Luca Alberini – A chi la prof? A noi!!

I libri pesano. Quelli di storia anche di più. E quando si viene obbligati a mettere in cartella anche Hiltler e i suoi monologhi, le fragili spalle dei ragazzi del liceo possono non reggere lo sforzo. E quelle dei loro genitori neppure. Ma per Angela Pellicciari, docente di storia e filosofia presso il liceo romano "Lucrezio Caro", quartiere bene dei Parioli, la storia si studia dalle "fonti dirette", senza mediazioni e propaganda insita nei testi dei vari De Felice o Hosbawn della situazione. Così ha cominciato correggendo "Il manifesto" di Karl Marx, ha rivisitato il dibattito tra Gramsci e Mussolini sulla massoneria ed infine ha affrontato di petto la carestia in Ucraina di staliniana memoria, tutto per arrivare al pezzo forte: affrontare fascismo e nazismo. Testo consigliato: "Le conversazioni di Hitler", raccolte da Martin Bormann ed edite da Franco Freda, in cui spicca un’inquietante frase di prefazione: "Dinanzi alle parole e ai detti memorabili dei Capi e dei Maestri, i semplici devoti devono stare in raccoglimento e osservare il silenzio".
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Le Poste e il linguaggio dei segni

A Torino, 10 impiegati delle Poste hanno frequentato un corso per imparare il  linguaggio dei segni. L’obiettivo e’ garantire anche alle persone con handicap la  possibilita’ di inviare una lettera o un pacco: che i disservizi delle poste siano usufruibili da tutti, perdio!
(Fonte: Vita)

da: NayNewz
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Maurizio Coletti – “Lei” lo vuole!

Il passaggio finale della legge FiniGiovanardi sarà dato dalla firma del Capo dello Stato. Qualcuno spera ancora in un atto di coraggio e resipiscenza, basato sui numerosi profili di incostituzionalità presenti nell’atto.
Ma Ciampi firmerà?
Se lo farà (come sembra probabile), saranno definitive le misure previste e che hanno fatto letteralmente ribellare la stragrande maggioranza del mondo che si occupa di dipendenze patologiche ed un numerosissimo stuolo di organizzazioni, associazioni, istituzioni della società civile.Due settimane fa, a Bruxelles, si è svolta una Conferenza organizzata dalla Commissione Europea ed intitolata "Civil Society and Drugs in Europe". Dopo molti anni, dalla Commissione hanno deciso che era l’ora di ascoltare la società civile a riguardo del Piano d’Azione 2005/2008 sui temi delle droghe.
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Le coppie di fatto vengono equiparate alle famiglie (Corte di Cassazione)

Suprema Corte di Cassazione, Sezione Quarta Penale, sentenza n.109/2006 (Presidente: M. Battisti; Relatore: V. Romis)

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

IV SEZIONE PENALE

SENTENZA

OSSERVA

C. N. ha proposto ricorso per cassazione avverso l’ordinanza con la quale il Tribunale di Milano aveva respinto il ricorso/ reclamo presentato dal C. contro il provvedimento del Giudice dell’esecuzione di rigetto dell’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

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Carlo Benedetti – Mosca a Kiev: volete il gas? Noi la Crimea

E’ saturo di gas il vento dell’Est. Perché se l’America di Bush si muove per le guerre del petrolio, la Russia di Putin si agita tra giacimenti e gasdotti con la speranza di poter chiudere od aprire i rubinetti presentando il suo volto di nuova e forte potenza energetica. In pratica una riedizione del famoso "generale inverno" che, a suo tempo, piegò i nazisti. Ed è così che l’Europa – rischiando sempre più di battere i denti in seguito ad inattese temperature siberiane – scopre un contenzioso epocale che coinvolge Mosca e Kiev. Con una Russia che produce e distribuisce gas e un’Ucraina che – consentendo il transito dei gasdotti – ne approfitta per "succhiarne" il contenuto, tanto da essere definita dai russi come un moderno "Vampiro". Ma su tutta questa vicenda – che va ben oltre la questione del gas – si apre ora il contenzioso sulla Crimea. Una terra che appartiene all’Ucraina, ma che in realtà è russa al cento per cento come tradizione, storia e realtà dell’altro secolo. E così si snoda – sotto l’influenza politica e geopolitica – questa polemica destinata ad infuocare vecchie passioni. Si affaccia, pertanto, un nuovo orizzonte che potrebbe anche anticipare processi di disgregazione.
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Giovanna Pavani – Authority chi?

