Omicron 5: la disputa degli esperti

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Io non sono un medico.

Sono solo un cittadino che ha fatto e fa delle scelte sul suo corpo e per il suo corpo.

Ma siccome, appunto, non so niente della disciplina di Ippocrate (la medicina, ignoranti!), anch’io, come molti, mi affido a loro per la conoscenza delle cose. Solo che dopo, come pochi, decido per conto mio.

Repubblica (manco a dirlo sempre lei!) riporta le dichiarazioni dell’infettivologo Pierluigi Viale (Link: https://archive.ph/LP7WS) che è direttore del reparto Malattie infettive dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, e quindi ne sa molto, ma molto più di me:

“A fine mese due italiani su tre saranno contagiati: occorre cambiare regole, la quarantena non ha più senso. Omicron5 non è più un incubo mortale”

Dopo, su un altro articolo (ecco il link: https://archive.ph/mBkZX) viene riportata una dichiarazione del Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità Brusaferro che dice:

“Non bisogna prendere sotto gamba questo virus, anzi, bisogna muoversi con attenzione e vanno protetti i più deboli e il personale sanitario, che se viene colpito e non può lavorare, con ricadute sui servizi”

Allora:

1) prima di tutto decidetevi;

2) il covid è un tema che è completamente sfuggito di mano alla Sanità pubblica che ha passato la palla alla politica che, evidentemente, fa quello che vuole.

E’ chiarissimo che la variante Omicron5 è molto contagiosa. Ed è altrettanto lampante che vanno protette le persone deboli e gli anziani. Che se no rischiano di finire in ospedale (come se gli ospedali non servissero a curare le persone) e poi le strutture sanitarie, a loro volta, vanno in overflow.

Ma non è chiaro (o perché i sanitari non lo dicono, o perché Repubblica non lo riporta) COSA si possa o si debba fare per proteggere queste persone. Basta la mascherina? Ci vuole la terza dose? La quarta dose? E’ solo consigliabile o obbligatorio farle? Si può concedere a un soggetto X il diritto di crepare per propria legittima decisione personale, o se non si fa il perone di acqua benedetta non lo lasciamo andare? E, nel caso i sanitari auspicassero l’obbligatorietà della vaccinazione, quali sono le fasce di età interessate? E quali le categorie? La quarantena dobbiamo farcela, se ci ammaliamo, o possiamo andare per che strade a impestare chiunque? E negli ambienti di alta socializzazione (scuole, ospedali stessi etc…) sarà ancora prevedibile o reintroducibile o possiamo fare come se nulla fosse?

Devono dirmelo i medici, perché non è accettabile che siano dei politici ad occuparsene. I politici fanno quello che hanno sempre fatto. Non sono degli illustri scienziati (e come potrebbero?) e a parte l'”egemonia della sinistra” evocata dal ministro Speranza, non mi pare ci sia più trippa per gatti.

Possiamo permetterceli decine di migliaia di contagi al giorno e dai 44 ai 96 morti/die? Sono dati puramente fisiologici o c’è bisogno di evocare gli echi di ciò che è successo a Bergamo? Quanto si corre il rischio di uscire dall’uscio di casa con i piedi in avanti?

Perché o ce lo dicono (e non ce lo diranno mai) o ci stanno prendendo per le natiche (che mi sembra l’ipotesi più probabile e ragionevole).

Come al solito, loro non molleranno mai. Eh, ma gli conviene?