’aereo, per ovvie ragioni di aerodinamica e di stabilità, mentre il presunto "pod" sporgerebbe da una sola parte. Anche questo, quindi, è un confronto artefatto.

A 41:35 circa, il presentatore viene meno ancora una volta alla sua promessa di non presentare conclusioni e dice "è innegabile che al di sotto dell’aereo vi sia appeso qualcosa". E a 42:50 ribadisce più sottilmente: "diamo un’altra occhiata all’oggetto attaccato alla pancia dell’aereo". Come se ormai la cosa fosse assodata e fuori discussione. Questa è una scorrettezza, resa ancora più grave dall’infilarla di soppiatto.

Si torna poi al lampo. E’ ottima la presentazione di tutte le riprese disponibili, ed è sensata l’osservazione che non può trattarsi di un riflesso perché è visibile da varie angolazioni, mentre un riflesso in genere è visibile da un’angolazione ristretta.

Si passa poi ai testimoni oculari. Viene dato molto risalto, con tanto di rallentatore, a una dichiarazione di una signora secondo la quale "non era un aereo dell’American Airlines". Come fa a dirlo? Se date un’occhiata al DVD, noterete che la signora è lontanissima dalle torri gemelle. E’ possibile, a quella distanza, identificare un aereo tanto da poter dire che non è dell’American Airlines? E’ un’esperta di aviazione con una vista da aquila?

C’è poi il giornalista che afferma di non aver visto finestrini. La sua dichiarazione è presentata come una prova inconfutabile, ma sarebbe opportuno verificare se alla distanza alla quale si trovava il giornalista sarebbe stato possibile o meno vedere eventuali finestrini, specialmente nel caso di un aereo che vola velocemente a bassa quota. Provate ad andare nei paraggi di un aeroporto e guardate a che distanza dovete trovarvi per poter scorgere i finestrini degli aerei che decollano e atterrano. Non è facile come potreste pensare.

La teoria dell’"accendino" per giustificare il lampo all’impatto è uno dei punti più ridicoli dell’intero DVD. Secondo questa teoria, il lampo (della cui presenza reale non vi è ragionevole dubbio, essendo presente in tutti i filmati) sarebbe un innesco necessario per incendiare il carburante contenuto nell’aereo.

Forse agli autori del DVD è sfuggito il piccolo particolare che il carburante degli aerei ha una sgradevole tendenza ad incendiarsi al semplice impatto, senza aver bisogno di accendini montati sul muso. Guardate le fotografie degli incidenti aerei raccolte in siti come Airdisaster.com: il carburante s’accende per un nonnulla. Ricordate il disastro del Concorde, il cui carburante s’incendiò perché il velivolo era stato colpito da un pezzetto di metallo sollevato dalle ruote? Secondo i complottisti, perché i piloti scaricano sempre il carburante prima di tentare un atterraggio d’emergenza?

Torniamo al lampo: a 47:00 si afferma che il lampo precede l’impatto, ma non si considera che l’aereo colpisce una facciata del WTC che è in ombra, per cui il muso dell’aereo entra in tale ombra, cambiando colore e luminosità. E’ possibile che quello che sembra essere il muso dell’aereo (in un filmato peraltro molto sgranato e poco chiaro) sia in realtà una porzione retrostante della fusoliera, per cui il lampo in realtà coinciderebbe con l’impatto del muso. Se usate come riferimento la posizione del motore per determinare dove si trova il muso anche quando l’aereo entra nel cono d’ombra, noterete che questa interpretazione è piuttosto plausibile. Lo so, dovrei preparare un’animazione che chiarisca l’idea, ma me ne manca il tempo.

A 49:06 si afferma che "il fatto che questo lampo si verifica un attimo prima dell’impatto…". E ci risiamo. Conclusioni, conclusioni, conclusioni: quelle che il DVD aveva solennemente promesso di non presentare. Questo è giocare sporco.

Guardate invece le ombre nel filmato (quello del primo impatto al WTC): l’ombra dell’aereo, stavolta su una facciata esposta al sole, incontra la sagoma della fusoliera esattamente al momento dell’impatto. Ma non credete a me: lo dice anche il presentatore medesimo, contraddicendo quello che ha detto pochi minuti prima: "proprio
al momento dell’impatto dell’aereo, c’è un lampo"
. Insomma, che si decida: sostiene che il lampo si verifica prima, o si verifica contemporaneamente all’impatto?

