O la borsa o la vita

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La borsa dell’acqua calda rievoca ricordi antichi. Sa di nonna, di pentolino messo sul gas a bollire, di piedi gelati, di letto che ce la lasci e lo trovi già caldo, di stai attendo a riempirla che ti bruci perché poi l’aria fa schizzare l’acqua fuori. Era un rituale.Poi sono venuti gli scaldini elettrici e le borse di gomma sono andate nel dimenticatoio.

Fino ad oggi, quando, secondo una notizia riportata sui giornali, Berlusconi si è fatto ustionare da una borsa dell’acqua calda che gli è scoppiata addosso.

Altro che bombaroli e cavalletti tirati sul groppone. Da domani la cosa rossa si armerà di boules, strategicamente tappate. O lasciate provvidenzialmente aperte. Sempre quando riuscirà a capire perché cavolo si è data quel nome