Sara Nicoli – Il meteo della RAI

Il Polo è all’attacco dell’assetto strategico della Rai. In piena campagna elettorale e intravedendo, di qui a breve, orizzonti meno felici sul fronte dell’asservimento del servizio pubblico tv alle ragioni del centro destra, il consiglio di amministrazione della Rai, a maggioranza polista, ha deciso di sferrare l’attacco decisivo all’autonomia dell’azienda. Prima che sia troppo tardi. Venticinque nomine saranno da oggi sul tavolo del settimo piano di viale Mazzini e, a parte una, non si tratta di incarichi di alta visibilità politica, bensì di poltrone di enorme potere decisionale ed economico, dalle quali dipende la gloria o la polvere dell’azienda sul fronte del mercato e dello sviluppo futuro. Tutto è partito mercoledì scorso quando il direttore generale, Alfredo Meocci, ha portato in consiglio la proposta di un cambio al vertice di Raidue: sostituire Massimo Ferrario, attuale direttore, con Antonio Marano, oggi responsabile degli acquisti dei diritti sportivi. Sul piano politico lo scambio non provoca particolari terremoti. Entrambi sono in quota Lega. Ma allora, perchè questa staffetta?
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Giovanna Pavani – La Corte della vergogna

Esiste un grado di importanza nella violenza sessuale? Quand’è che, insomma, uno stupro è "grave" e quando, invece, diventa "meno grave"? Sembra una domanda priva di qualsiasi fondamento, sia sotto il profilo giuridico che, soprattutto, umano. E invece no. La Corte di Cassazione è riuscita a stupire, con effetti tristemente speciali, attraverso una sentenza destinata a lasciare traccia, se non nella giurisprudenza, almeno nella coscienza delle donne. A sorpresa, i giudici del Palazzaccio hanno sancito che è meno grave lo stupro di una minorenne – anche se si tratta di una ragazzina di appena quattordici anni – se la vittima ha già ”avuto rapporti sessuali”. Perché ”é lecito ritenere” che siano più "lievi" i danni che la violenza sessuale provoca in chi ha già avuto rapporti, con altri uomini, prima dell’incontro con il violentatore. Continua la lettura di “Giovanna Pavani – La Corte della vergogna”

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I genitori non sanno valutare i rischi che i bambini corrono navigando su Internet

I genitori non sanno valutare i rischi che i bambini corrono navigando su Internet, indica uno studio di Eurobarometro. Se il 53% di loro controlla che il tempo concesso ai figli per usare il Web sia anche rispettato, solo il 35% proibisce l’incontro con le persone conosciute online. La commissaria all’Informazione V.Reding: i genitori dovrebbero insegnare ai figli come si individuano i rischi derivanti dall’uso della Rete.

da: www.aduc.it

 

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Carlo Benedetti – Il Cremlino e il mal d’Africa

Oltre ad uccidere milioni di persone e a devastare paesi interi, la guerra corrode mente ed anima di chi crede di combattere per una giusta causa. I traumi non derivanti da battaglia, come vengono definiti in gergo militare impediscono ai reduci di riprendere il controllo sulla propria esistenza spingendoli spesso a commettere atti irreparabili. I comandi militari minimizzano per paura di perdere consenso, ma qualcosa sta iniziando ad emergere grazie alle testimonianze di uomini e donne sconvolti dall’esperienza vissuta nell’esercito. Invasione dopo invasione, l’America ha visto i suoi soldati impazzire, finire nella strada e nelle carceri per aver assorbito tanta violenza da non riuscire più ad esprimersi se non attraverso altra violenza. I giovanissimi soldati inviati in Vietnam alla fine degli anni Sessanta, furono catapultati a forza in un mondo fatto di notti all’addiaccio, giorni di calore insopportabile e morte, dove solo i più fortunati riuscirono a salvarsi. Finita l’epoca della leva obbligatoria, è iniziata quella del reclutamento di volontari inesperti, incapaci di sopportare la durezza di un conflitto, addestrati a lanciare bombe e sparare ma non a convivere con sé stessi. Forse vanno cercati qui i motivi che hanno portato a circa novanta i suicidi nei ranghi dell’esercito americano di stanza in Iraq, ai quali il Pentagono ha reagito lavandosene le mani al punto di non includere i nomi degli scomparsi nelle liste dei caduti.

