Paolo Attivissimo – Il Comune di Milano ancora in tilt dopo Kama Sutra, figuraccia

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di  "d.delavega", "ottavian" e "antigio65".
Stando a un articolo sul Corriere della Sera a firma di Rossella  Verga (disponibile online solo agli abbonati, grazie stroligut), il  Comune di Milano è ancora KO dopo l’arrivo annunciato di Kama Sutra. 
Figuraccia cosmica, specialmente dopo gli annunci che tutto sarebbe  ripreso "tranquillamente" lunedì (ieri). Siamo così al quinto giorno di disagi per i cittadini. Ovviamente non è mancato il tontolone politico di turno che ha dato la colpa agli "hacker dei centri sociali".
 
La cosa curiosa dell’articolo è che adesso si attribuisce il tilt a  Spybot, che non è un virus ma un antispyware (traduzione per  politici: un programma "buono"). Errore dell’articolista? Incompetenza dell’assessore all’innovazione tecnologica? Questo è un estratto dell’articolo del Corriere:

"l’assessore all’Innovazione tecnologica, Giancarlo Martella… ripercorre le tappe dell’«aggressione» e spiega che in principio è  arrivato il «Kamasutra» a neutralizzare gli antivirus, poi è entrato  nel sistema «Spybot» che ha mandato tutto in tilt e che sarebbe partito dalla sede di via Pirelli: ancora ieri, nonostante le 30  unità specializzate al lavoro, un quarto dei pc creava problemi."

Il bello è che la figuraccia arriva proprio mentre c’è in sala il ministro per l’Innovazione, Lucio Stanca, sotto forma di annuncio degli altoparlanti:

«I dipendenti sono pregati di spegnere i computer perché sono  ancora infettati dal virus Kamasutra», ha scandito dall’altoparlante in Sala Alessi (e in tutti gli uffici di Palazzo Marino) la voce del custode Franco Brigida, sollecitato dal Gabinetto del sindaco.

Il sindaco Albertini, secondo il Corriere, ha detto:

 «Non so se qualche hacker dei centri sociali o qualcun altro ci  abbia fatto questo servizio. Forse qualcuno che ci vuole bene è stato così attivo nel diffondere il virus proprio nelle sede del palazzo municipale».

Martella pare aver dissentito da questo parere illuminato:

«La mia sensazione – dice in aula – è che non ci sia un attacco  mirato contro il Comune ». L’assessore ribadisce che «tutti i servizi  ai cittadini sono a posto» e che «i pc che devono ancora essere disinfettati riguardano il sistema di gestione interna».

Caro sindaco, se vuole trovare il colpevole dell’infezione, deve soltanto guardare fra i suoi dipendenti: quelli troppo impreparati e  depravati per resistere all’idea di aprire un allegato che promette immagini porno. Perché è così che si diffonde questo virus.

Magari l’untore è qualche suo assessore o manager, che si è portato a casa il computer portatile dell’ufficio e l’ha collegato a Internet,  l’ha infettato perché ha aperto l’allegato porno e poi l’ha riportato in ufficio, appestando l’intera rete del Comune. Questo è un meccanismo d’infezione classico.

Se vuole, glielo vengo a spiegare. Se vuole, le spiego anche come avrebbe potuto evitare il problema virus in blocco, usando Linux al posto di Windows. O se preferisce, può continuare a nascondere la testa nella sabbia e dare la colpa ai centri sociali, intanto che regala i soldi dei contribuenti a Bill Gates.

-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-

(C) 2006 by Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net).
Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.
148 Views

Maurizio Musolino – Il bivio di Hamas

Una mannaia è calata sulla fragilissima situazione economica dell’Anp all’indomani dell’esito del voto del 25 gennaio. Prima Israele ha deciso di bloccare arbitrariamente il trasferimento di quanto già apparteneva ai palestinesi, ovvero quei tributi che Tel Aviv trattiene alle frontiere sulle merci destinate alle popolazioni di Gaza e Cisgiordania, poi anche l’Unione europea, allineandosi con il coro israelo-statunitense, ha minacciato di sospendere gli aiuti all’Autorità nazionale. Due misure prese in risposta alla vittoria di Hamas. L’espressione più autentica del concetto di libertà e di democrazia che regna in Occidente. Il voto palestinese, infatti sembra proprio non andare giù a molti. Tanti si dicono ancora sorpresi, i più però sapevano bene a cosa si andava in contro e, colpevolmente, non hanno fatto nulla per evitarlo. Continua la lettura di “Maurizio Musolino – Il bivio di Hamas”
231 Views