Non bastavano gli avversari a ricordargli che deve sottoporsi al giudizio degli elettori, prevedibilmente poco inclini a ritenersi soddisfatti dell’adempimento contrattuale con gli italiani.
Ci si mettono pure gli arbitri a definire le regole di un confronto che vede la presenza di due sfidanti, non uno solo. Insomma, i nemici sono alle porte ed anche dentro le porte.
E quindi, da ieri circola liberamente per il paese un nuovo, pericolosissimo, sovversivo comunista che risponde al nome di Corrado Calabrò, Garante dell’Authority Tlc, reo di aver seguito le regole e dunque di aver comminato una salatissima multa a Rete 4 per aver mandato in onda ben due volte "Liberitutti", il peana berlusconiano condotto dall’ineffabile Irene Pivetti, in piena violazione della par condicio.

Centocinquantamila euro di multa, praticamente il costo di un passaggio di uno spot. Ma i soldi non c’entrano, figurarsi. E’ il reato di lesa maestà a bruciare come l’acido sulla ferita. Avuta la notizia della multa sul portone di palazzo Grazioli, il Berlusca è andato fuori dai gangheri. Una multa? Per giunta per mano di un uomo, Calabrò appunto, da lui nominato poco meno di un anno fa? Vatti a fidare. E allora giù, pesante: "L’Authority per le telecomunicazioni – ha avvertito il cavaliere – non è più un organo di garanzia, ma è diventato un organo di battaglia politica". Mica finita. "È veramente uno scandalo – ha proseguito – che l’Authority non abbia detto nulla nei confronti di Raitre, che è una autentica macchina da guerra contro gli avversari politici. È scandaloso che ci sia questa situazione e che poi si prendano iniziative come questa, assolutamente ingiustificate. È un’iniziativa politica, altro che Authority… Non è più un organo di garanzia!". Il Cavaliere che ha subito ordinato a Mediaset di fare un "indignato" ricorso al Tar perchè "illegittimo è il regolamento che anticipa la par condicio per Mediaset, illegittima è dunque la sanzione che ne discende". Davvero lapalissiano, quando la regola è che le regole valgono solo per gli altri e comunque quando pare a lui.

La "perla" dell’Authority (che ha annunciato, in barba al Cavaliere, di aver aperto anche un’istruttoria nei confronti di Raitre, tanto per chiarire dove sta la correttezza) è piovuta sul premier candidato a premier, al termine di una tre giorni horribilis sul fronte mediatico. Prima D’Alema contro Casini a Ballarò che gli ha fatto gridare, sdegnato, "D’Alema è il vero presidente della Rai!". Poi Fassino, solo soletto a "Matrix", prova evidente che "non è giusto dire che io sono sempre in tv, sono i Ds che occupano il video, non ci sono veramente limiti alla contraffazione della realtà". E infine Prodi, che pretende di andare in tv senza averne acquistata neanche una.

E anche la seggiola è diventata un problema, anzi è "il problema principale" di confronto dell’agone politico di questi giorni. Mica facile posizionare bene le seggiole in vista dei due prossimi duelli tv, la cui programmazione arrovella i cronisti di Palazzo più dell’annunciato taglio di cinque punti al cuneo fiscale che dovrebbe essere uno dei pezzi forti del programma economico dell’Unione (su cui, però, non ha capito ancora nulla nessuno). Sarà Vespa il conduttore? E lo faranno a "Porta a Porta"? Oppure riesumeranno dalla catacombe Rai Angela Buttiglione e uno studio in disarmo di Saxa Rubra, tanto per far vedere che si gioca in campo neutro? E perchè non Giovanni Minoli o Lucia Annunziata? In una Rai assediata da cinque anni dalle truppe dei berluscones, con un problema oggettivo di risorse – perchè i ministri della cdl non ne hanno voluto sapere di aumentare, anche se di poco, il canone – e con un cda che sfonda delibere a botte di maggioranza (il presidente Petruccioli gioca da libero), la diatriba sul conduttore dei "duelli" è vissuta penosamente come l’ultima chances per restituire un minimo di credibilità al servizio pubblico. E salvarsi la pelle. Allo zoccolo duro del "partito Rai" non sfugge, infatti, che la partita è più delicata del previsto: un conduttore sbagliato potrebbe pregiudicare di parecchio l’esito del match.

