Non spedirò mai più un SMS della solidarietà

L’ultima volta che NON ho spedito un SMS della solidarietà è stato quando un caro amico mi ha segnalato una iniziativa indubbiamente meritoria che si appoggiava a questi numeri di cinque cifre che tu mandi un messaggio vuoto e loro pensano a dare a quella associazione che ci si appoggia i due euro scalati dal credito. Dicevo che non l’ho fatto nemmeno in quella occasione, preferendo fare la mia donazione per bonifico bancario.

Non l’ho spedito l’ultima volta e non voglio spedirne mai più.

E’ una decisione che ho preso guardando certe storture delle gare di solidarietà che si sono moltiplicate in occasione del tragico terremoto in Emilia. Troppo tragico perfino per aver voglia di fare iniziative di questo genere.

Il “manda-un-messaggio-e-ti-scarichi-la-coscienza” sa tanto di déjà vu. E’ la monetina che diamo alla mendicante fuori dal supermercato porgendole uno sguardo, magari toccandole la mano che la riceve per distogliere mano e sguardo subito dopo e cancellare dalla memoria quello che si è vissuto fino a quel momento.

I fondi vengono scalati da un credito telefonico che è stato GIA’ versato al gestore precedentemente. Dunque al gestore generano interessi. Ammettiamo che quando viene disposto l’SMS i fondi vengano IMMEDIATAMENTE trasferiti all’ente che gestisce la raccolta: quei fondi genereranno interessi almeno finché non verranno investiti in beni (acquistati magari con fatture a 90 giorni) o trasferiti a chi ne ha veramente bisogno.

Esiste un vantaggio pecuniario per ogni gradino della scala intermedia che va da chi dona a chi, materialmente, riceve, e più questo intervallo si allunga nel tempo più il vantaggio economico si fa consistente. Non è un concetto molto dissimile da quello che caratterizza il giochino della “valuta” nelle banche.

E nessuno potrà dedurre la propia donazione (sì, lo so cosa pensate, “ma cosa vuoi dedurre, due euro per un’iniziativa benefica?” la risposta è: “Perché, non si può??”). Quindi lo Stato non rimborsa i cittadini. Che a suon di due euro per volta fanno un bel volume di soldi, a cui vanno ad aggiungersi quelli del 20% sugli interessi bancari di cui sopra.

Conviene tornare, a questo punto, alla logica monetina in mano alla mendicante. Con la differenza che se conosci qualcuno che ha bisogno veramente e lo aiuti con quello di cui ha VERAMENTE bisogno (che sia denaro, o un po’ di affetto), poi non te ne scordi più.

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4 pensieri riguardo “Non spedirò mai più un SMS della solidarietà

  1. Alessandra

    Sante parole. Nemmeno io ho donato, su per giù per i medesimi motivi.

  2. Single a trent'anni

    Beh, è molto più immediato e molto più economico per chi dona l’sms che non il bonifico bancario (che non so a te, ma a me costa 1,20€ di commissioni).

  3. valerio Autore articolo

    Una banca che applica 1,20 euro di commissioni su un bonifico bancario merita di essere abbandonata.
    Esistono conti correnti on line che hanno condizioni molto vantaggiose. Io non pago una lira di commissioni neanche per bonifici da 1 centesimo. Comunque esistono altri modi per garantirsi la tracciabilità della donazione, anche minima, e quindi la deducibilità dalla dichiarazione dei redditi: carta di credito (anche ricaricabile) e Paypal.

  4. Single a trent'anni

    Se la banca che ti applica 1,20 euro di commissioni ti fa il mutuo con spread a 0,90 mentre le altre te lo fanno con spread a 1,20, ttattranquillino che sto con la banca con le commissioni sul bonifico.

    Bonifici ne farò 5-6 all’anno. Il mutuo lo pago tutti i mesi.

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