Alessandro Iacuelli – L’energetico Tremonti

Con molta disinvoltura, quasi come se nessuno potesse intendere la grossa portata economica e politica delle sue parole, il ministro Tremonti ha annunciato la volontà di presentare un documento anti-crisi del gas al prossimo G8, durante una conferenza stampa congiunta con il ministro delle Finanze russo Alexei Kudrin.
Kudrin ha aggiunto che: "Con Tremonti abbiamo parlato di collaborazione in campo energetico e anche del gas. Sono in corso trattative delle quali non vorrei scoprire i dettagli". Sempre il ministro russo fa sapere che "la Russia aumenterà le forniture di gas all’Europa", che si continuerà a "cercare di risolvere i problemi della sicurezza energetica". Da tenere presente che il colosso energetico russo Gazprom è sotto controllo statale e, sfruttando il proprio turno di presidenza del G8, il Cremlino ha tutto l’interesse ad espandere non solo il proprio mercato, ma anche il proprio peso politico. A giudizio di Kudrin sono necessarie "decisioni globali" per rendere stabili le forniture energetiche. Quanto all’emergenza di queste ultime settimane il ministro ha escluso che possano creare problemi di rifornimento durevoli.
Continua la lettura di Alessandro Iacuelli – L’energetico Tremonti

150 Views

Mazzetta – Il nucleare di amici e nemici

Continua senza ritegno la farsa sul nucleare iraniano. Seguendo un’escalation costante nei toni come nelle intenzioni, l’Occidente mette sul banco degli accusati l’Iran e il suo programma nucleare.
[..]Le pretese dell’Occidente non si fondano su alcuna norma del diritto internazionale, ma esclusivamente su un processo alle intenzioni iraniane e sul desiderio di impedire ai persiani di possedere armamenti nucleari. Il pessimo servizio che i fautori del Nuovo Ordine Mondiale stanno facendo alle istituzioni e al diritto internazionale, sempre più delegittimate da un impiego strumentale che fa gridare allo scandalo e al doppiopesismo, è un prezzo che viene pagato nell’indifferenza delle diplomazie e dei commentatori.

Se qualcuno pensa veramente che gli USA e i paesi europei siano preoccupati della possibilità che l’Iran acceda alle armi atomiche si sbaglia senza ombra di dubbio. Prima di tutto perché l’Iran già possiede sicuramente ordigni atomici e anche i missili per lanciarli. Secondariamente per una serie di motivi logici e politici che rendono l’ipotesi assolutamente inverosimile.
Se la paura è quella di un’atomica islamica, i fatti che ci dicono che l’atomica questa esiste già, ufficialmente, in Pakistan e la cui nascita fu salutata anche da un discorso di Osama Bin Laden. A ciò si aggiunga la considerazione che Iran ed Arabia Saudita sono stati i maggiori finanziatori del programma pachistano, oltre all’evidenza della collaborazione nucleare tra Iran e Pakistan negli ultimi due decenni, ufficialmente nota alla stessa AIEA.

Tra i fatti c’è anche da segnalare che la stessa Arabia Saudita, che nei programmi pachistani ha riversato miliardi di dollari, si è già dotata di missili utili solo al trasporto di testate atomiche, che ha probabilmente ricevuto dagli stessi pachistani senza imbarcarsi nella costruzione di impianti nucleari.
Un altro fatto è che l’Arabia Saudita abbia firmato, pur contro la volontà dell’Occidente, lo Small Quantities Protocol (Protocollo per le Piccole Quantità), all’interno dello stesso TNP che viene contestato all’Iran (l’adesione al TNP è volontaria). Lo SQP è una dichiarazione attraverso la quale un paese dichiara che non importerà e tratterà più di una certa quantità di sostanze fissili: firmandola, si entra nel novero dei paesi che non subiscono i controlli dell’AIEA.
Un altro fatto è che, allo stato dell’arte e della tecnica, costruire una bomba atomica è alla portata di una quantità infinita di soggetti, come dimostrato da una commissione del Senato americano, che è riuscita a produrre una bomba atomica, posta infine sui banchi della commissione, raccattandone pezzi e conoscenze su internet.

