Odio quelli che dànno del “tu”…

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Ecco, sì, io odio quelli che mi dànno del "tu".

Ma non gli amici e le amiche, non i familiari o i vagamente-coetanei. Quelli è normale che ti diano del "tu".
Piuttosto i negozianti dove vai a fare la spesa con tanto di carta di credito ("Cosa ti do??" No, guarda bellina che sono IO che ti do qualcosa, e il qualcosa sono i soldi…), i ristoranti ("Cos’hai scelto?"  "E Lei cosa mi consiglia?"), le banche ("Ti volevo proporre un investimento…" -anch’io te lo volevo proporre, sotto le ruote della mia Punto fresca fresca di meccanico…-), e soprattutto (last but not least) i gestori telefonici ("Vuoi parlare con un nostro operatore? Premi il tasto 9…").

Viviamo in un mondo scostumato e presuntuoso. Si pensa che se ti rivolgi a qualcuno è perché hai confidenza con lui, perché più o meno gli sei amicalmente solidale, che sei come lui. La gente non pensa che sei lì per chiedere un servizio.

Vogliono tutti esserti amici, rassicurarti, oppure prenderti in giro, con questa modalità invasiva e falsamente bypartizan.
Come la giri la giri, il prodotto sei TU.