Niente fiori sulla tomba dei Mignott

Dopo il raffreddoresco ritorno dalle terre ove il gaèlico "Slainte!" suona, mi son ritrovato con una mail dell’imprescindibile Baluganti Ampelio, il quale, svegliatosi dai letargici sonni in cui il febbraio nebbioso e rompicoglioni l’ha reso avvezzo, ha pensato bene di andare a visitare quanto di più degno e culturale esista ai suoi occhi. Non la "Primavera" del Botticelli agli Uffizi, non il Canzoniere "C" della gloriosa lirica provenzale, non la raccolta del "Vernacoliere" dal ’65 ad oggi tecàta agli Scali del Corso di Livorno, bensì i cimiteri.

Passeggiando per le inumazioni del Camposanto del Cosolì, a Nonsoddove in Francia (o in Australia, ora non rammento), il pio Baluganti Ampelio ha immortalato la tomba della famiglia Mignot, il cui cognome rappresenta comunque un programma mancato (o realizzato, si veda il caso) o una condanna a vita che non trova requie neanche nel sonno eterno. I Mignot superstiti hanno fatto incidere sul sepolcro la frase "è proibito depositare fiori su questa tomba". Come vedete qualcuno ha pensato bene di rispettarne le volontà. E siamo certi che il pio Baluganti Ampelio ci avrebbe anche pisciato sopra.
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