Una della poche certezze che possono guidare chi cerchi di leggere questa crisi, è che le armi atomiche non siano assolutamente il punto, se non a livello di costruzione di un meme con il quale fecondare l’immaginario dei politici e delle società occidentali con una nuova commedia sulle armi di distruzione di massa.

E’ abbastanza comprensibile che in Iran si sentano tesi: sono riusciti a risolvere la grana dell’elezione di Ahmadinejad, grazie al leader spirituale Khamenei che, con mossa abile, ha cambiato il profilo istituzionale della Repubblica Islamica e dato il potere vero agli sconfitti Khatami e Rasfanjani. Questo è successo a ottobre, ma le diplomazie occidentali hanno fatto finta di non vedere e i media, pronti al combattimento, hanno preferito riportare le sparate del Bossi iraniano ferito nel potere, che arringava le sue plebi. I precedenti storici, inoltre, autorizzano negli iraniani un certo timore, visto che la Casa Bianca sta recitando un copione già visto. L’analisi della copertura offerta dal mainstream basta ad autorizzare definitivamente il sospetto. L’analisi è monocorde, l’approfondimento minimo e la prova del nove è rappresentata dalla sparizione di intere porzioni della realtà dello stato di proliferazione.

Si va dai giornali che tra i paesi “nucleari” fanno fatica a riconoscere Israele, a quelli che non si sono accorti dell’accordo (peraltro più che storico, visto che ha coinvolto nella svolta delle relazioni anche la stessa Arabia Sauditia) tra USA e India, per il quale l’India potrà produrre testate e comprare tecnologia nucleare americana. A molti è sfuggito che il Pakistan abbia “ufficialmente” venduto tecnologia e hardware nucleari a Libia, Iran, Arabia Saudita, Corea del Nord e chissà a chi altri. La “proliferazione” che preoccupa è solo quella dell’Iran, ma i paesi che potenzialmente potrebbero “proliferare” dalla sera alla mattina sono almeno una decina. L’Iran può continuare a perdere tempo o può decidere di “tagliare la testa al toro” e fare un test nucleare ufficializzando il possesso dell’atomica e svuotando di senso il dibattito.

Domenica 5 febbraio 2006, per stare agli esempi italiani, il Corriere della Sera riportava una intervista a un G-man dell’intelligence americana che non si diceva preoccupato dell’Iran, quanto dal fatto che, se il Pakistan cambierà regime, ci sarebbe da temere una collaborazione tra Pakistan ed Iran.
Ovviamente non è possibile che al Corriere, e nemmeno al G-man, sia sfuggito che più di un anno fa è scoppiato uno scandalo proprio perché dalla collaborazione dei due paesi erano spuntate atomiche dappertutto.
Dello stesso tenore sono analoghi “timori” che l’Iran acquisisca tecnologie dal mercato “clandestino”; mille volte abbiamo letto della pista che porta alle ex-repubbliche sovietiche…
Lo stupore per la pubblicazione e diffusione di queste ricostruzioni di fantasia e di comodo, è temperata dall’esperienza, anche recente. Sappiamo che l’Arabia Saudita non è criticabile sui media occidentali; allo stesso modo, sappiamo che il Pakistan non è criticabile in quanto “alleato” nella Global War on Terror. Eppure tutti sanno come sia da sempre doppiogiochista sopraffino: una dittatura militare che tiene il paese in pugno e gioca con tutti e contro tutti
, unico paese dell’area, insieme all’Arabia Saudita, non preoccupato dalla corsa al nucleare di Teheran.


Acclarato che l’unica spiegazione razionale di questa crisi internazionale poggia sull’artificiosa costruzione di un nemico, in questo caso addirittura “nucleare” (peggio delle “armi di distruzione di massa” di Saddam), resta da vedere cosa sperino gli americani da questa pantomima, e se, in particolare, intendano attaccare militarmente l’Iran.

