OK, Carola!

Foto tratta da: www.globalist.it

“Ok! Ca-ro-la!” Era una vecchissima e dimenticata gag (ma più che una gag è stata un tormentone) dei Brutos, ammesso che io mi ricordi bene.

Ma serve a poco. Carola Rackete è una donna straordinaria che, consapevole delle conseguenze di quello che stava per fare, lo ha fatto. E’ riuscita a far attraccare al porto di Lampedusa la Sea Watch nonostante i divieti della Guardia di Finanza e a far cominciare lo sbarco degli immigrati che sulla nave stavano arrivando a condizioni di vita che ormai non potevano più nemmeno essere definite tali. Perché il senso di umanità prevale, o dovrebbe prevalere sempre sulle leggi nazionali. Se per salvare la vita a una persona dovessi commettere un reato non avrei nessun problema a commetterlo. E Carola Rackete, sulla sua nave e sotto la sua responsabilità, di vite umane da salvare ne aveva una quarantina.

Carola Rackete è stata dapprima iscritta nel registro degli indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, e successivamente arrestata (e posta ai domiciliari, come se questa fose una consolazione) per resistenza o violenza a nave da guerra. Ora, io di queste cose ne capisco poco, ma cosa vuol dire tutto questo, che a una nave di una ONG che entrava (sia pure suppostamente violando una legge dello stato) è stata opposta l’azione di una nave DA GUERRA?? Cioè, la violazione di una norma penale in tempo di pace può essere considerata un atto di guerra e quindi contrastata con gli stessi mezzi?? Ma l’Italia non era quella che ripudiava la guerra come misura di risoluzione delle controversie internazionali? Cioè, questa ha a bordo della sua caffettiera una quarantina di disgraziati senz’acqua che rischiano di buttarsi a mare dalla disperazione e noi le andiamo incontro con una nave da GUERRA??

“Le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi, in divisa, lavora in mare per la sicurezza di tutti”, ha affermato il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio. Ma allora io non solo non ci capisco più nulla, ma credo che a questo punto neanche le parole abbiano più un senso, perché ammesso che quella della Rackete sia stata una azione di inaudita violenza nei confronti dei solerti militari che lavorano per mantenere e garantire la sicurezza alla comunità degli italiani che vivono a Lampedusa, allora io non riesco più a qualificare l’azione di chi lascia al largo delle nostre coste una nave con un carico umano giunto ormai allo stremo delle forze, negando il permesso di attraccare sulle nostre coste nonostante svariati paesi dell’Unione si siano già offerti per farsi carico dell’accoglienza delle persone da sbarcare.

Navi da guerra, dunque. Accuse su cui, quanto meno, è possibile procedere con la cutela del dubbio. E nel dubbio vogliamo Carola Rackete libera. Subito.

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Un pensiero riguardo “OK, Carola!

  1. Claudio Perotti

    Era un brano del 1968 di Ric e Gian, “Ok, Carola”, ma è lo stesso!

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