Non aprite quella mail!! [Potreste prendere la scossa…]

luego

Non fanno che parlare di questo. La gente viene invasa da tonnellate e-mail intimidatorie inviate da sedicenti hacker che chiedono soldi per non divulgare ai propri contatti i segreti che ognuno di noi inevitabilmente ha navigando sul web (solitamente visitare siti porno). Sono delle grandissime coglionature, sappiatelo. Non c’è bisogno che ve lo dica Paolo Attivissimo o che ve lo segnali la Polizia di Stato (il modello della mail che vi propongo come illustrazione di questo post è tratto proprio da un loro tweet di questa mattina), basta leggere. E’ una mail sgrammaticata, scritta male, con un sacco di parentesi quadre che non hanno nessun senso logico se non confondere il destinatario. Ci sono frasi senza senso (come “Trasferischi 300 sul nostro portafoglio di criptovaluta” -“trasferischi”? Ma come parlano questi, come Fantozzi?? e poi dovrei “trasferiscare” 300 cosa? Euro? Rubli?? Yen giapponesi???), italiano stentato (“Dio mio che gusti, che passioni tu hai” -sembra fiorentino-) oppure assurdità del tipo “Ti abbiamo registrato con la webcam del tuo dispositivo” (il mio dispositivo non ha nessuna webcam, cazzo volete??). Basta questo per cestinare. E invece no. E invece la gente ci crede, ci casca, si inquieta.

O, più semplicemente ha paura. Perché, si veda il caso, c’è sempre chi ha guardato un sito porno e non vuol farlo sapere a moglie, amici, parenti, amanti e figli, per non passarci da guardone depravato e avere così tutta una vita familiare compromessa. Magari è un insegnante che pensa di poter fare quello che vuole nel suo sacrosanto privato (incluso guardare qualche zoccola) e ne ha tutto il diritto, che alla fine va in panico perché la sua onorabilità potrebbe venir meno davanti alla comunità scolastica che lo ospita. Oppure, senza arrivare a questi livelli, uno può avere sul suo computer materiale politico di un certo schieramento che, si veda il caso, è quello avverso del proprio datore di lavoro che potrebbe, se lo venisse a sapere, licenziarlo su due piedi (e non ditemi che non è già successo!), per cui basta molto meno della consultazione di un sito con contenuti pornografici per far scatenare quei meccanismi per cui comunque sia è meglio pagare, non si sa mai, questa è gente di cui non bisogna fidarsi. Il che è anche vero, ma più che altro questa è gente che non bisogna assolutamente prendere sul serio.

Perché se è vero come è vero che solo uno sprovveduto telematico può abboccare a questa roba, poi come si può pretendere che questi sprovveduti sappiano fare una transazione in bitcoin o in qualsiasi altra valuta legalmente riconosciuta? Non si sa. Fatto sta che vanno tutti da Babbo Attivissimo (e questo è un male) o alla Polizia Postale (e in questo caso fanno benissimo), magari vergognandosi e confessando che sì, l’hanno veramente guardato un sito porno, ma loro non sapevano, non credevano, non erano a conoscenza, non avrebbero mai immaginato, figuratevi, io, un onesto padre di famiglia, è stato più per curiosità che per altro, è che poi alla fine internet mi ha preso la mano, non ditelo a mia moglie, per favore, ho sempre lavorato dalla mattina alla sera, e poi un povero diavolo deve pur averne di svaghi, nevvero Marescià’?, io e lei siamo gente di mondo, ma ora io tutti questi soldi non li ho, ho paura, per me, per la mia famiglia, per i miei figli che non si meritano di sapere di avere un padre voyeur, ma poi si figuri, dovrebbero andare a prendere i pedofili con le webcam mica la gente onesta… [svenimento del convenuto]

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