La strada della “guerra preventiva” sembra chiusa per sempre, un attacco militare all’Iran è da mettere nel novero delle ipotesi escludibili. Esiste la possibilità di una risposta nucleare di Teheran, esiste la possibilità di un attacco inefficace e, comunque, non esiste la possibilità di un attacco su larga scala per ammissione degli stessi americani.
L’Iran può anche uscire dal TNP senza che legalmente si possano prendere sanzioni – comunque improbabili ed inefficaci sulle forniture nucleari – e che non troverebbero il via libera di Cina e Russia. Le sanzioni peraltro danneggerebbero un primis i clienti del petrolio iraniano, al quale cinesi e giapponesi non possono semplicemente rinunciare.
E una crisi internazionale che certifichi l’isolamento degli Stati Uniti, è l’ultima partita che la Casa Bianca vorrebbe giocare. E non la giocherà.

da: www.altrenotizie.org
163 Views

Sara Nicoli – L’impero del sol calante

Nubi di tempesta oscurano il Sol Levante. La Fuji foto ha annunciato che entro l’anno licenzierà 5 mila lavoratori nell’ambito di una ristrutturazione da 165 miliardi di Yen. L’inflazione è in crescita (+ 1% nell’ultimo mese) e i prezzi al consumo sono in aumento (+4,4%). Il governo è assediato dagli scandali degli appalti truccati che ha portato all’arresto di tre alti dirigenti del ministero ed a massicce perquisizioni in una decina di grandi imprese di ingegneria civile e edile.
Continua la lettura di “Sara Nicoli – L’impero del sol calante”
234 Views

Giovanna Pavani – Il palinsesto costituzionale

Un richiamo a Berlusconi ed alle sue televisioni. Pesante e doloroso. E quando meno se lo aspettava, quando ormai sembrava chiaro che Ciampi non sarebbe più intervenuto a gamba tesa nella campagna elettorale con il solito richiamo alle regole e ai principi della par condicio. Invece no. L’Italia non è il consiglio d’amministrazione di Mediaset e nemmeno quello della All Iberian. Perchè le leggi valgono sempre, non a corrente alternata. E soprattutto quando si tratta di principi come quelli del pluralismo, dell’obiettività e della completezza dell’informazione. Che non possono conoscere, a detta del Capo dello Stato, "interruzioni, in quanto si ricavano direttamente dalla Costituzione e fanno parte dell’ordinamento giuridico della nostra Repubblica".
Continua la lettura di “Giovanna Pavani – Il palinsesto costituzionale”

235 Views

Luca Alberini – Overdose

E’ un altro scacco a Ciampi, ma nessuno si aspettava veramente niente di diverso. Berlusconi, alla fine, ha ottenuto che la commissione di Vigilanza Rai votasse un regolamento a sua immagine e misura. E per la prima volta nella storia, un Presidente del Consiglio dei Ministri chiuderà la campagna elettorale video con due conferenze stampa: una in veste di premier, l’altra come leader della coalizione di centro destra. Sarà solo. Senza alleati e senza nemici. Un regolamento davvero ad personam che ha fatto gridare allo scandalo la sinistra, ma tant’é. Prodi sarà in video molto meno e gli scontri previsti con il Cavaliere saranno solo due. La par condicio è definitivamente sepolta. E comunque entrerà in vigore a partire dal giorno dello scioglimento delle Camere, l’11 febbraio. Se qualcuno temeva che fino ad allora, avremmo assistito ad una indigestione di Cavaliere in tv, si rassereni; anche dopo sarà lo stesso.
Continua la lettura di “Luca Alberini – Overdose”

205 Views

Alessandro Iacuelli – Operazioni speciali in Cecenia

Il 29 gennaio scorso, l’esercito russo in Cecenia ha ucciso undici presunti guerriglieri e ne ha arrestati oltre 30. E’ questo il bilancio delle operazioni speciali condotte nella repubblica caucasica fino a ieri, a rendere pubbliche queste informazioni è il generale Grigori Fomenko, a capo delle forze russe in Cecenia, in una conferenza stampa a Grozny insieme al presidente ceceno filorusso Alu Alchanov. Da qualche mese, la stretta militare russa sta avendo ragione degli indipendentisti, come prova il fatto che sono in calo gli attentati contro le forze russe da parte degli insorti ceceni. Ma gli indipendentisti stanno cercando di reclutare nuove forze nel nord della Cecenia, e nelle regioni russe del Daghestan e di Stavropol. Proprio nel Daghestan, Mosca sta intensificando la pressione di polizia ed esercito contro la resistenza cecena.
Continua la lettura di Alessandro Iacuelli – Operazioni speciali in Cecenia”

