Non nominare il nome di Diu invano

Un utente della Wikipedia in lingua greca, tale “Diu”, è stato citato in giudizio da un politico, Theódoros Katsanévas, per avere «distorto dolosamente i fatti con riferimenti iniqui e in malafede alla sua persona» e aver «distorto in malafede la sua biografia» nella voce che lo riguardava.

La richiesta della pena da parte di Katsanévas è di “una multa per danni di 200 000 euro (con decorrenza di interessi dalla data di citazione) nonché un anno di reclusione per Diu, e, in caso di non ottemperanza, una penale aggiuntiva di 30 000 euro e un mese di reclusione per ogni giorno di mancato pagamento.”

Una pagina tradotta in italiano a proposito, segnala che ” (…) anche nel caso (improbabile) che l’ingiunzione fosse accolta in accordo con le richieste di Katsanévas, sarebbe comunque impossibile a Diu ottemperarvi e rimuovere i contenuti discussi, in quanto ciò comporterebbe violare le regole di Wikipedia con le conseguenze di vedersi annullare le modifiche e financo subire il blocco dell’utenza.”

E qui uno a leggere queste cose trascolora. Se ci fosse una sentenza sfavorevole all’utente “Diu” che lo dovesse obbligare a modificare determinate informazioni, lo spauracchio non potrebbe essere certo perdere l’account su Wikipedia. Cioè, un utente rischia di dover corrispondere a un politico qualcosa come 200.000 euro, di farsi un mese di reclusione, spese legali, onorari e quant’altro e ci si preoccupa del fatto che si potrebbe ritrovare a vedersi cancellato l’account di Wikipedia se poco poco si azzardarre a modificare quello che ha scritto? Ma chissà cosa gliene frega a quello, tutt’al più, se proprio dopo un’esperienza del genere dovesse avere ancora voglia di impapocchiarsi con Wikipedia, aprirà un altro account e ricomincerà.

La cosa più assurda che si legge nella pagina di Wikipedia è:

“La decisione di Katsanévas di agire legalmente contro un utente di Wikipedia, noncurante delle fonti prodotte a sostegno dei fatti che egli contesta e che sono reperibili su Internet, appare come minimo inaccettabile e ipocrita.”

Il fatto che sia il singolo utente il responsabile di quello che immette nell’enciclopedia lo dice Wikipedia stessa e lo ha ripetuto in svariate sedi. E’ un escamotage pseudo legale che fa acqua da tutte le parti ma che si basa su un principio validissimo, almeno in Italia, quello della responsabilità personale. Quindi chi doveva citare il politico, se si sentiva diffamato?
E, comunque, che le circostanze riferite fossero vere e abbondantemente documentate non toglie nulla alla possibile responsabilità del singolo che, in barba al punto di vista neutrale, può evere scritto o riportato qualcosa che ne lede la dignità.
Si può essere stati condannati per furto, ma non si può scrivere su Wikipedia (e in nessun’altra parte) che Tizio è un ladro, perché è diffamatorio (anche se c’è sentenza di condanna). E lo sappiamo benissimo che una sentenza di condanna è pubblica, ma si dà il caso che in Italia sia diffamazione dare del “ladro” al ladro e della “puttana” alla “puttana” anche se quella donna ha effettivamente esercitato la prostituzione.

L’utente Diu, comunque, ha ottenuto “tramite il programma di assistenza alle spese legali di Wikimedia Foundation” la possibilità di farsi assistere da uno studio legale. Pensate un po’. Un blogger le spese dovrebbe pagarsele di tasca sua.

Non nominate il nome di Diu invano!

 

Le citazioni di questo articolo sono tratta da questa pagina.

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