Nichi Vendola indagato: la Procura di Bari è a nudo

Nichi (sic!) Vendola è una persona umanamente simpatica, troppo pasoliniana per i miei gusti, molto aulica nel linguaggio, sufficientemente genuina.

Non gli darei mai il mio voto, ma questo non credo abbia troppa importanza.

Negli ultimi giorni si è diffusa la notiza della sua iscrizione nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Bari. O, meglio, non si sa bene. Un comunicato del procuratore capo di Bari, Antonio Laudati (già sostituto procuratore presso il Tribunale di Napoli) ha scritto testualmente:

"Nei confronti del presidente della giunta regionale pugliese Nichi Vendola, non vi sono, nel registro degli indagati di questa procura, indicazioni suscettibili di comunicazione."

E ti cadono le braccia. Cosa vuol dire che "non ci sono indizi suscettibili di comunicazione"? Che Vendola è indagato ma non si può dire? Che probabilmente rispetto all’indagine in cui sarebbe coinvolto il Governatore della Puglia si andrà quasi certamente a un decreto di archiviazione?

Fatto sta che il Dott. Antonio Laudati prosegue: "La procura prende atto delle possibili strumentalizzazioni delle indagini, per finalità diverse da quelle processuali, così come delle precedenti fughe di notizie sugli accertamenti in corso: allo stato non può escludersi che siano riferibili a componenti del gruppo investigativo."

In breve, Laudati è stato tradito dai suoi. Forse dai "fedelissimi" che si era portato dietro dal lavoro svolto alla Procura di Napoli, e per finalità che non sono processuali. Cioè politiche.

A queste persone era affidata la blindatura delle indagini che riguarderebbero i rapporti del Presidente del Consiglio con le escort, di cui non trapela nemmeno la capocchia di uno spillo, e, adesso, l’indagine sul Governatore, di cui è trapelata l’iscrizione nel registro degli indagati. Iscrizione non smentita dal Dr. Laudati, che si limita a dichiarare che nel registro degli indagati non ci sono "indicazioni suscettibili di comunicazione". E va beh, e allora? E‘ indagato o non è indagato? Si deve sapere o non si deve sapere?

Di certo c’è un senso di squallore in questa vicenda, torbida come le notizie che l’hanno accompagnata.

Io vorrei poter continuare a dire ogni giorno "Io sto coi magistrati". Ma oggi, in questo caso, no, proprio non ce la faccio.

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