253 Views

Sara Nicoli – I conti della corte

Eccolo qui lo Stato che ci lascia in eredità Berlusconi. E’ fatto di sprechi, di tangenti "moderne" che passano attraverso le figure dei finti consulenti della pubblica amministrazione, di un recupero dell’evasione impossibile e di contratti nazionali, specie quelli della sanità, senza copertura. E ancora, una gestione del personale sbagliata, casi di corruzione che pregiudicano in modo sostanziale l’immagine del Paese e una legge Finanziaria che ha addirittura previsto condoni per i tangestisti condannati in primo grado. Per non parlare poi dei conti pubblici, una voragine senza fondo e nessun segnale di inversione di tendenza nella gestione del debito.
Continua la lettura di “Sara Nicoli – I conti della corte”

143 Views

Beppe Grillo – La guerra dei media

Wikipedia, la più grande enciclopedia del mondo, ha oscurato il Congresso degli Stati Uniti.
Gli ha bannato l’IP.

Lo ha fatto per evitare che i senatori rimuovessero informazioni sgradite che li riguardavano.

Marty Meehan, un senatore repubblicano, si è distinto in questa guerra moderna contro l’informazione, detta anche “edit war”.
Per sei mesi ha utilizzato il suo staff e le linee del Senato (tutti soldi pubblici), per cancellare notizie, come la promessa (non mantenuta) di lasciare l’incarico dopo otto anni e la spesa per la sua campagna elettorale, superiore ad ogni altro senatore.

Wikipedia non è la verità, ma ci si avvicina molto. E più si avvicina più è attaccata.

Oggi è al 19° posto nel mondo per numero di visite e ha tre milioni di articoli, è sei volte più grande dell’Enciclopedia Britannica.
Continua la lettura di “Beppe Grillo – La guerra dei media”

166 Views

Le nuove pagelle violano la privacy – La sentenza

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL LAZIO

ROMA

SEZIONE TERZA QUATER

Registro Ordinanze: 741/2006

Registro Generale: 413/2006

nelle persone dei Signori:

MARIO DI GIUSEPPE Presidente

LINDA SANDULLI Cons.

UMBERTO REALFONZO Cons. , relatore

ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

nella Camera di Consiglio del 01 Febbraio 2006

Visto il ricorso 413/2006 proposto da:

(…)

rappresentato e difeso da:

(…)

contro

MINISTERO ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA

per l’annullamento, previa sospensione dell’esecuzione,

– della circolare 84/05 avente ad oggetto: linee guida per la definizione e l’impiego del portfolio delle competenze nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione;

– di ogni altro atto indicato nell’epigrafe del ricorso.

Visti gli atti e i documenti depositati con il ricorso;

Vista la domanda di sospensione della esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dal ricorrente;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di: Continua la lettura di “Le nuove pagelle violano la privacy – La sentenza”

208 Views

On the Court of the Crimson King

Teoricamente, entro il 28 febbraio, Silvio Berlusconi dovrebbe comparire davanti al Giudice di Pace di Roma per rispondere alle accuse di una pensionata di 78 anni di S. Cesareo (Rm).
La signora non ha ottenuto l’aumento a 516 euro della pensione minima, aumento che Berlusconi aveva promesso firmando il "Contratto con gli italiani" durante una puntata di Porta a Porta. Bruno Vespa e’ infatti tra i testimoni. Se il Giudice stabilira’ che quel contratto televisivo ha un valore giuridico, la signora potrebbe anche vincere. Se il Contratto non vale un cazzo Berlusconi ci fa la figura del teleimbonitore.
Che dire.. ci sarà da divertircisi..
da: NayNewz
196 Views