I genitori di Jeffrey Lucey , uno dei marines che hanno messo volontariamente fine alla propria vita, hanno spiegato alla giornalista Amy Goodman che Jeffrey sembrava tormentato dall’ansia e al tempo stesso offeso dalla scellerata indifferenza dei superiori nei confronti del suo disagio mentale.
Neppure dopo la sua morte ci sono stati segnali d’interesse per i soldati affetti da sindrome post-traumatica, a parte alcuni rimbrotti del Pentagono alla stampa che trasforma i topi in elefanti pretendendo di ricavare una morale da tutto. Resta però il fatto che la morte di ogni uomo meriterebbe non solo un atteggiamento morale ma anche parecchie spiegazioni che il Pentagono non ha ancora dato. I dati statistici dimostrano che la percentuale di depressi nelle forze armate è nettamente superiore a quella della popolazione civile riguardante le stesse fasce d’età, ma sembra che il problema non interessi le autorità militari. Il Direttore del National Gulf War Resource Center ammette apertamente che non esistono strutture attrezzate per accogliere i reduci che tornano dalle zone di guerra con l’anima lacerata dall’esperienza. La stessa cosa che ha confidato alla stampa il padre di Curtis Greene, l’ultimo dei militari morti suicidi, che si è visto restituire gli oggetti personali del figlio senza neppure una parola di condoglianze. Tornato a casa per una breve licenza, Greene aveva detto alla moglie che piuttosto che tornare in Iraq si sarebbe ucciso. Una mattina lo hanno trovato impiccato nel garage di casa. Il malessere misto al rimorso per aver tolto la vita a dei civili innocenti, il ricordo dei commilitoni saltati in aria davanti ai suoi occhi, il terrore di precipitare di nuovo nell’inferno della guerra, lo avevano sopraffatto.

A Rebecca Seull, giovane vedova madre di tre bambine, le autorità municipali avevano promesso una stele in memoria del marito Joseph, caduto in Iraq, salvo fare rapidamente marcia indietro dopo aver appreso che l’uomo non era caduto per mano del nemico, ma aveva ingerito una quantità industriale di sonniferi per farla finita con la violenza alla quale era costretto ad assistere ogni giorno. Il suo corpo è tornato in patria senza tante fanfare e le spese funerarie sono state a carico della famiglia. Si avverte una certa riprovazione da parte degli alti ranghi dell’esercito nei confronti degli uomini usciti tragicamente di scena per loro volontà, che non esiste invece per i reduci che si liberano esercitando su altri la violenza repressa. Reneè di Lorenzo, Thomas Stroh e Brandon Bare, tutti e tre uxoricidi, sono stati definiti dei buoni soldati. Continua la lettura di “Carlo Benedetti – Il Cremlino e il mal d’Africa”

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Mazzetta – Quelli che distrussero gli Stati Uniti

Mentre l’Amministrazione spinge il piede sull’acceleratore della guerra all’estero, in casa si appresta a portare a termine una devastazione non meno severa. Il nuovo bilancio presentato da Bush è stato definito con termini che spaziano da "fiction" a "osceno" fino a "oltraggioso" da numerosi commentatori, anche di fede repubblicana. Prevede altri – enormi – tagli sociali, sconti fiscali per i ricchi e un ulteriore innalzamento del budget militare, al quale gli USA destinano già una cifra superiore a quella di tutti gli altri paesi del mondo messi insieme.Le dichiarazioni di Bush nel discorso sullo stato dell’Unione sono state bollate come ipocrite, in particolare quelle che sembravano far intravedere una svolta "ecologica".
I provvedimenti immediatamente precedenti e successivi sono stati di segno esattamente contrario, visto che l’amministrazione ha demolito una legge che chiedeva la riduzione dei consumi per gli autoveicoli e si è battuta alla morte per trivellare le riserve naturali, mentre annuncia la costruzione di nuove centrali nucleari da vendere anche ai paesi "amici", per i quali non sono previste le accuse di voler concorrere alla proliferazione nucleare.
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Francia: Condanna per contraffazione di oggetti cinesi

La diffidennza non e’ mai troppa. Un’impresa francese e’ stata condannata per contraffazione di prodotti di un’azienda cinese. La sentenza non e’ stata pronunciata da giudici cinesi, bensi’ dalla Corte di cassazione francese. La vicenda ha provocato un terremoto nell’Herault dove e’ istallata "Sud Trading", l’azienda che da tempo importa dalla Cina ogni sorta di oggetti per turisti, definiti "Articles de Paris".