E in Rai, dove si assapora da mesi la speranza di un cambio ai vertici della politica che consenta all’azienda di tirare il fiato, l’idea di affidare a un conduttore troppo poco "equidistante" e parecchio "equivicino" a Berlusconi la trasmissione più delicata dell’anno rimane parecchio indigesto. Ma chi, alla fine, se non Vespa? Nonostante i tentativi dei consiglieri Rai di centrosinistra di stoppare il candidato conduttore che intervista il conduttore candidato, tutto fa pensare che alla fine la scelta cadrà proprio su di lui. Nell’attesa è comunque tutta godere quest’ultima uscita di Berlusconi. Che non ce l’ha né con Prodi né con i comunisti, ma con lo stato di diritto. Fatto che dovrebbe preoccupare qualsiasi cittadino, anche se moderato, liberale, anche se elettore del centrodestra. Prima o poi, sostengono a sinistra, i berluscones saranno travolti anche loro da questa furia che appare sempre più frutto della paura e della disperazione. Ma che, per l’Unione, sarebbe davvero imperdonabile sottovalutare.

da: www.altrenotizie.org

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Marco Dugini – L’Unione e il tassello mancante

Siamo nel 1993, e il protagonista di questa storia, mentre cerca di tornare a casa dal lavoro, sta ascoltando in macchina Radio Radicale:
"Mentre appaiono manifestamente inadeguati i tentativi in atto o di rigenerare vecchi partiti, o di costituire aggregazioni che, all’insegna del nuovismo, ripetono esperienze già fatte, si invita a votare alle prossime amministrative per le Liste Pannella, che dovranno costituire anche il nucleo promotore e anticipatore di un autentico Partito democratico, cosicché questo possa presentarsi come tale alle prossime elezioni politiche. In particolare, chi subordinasse la propria strategia e le proprie scelte a quelle attuali del PDS, non potrebbe assicurare al Paese quella radicale riforma e quella rivoluzione liberale che vogliamo."
All’appello di cui sopra seguivano le adesioni di intellettuali come Angelo Panebianco e Marcello Pera.
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Alessandro Iacuelli – Niente di nuovo in Cecenia

Tredici morti e 28 feriti è il bilancio, che potrebbe aumentare nelle prossime ore, dell’esplosione che la sera del 8 febbraio scorso ha completamente devastato una base militare russa a Kurchaloi, in Cecenia, un villaggio a poche decine di chilometri dalla capitale Grozny. Lo riferisce l’agenzia di stampa russa Interfax.
Lo scoppio ha dato vita ad un incendio che ha completamente distrutto l’edificio. Tutte le vittime sono militari del battaglione speciale Vostok dell’esercito russo di stanza in Cecenia.
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Le regole per la protezione della privacy durante la campagna elettorale

Dati utilizzabili senza consenso. Per contattare gli elettori ed inviare materiale di propaganda partiti, organismi politici, comitati promotori, sostenitori e singoli candidati possono usare senza il consenso dei cittadini i dati contenuti nelle liste elettorali detenute dai Comuni. Possono essere usati anche altri elenchi e registri in materia di elettorato passivo ed attivo (es. elenco degli elettori italiani residenti all’estero) ed altre fonti documentali detenute da soggetti pubblici accessibili a chiunque (es. albi professionali). Partiti e candidati possono usare lecitamente i dati personali di iscritti ed aderenti.

Per i titolari di cariche elettive vi è la possibilità di utilizzare informazioni raccolte nel quadro delle relazioni interpersonali da loro avute con cittadini ed elettori.

