Neri Santorini – Calipari, gli USA e gli “Antiamericani”

Antiamericani noi? Ma non saranno gli americani a essere anti-italiani? La Casa della destra accusa l’altra metà dell’Italia di essere anti americana perché osa criticare, di quando in quando, timidamente, l’operato dell’amministrazione Bush. Eppure, secondo i sondaggi Usa e l’esito delle ultime elezioni di midterm, Bush è stato sfiduciato da una netta maggioranza degli stessi americani. Sono antiamericani anche loro? Siamo anti americani perché qualche nostro soldato ha sparato e ucciso per “fuoco amico” un alleato americano? Non risulta. Ma è vero il contrario: un soldato americano, Mario Louis Lozano, il 4 marzo del 2005 ha sparato una lunga raffica di mitra a Bagdad contro l’auto su cui viaggiava Nicola Calipari, dirigente del Sismi, con Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto (appena liberata dopo un lungo sequestro) e il maggiore Andrea Carpani, alla guida. E’ bene ricordare i fatti.

Quella raffica ferì la Sgrena e non la uccise solo perché Calipari le fece scudo col suo corpo a prezzo della propria vita. Eppure i comandi Usa a Baghdad erano avvertiti dell’operazione in corso. Ma Lozano sparò e uccise uno dei nostri migliori agenti segreti, divenuto un eroe nazionale.

Dobbiamo considerarlo un gesto di amicizia? Dobbiamo ritenere che gli americani siano anti italiani? Secondo la logica della destra sì. Una logica aberrante che confonde persone, popoli e governi e sembra ignorare le regole elementari della democrazia e del dissenso, libero di esprimersi in ogni paese. America compresa. E per la morte di Calipari, l’”amico” George W. Bush si è forse profuso in scuse per il tragico errore con l’amico Silvio? Sulle prime no. Anzi, Washington tentava di spiegare che era tutta colpa dei nostri che si erano fatti sparare addosso. Ma allora ce l’hanno proprio con noi?

Sembra la favola del lupo e dell’agnello che beve più a valle nello stesso ruscello ma inquina l’acqua di chi lo sovrasta in tutto. Soprattutto in forza e ferocia.
Il governo Usa (non “gli americani”) ha forse offerto, in nome della giustizia, che il soldato Mario Lozano venga in Italia per rispondere, in un regolare processo, di omicidio volontario? Ma no, certamente. Che cosa vale negli Stati Uniti la giustizia di un Paese occidentale che, per inciso, fu la patria del diritto romano duemila anni or sono? Nulla. Che cosa vale che una magistratura indipendente, la nostra e proprio ieri, abbia rinviato a giudizio il soldato Lozano per “omicidio volontario” e gli offra di difendersi come ogni altro imputato? Non vale nulla. Molto amichevolmente il governo Usa ci ha detto che il caso è chiuso, che fu un tragico incidente e che in Italia, e in nessun altro paese, né Lozano né altri cittadini americani possono essere giudicati.

Neppure quei 22 agenti della Cia incriminati in Italia per aver rapito Abu Omar a Milano, con la complicità di qualche italiano, troppo “filo americano” o troppo “telecom”?
Un americano può essere processato solo da suoi “pari”, cioè da giudici americani negli Stati Uniti. Sono cittadini di serie A, mica come noi o gli altri del resto del mondo.
Non è bello, questo. Non è amichevole. Il primo requisito dell’amicizia è sentirsi sullo stesso piano e sottostare alle stessi leggi. Invece l’esercito Usa si permette di fare prigionieri a modo suo, di non applicare le convenzioni internazionali, di torturare, in spregio a principi che anche l’America, come l’Italia, ha sottoscritto. Noi dobbiamo rispettarli, loro possono ignorarli.

Tutto ciò ha alienato molte simpatie agli Stati Uniti in tutto il mondo. Così come moltissimi americani non hanno in simpatia e non condividono l’operato del loro presidente Bush. Noi condividiamo l’opinione di questi americani. Siamo dunque antiamericani?
Se proprio dobbiamo ragionare per categorie assurde come queste, così care alla Casa della destra, perché non chiediamo conto anche agli “americani” del perché sono così anti italiani?

E a chi lo chiederemo? Agli abitanti di New Orleans? Ai pompieri di Ground Zero? Ai barboni di Manhattan o ai business man di Wall Street? A Woody Allen o a George Bush?
Perché solo i vicentini sono antiamericani se non tutti amano avere una base Usa più grande dell’attuale? Perché il nostro governo è anti americano se conferma, nonostante le legittime riserve di qualcuno, l’impegno in Afghanistan a fianco degli Usa? E perché non dovrebbe richiamare l’ambasciatore americano in Italia, Sfogli, che si arrabbia solo perché non tutti gli italiani sono entusiasti delle guerre fallimentari di Bush come quella irachena e quella afgana?
Perché i signori del governo di Washington non ci dimostrano nei fatti di non essere anti Italiani? Ci mandino il signor Lozano, che ha ucciso un italiano, e anche quei 22 funzionari della Cia che hanno commesso un reato grave in Italia. Il rapimento da noi è un reato grave. Negli Stati Uniti altrettanto. Ma se non altro, noi italiani garantiamo che non tortureremo nessuno.

da: www.altrenotizie.org

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