da: http://www.aduc.it/dyn/avvertenze/newtex.php?tipo_id=1&ed=186

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Bianca Cerri – War Blues

Oltre ad uccidere milioni di persone e a devastare paesi interi, la guerra corrode mente ed anima di chi crede di combattere per una giusta causa. I traumi non derivanti da battaglia, come vengono definiti in gergo militare impediscono ai reduci di riprendere il controllo sulla propria esistenza spingendoli spesso a commettere atti irreparabili. I comandi militari minimizzano per paura di perdere consenso, ma qualcosa sta iniziando ad emergere grazie alle testimonianze di uomini e donne sconvolti dall’esperienza vissuta nell’esercito. Invasione dopo invasione, l’America ha visto i suoi soldati impazzire, finire nella strada e nelle carceri per aver assorbito tanta violenza da non riuscire più ad esprimersi se non attraverso altra violenza. I giovanissimi soldati inviati in Vietnam alla fine degli anni Sessanta, furono catapultati a forza in un mondo fatto di notti all’addiaccio, giorni di calore insopportabile e morte, dove solo i più fortunati riuscirono a salvarsi. Finita l’epoca della leva obbligatoria, è iniziata quella del reclutamento di volontari inesperti, incapaci di sopportare la durezza di un conflitto, addestrati a lanciare bombe e sparare ma non a convivere con sé stessi. Forse vanno cercati qui i motivi che hanno portato a circa novanta i suicidi nei ranghi dell’esercito americano di stanza in Iraq, ai quali il Pentagono ha reagito lavandosene le mani al punto di non includere i nomi degli scomparsi nelle liste dei caduti.
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Giovanni Gnazzi – La quarta sponda

Le dimissioni sono arrivate in tarda mattinata, dopo che nelle ore precedenti Berlusconi ed altri esponenti della destra le avevano invocate a gran voce. Calderoli dunque, non è più un Ministro in carica di un governo scaduto. I gravissimi fatti di Bengasi, undici morti e cinquantacinque feriti, hanno obbligato i suoi alleati ad iscrivere Calderoli nella lista degli impresentabili, pur avendo già egli scalato da solo e da molto tempo la vetta di questa speciale classifica nel sentire comune. Continua la lettura di “Giovanni Gnazzi – La quarta sponda”

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La pubblicità sta per entrare nella scuola della Liguria

La pubblicita’ sta per entrare nelle scuole della Liguria. E’ la prima volta in Italia. In virtu’ del decreto ministeriale 44 del 2001 per cui la pubblicita’ e’ consentita nelle scuole, la societa’ Comunicare eventi ha proposto alle scuole elementari e medie superiori contratti per affiggere cartelloni pubblicitari (100 per 40) nei corridoi, nelle aule magne, negli spazi comuni e nelle singole classi. Ed ha ottenuto dei si’.

da: www.aduc.it

 

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Rispettate la privacy in condominio

Rispettate la privacy in condominio. I nomi dei morosi affissi nelle bacheche, la circolazione di dati personali dei condomini, la conoscenza da parte di terzi dei prospetti contabili o dei verbali assembleari, la partecipazione di estranei alle assemblee, tutto questo non dovrebbe accadere piu’. A seguito di numerose segnalazioni il Garante della privacy ha deciso di tutelare i dati personali nei condomini.

http://www.aduc.it/dyn/avvertenze/newtex.php?tipo_id=1&ed=186

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Cinzia Frassi – L’Unione fa la forza?

Sabato scorso è andata in scena la tappa obbligata della convention sul programma dell’Ulivo che ha raccolto al Teatro Eliseo di Roma tutti i leader del centro sinistra guidati da Romano Prodi. Rutelli, Bertinotti, Fassino, Di Pietro, Mastella, Pecoraro Scanio e Diliberto sono saliti sul palcoscenico insieme a Prodi, portando una copia del nutrito programma della coalizione composto da ben 280 pagine, scambiandosi strette di mano, abbracci e sorrisi.
Assenti Emma Bonino e Boselli della neonata Rosa nel pugno che, pur restando decisamente insoddisfatti -ma non rassegnati – delle decisioni dell’Unione in tema di Pacs e finanziamento alla scuola privata, confermano comunque il loro schieramento con il centro sinistra.
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Comunicato dell’Associazione “Mezclar”

Pisa, 16/2/2006

Agli organi di stampa

Oggetto: L’Associazione Mezclar – Ambulatorio migrante propone l’attivazione di un ambulatorio medico gratuito per immigrati a Pisa: sono già iniziati i colloqui con la ASL, che deciderà a breve in merito a un protocollo d’intesa.