E’ invece lodevole che il DVD presenti la registrazione originale della contestatissima frase di Bush secondo la quale avrebbe visto il primo impatto: Bush dice "fly into", ("volare dentro") non "hit" (colpire/colpito), per cui non c’è il dubbio che abbia inteso dire che aveva visto che l’aereo aveva colpito il WTC. Lui dice di averlo visto volare dentro. Ma conoscendo la poca dimestichezza di Bush Junior con la grammatica e la sintassi, possiamo fidarci di quello che ha detto? Basta questo per dire "è stato un complotto del governo USA"? Se lo fosse, perché Bush andrebbe in giro a dire (in più occasioni) di aver visto un filmato che nessuno poteva aver visto in quel momento? Non può essere contemporamente un genio del complotto internazionale e un cretino che spiffera tutto.

Il DVD ripete poi l’errore di lanciare notizie-bomba e non approfondirle quando parla del lancio d’agenzia secondo il quale il Volo 93 sarebbe atterrato regolarmente, non precipitato in Pennsylvania come racconta invece la versione ufficiale. Una dichiarazione esplosiva. Ma cosa fa il presentatore? Va a intervistare chi ha scritto quel lancio d’agenzia? Va a intervistare qualcuno del personale dell’aeroporto dove il volo sarebbe atterrato e chiede di confermare la notizia? No. Lascia perdere e passa ad altro. Incredibile. Se ha davvero fra le mani una smentita così clamorosa, perché non la approfondisce confermandone i dettagli?

Segue poi un lungo discorso sul mentire a proposito di altri attacchi terroristici. Il presentatore, però, non considera che non è detto che chi ha mentito in passato debba mentire sempre (a parte il fatto che le "menzogne" presentate suonano più come dichiarazioni affrettate, rilasciate durante il caos e il panico di un attentato).

Ma ammettiamo che il presentatore abbia ragione e che il governo USA abbia orchestrato gli attentati. Non vi pare che sarebbero stati un po’ meno pasticcioni e dilettanti? Che non avrebbero lasciato tonnellate di indizi e di testimoni? Che si sarebbero inventati un attentato semplice e pratico, invece di concepire il lancio coordinato di aerei radiocomandati, senza finestrini e dotati di vistosissime carenature esterne, che colpiscono torri imbottite di nascosto di esplosivo per assicurarne la demolizione, mentre i passeggeri dei voli autentici vengono fatti sparire senza traccia?

Perché prendersi la briga di usare radiocomandi ed esplosivi la cui detonazione va pianificata scientificamente, quando basta prendere un aereo di linea da oltre cento tonnellate, pieno di carburante, lanciarlo come un maglio a quattro-cinquecento chilometri l’ora contro una torre, e lasciare che fuoco e danni strutturali insieme producano il danno desiderato?

E’ questa la falla fondamentale di tutte le ipotesi di complotto intorno all’11 settembre: pretendono che gli attentatori siano stati al tempo stesso capaci di architettare una complicatissima serie di azioni coordinate, ma talmente scemi da lasciare in giro foto, filmati, testimoni, oggetti in bella vista e quant’altro che li smascherano. Talmente scemi da non pensare "Ehi, se mettiamo un ‘pod’ fuori dell’aereo, magari qualcuno lo noterà; meglio metterlo all’interno; se dobbiamo far credere che è stato un aereo di linea, usiamo un aereo che abbia anch’esso i finestrini". Eccetera, eccetera.

da: http://attivissimo.blogspot.com/2006/01/complotti-119.html

(C) Paolo Attivissimo

Ripeto: questi sono appunti frettolosi, e qui mi fermo. Se avessi a disposizione le stesse ampie risorse finanziarie di Nexus e degli autori del DVD, farei di meglio e magari produrrei anch’io un bel DVD di controanalisi. Per ora, però, questo articolo è tutto quello che posso permettermi. Attendo sponsor. Nel frattempo, buona riflessione.

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