Dati utilizzabili con il previo consenso. A meno che i dati personali siano stati forniti direttamente dall’interessato, è necessario il consenso per particolari modalità di comunicazione elettronica come sms, e-mail, mms, per telefonate preregistrate e fax. Stesso discorso nel caso si utilizzino dati raccolti automaticamente su Internet o ricavati da forum o newsgroup, liste abbonati ad un provider, dati presenti sul web per altre finalità.

. A meno che i dati personali siano stati forniti direttamente dall’interessato, è necessario il consenso per particolari modalità di comunicazione elettronica come sms, e-mail, mms, per telefonate preregistrate e fax. Stesso discorso nel caso si utilizzino dati raccolti automaticamente su Internet o ricavati da forum o newsgroup, liste abbonati ad un provider, dati presenti sul web per altre finalità.

Sono utilizzabili anche i dati degli abbonati presenti nei nuovi elenchi telefonici accanto ai quali figurino i due simboli che attestano la disponibilità a ricevere posta o telefonate. Sono ugualmente utilizzabili, se si è ottenuto preventivamente il consenso degli interessati, i dati relativi a simpatizzanti o altre persone già contattate per singole iniziative o che vi hanno partecipato (es. referendum, proposte di legge, raccolte di firme).

Dati non utilizzabili. Non sono in alcun modo utilizzabili, neanche da titolari di cariche elettive, gli archivi dello stato civile, l’anagrafe dei residenti, indirizzi raccolti per svolgere attività e compiti istituzionali o per prestazioni di servizi, anche di cura.

. Non sono in alcun modo utilizzabili, neanche da titolari di cariche elettive, gli archivi dello stato civile, l’anagrafe dei residenti, indirizzi raccolti per svolgere attività e compiti istituzionali o per prestazioni di servizi, anche di cura.

Informazione ai cittadini. I cittadini devono essere informati sull’uso che si fa dei loro dati. Se i dati non sono raccolti direttamente presso l’interessato, l’informativa va data al momento del primo contatto o all’atto della registrazione. Per i dati raccolti da registri ed elenchi pubblici o in caso di invio di materiale propagandistico di dimensioni ridotte (c.d. "santini"), il Garante ha consentito a partiti e candidati una temporanea sospensione dell’informativa fino al 30 giugno 2006.

I cittadini devono essere informati sull’uso che si fa dei loro dati. Se i dati non sono raccolti direttamente presso l’interessato, l’informativa va data al momento del primo contatto o all’atto della registrazione. Per i dati raccolti da registri ed elenchi pubblici o in caso di invio di materiale propagandistico di dimensioni ridotte (c.d. "santini"), il Garante ha consentito a partiti e candidati una temporanea sospensione dell’informativa fino al 30 giugno 2006.

Garante per la protezione dei dati personali, 2006

 

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Beatrice Rutiloni – Studiate su quel testo di Hitler! Polemica in un Liceo di Roma

I monologhi di Hitler adottati come testo scolastico. È quello che accade in un liceo romano, il Lucrezio Caro, nei pressi del quartiere "bene" della città, i Parioli. La professoressa di storia e filosofia della classe V f, Angela Pellicciari, per approfondire lo studio delle dittature del Novecento, ha indicato ai suoi studenti la via delle "fonti dirette": dai discorsi di Mussolini al Manifesto di Karl Marx. E già c’erano state varie perplessità fra gli alunni. Ma quando per affrontare il nazismo ha chiesto ai ragazzi l’acquisto di un libro scritto di pugno da Hitler, "Le conversazioni segrete" (che raccoglie i monologhi privati del Fürer con i suoi ospiti nel quartier generale di Rastenberg e poi in quello di Vynica, dal ’41 al’44) pubblicato dall’editore nero Franco Freda (imputato per la bomba stragista del ’69 a piazza Fontana, a Milano), s’è levata la reazione sdegnata non solo dei liceali ma anche di un folto gruppo di genitori, che ha denunciato le iniziative della docente al preside Riccardo Orlanducci e al ministero.

Continua a leggere l’articolo su Repubblica

 

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