L’Associazione Mezclar – Ambulatorio migrante nasce con lo scopo di promuovere il diritto alla salute per gli immigrati, con particolare riferimento agli irregolari.

Secondo la legge, chi è “clandestino” ha diritto alle cure “urgenti ed essenziali”. In realtà per il migrante senza permesso di soggiorno non c’è di fatto la possibilità di cure per patologie croniche e interventi chirurgici che non abbiano carattere di urgenza. Spesso anche il diritto all’assistenza per le situazioni d’urgenza non viene esercitato perché prevale la paura di essere identificati, cosa che impedisce di rivolgersi alle strutture di sanità pubblica; non si ha inoltre diritto ad avere un medico di base come i cittadini italiani o gli immigrati regolari.

MEZCLAR intende contribuire alla realizzazione di un servizio sanitario di tipo continuativo per i migranti che hanno tutele inferiori, superando il concetto di emergenza mediante prevenzione, diagnosi precoce, controllo delle terapie croniche.

I medici volontari dell’Associazione si offrono per realizzare, senza oneri per le istituzioni e le strutture pubbliche, un ambulatorio gratuito di medicina di base per “irregolari” e “clandestini”.

Si prevede inoltre il rilascio del codice STP (Straniero Temporaneamente Presente) nello stesso luogo della cura. Questo codice, previsto per legge, ha validità di sei mesi e permette la prescrizione di farmaci e visite specialistiche come per il cittadino italiano: molti immigrati non ne sono tuttavia a conoscenza o incontrano ostacoli burocratici per ottenerlo.

Abbiamo già avviato dei colloqui con la ASL 5 di Pisa, che ha mostrato grande interesse e disponibilità riguardo al progetto.

Il Protocollo d’intesa che presentiamo, sulla base di quelli già in atto in molte città italiane con proficua collaborazione fra Aziende sanitarie e Associazioni con esperienza specifica, prevede che la ASL metta a disposizione uno dei propri ambulatori al di fuori delle ore di utilizzo ordinario. L’attività (rilascio del codice STP, visite mediche, prescrizioni, richieste di visite specialistiche ed esami) sarà svolta gratuitamente dal personale medico dell’Associazione, con l’aiuto di mediatori linguistico-culturali al fine di abbattere molte delle barriere che rendendo spesso difficile la comunicazione medico – paziente.

Per queste attività è necessario l’uso del ricettario regionale – come quello dei medici di famiglia – possibile proprio grazie al Protocollo d’Intesa.

Siamo in attesa che l’ASL ci convochi a breve per comunicarci la decisione in merito al Protocollo d’intesa e all’istituzione dell’Ambulatorio: confidiamo che l’Azienda e le istituzioni riconoscano la validità del nostro progetto, che, mettendo a frutto professionalità qualificate, offre un servizio gratuito per garantire effettivamente il diritto alla salute previsto dalla nostra Costituzione e il reale inserimento degli immigrati nei corretti percorsi previsti dal Servizio Sanitario Nazionale, secondo le leggi vigenti.

Per contattare l’Associazione: mezclar[at]inventati.org

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Simone Bruno – La scommessa di Alvaro Uribe Vélez

Ha modificato la Costituzione e le leggi ordinarie per poter essere rieletto. Alvaro Uribe, Presidente e punto di riferimento della destra più anacronistica e violenta della Colombia, é di conseguenza il candidato favorito nelle elezioni che si svolgeranno nel prossimo Maggio.
Così almeno dicono i sondaggi, che in Colombia danno il Presidente uscente come il candidato da battere. Si parla di un 70% dei consensi che sarebbero a disposizione del pupillo di Washington.
Però in Colombia, come forse ovunque, dei sondaggi non ci si può fidare ad occhi chiusi: generalmente sono condotti nelle 5 città principali, in centri commerciali molto costosi situati nelle zone più "cool" del paese.
Un esempio della fallacità dei sondaggi colombiani, è stato il fallimento del referendum uribista del 2003. Il piano, ricordiamo, prevedeva 19 punti per smantellare lo stato sociale sancito dalla costituzione del 1991. Uribe, pure dato dai sondaggi all’80% dei consensi, non ha raggiunto neppure il 25% del quorum su nessuno dei 19 punti. Questo nonostante una martellante campagna pubblicitaria, durante la quale è apparso addirittura in diretta nella casa del "grande fratello" a cantare con gli abitanti una canzone a favore del referendum.
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