Nella scuola media una tesina su Chiara Ferragni

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Una studentessa di scuola media ha proposto una tesina finale su Chiara Ferragni.

Oh, per carità, c’è tutto un percorso interdisciplinare dietro mica da ridere! Si parte da “A Silvia” di Leopardi, perché la Ferragni è una ispiratrice, proprio come la dirimpettaia del recanatese. Ci azzecca come il cavolo a merenda ma tant’è. A geografia la ragazza porta gli Stati Uniti. Eh, del resto la Ferragni ha vissuto a Los Angeles, mi pare giusto. A francese parlerà (spero in lingua) di Coco Chanel, perché era un’icona del suo tempo (tra l’altro fatturava molto di più dei 40 milioni con cui è quotata la Ferragni, ma questo non lo dice nessuno). A scienze l’argomento sarà la riproduzione, perché la Ferragni è mamma (e va be’) e influencer (che non si sa cosa c’entri con la riproduzione, ma pare che sia di tendenza). A storia dell’arte Gustav Klimt e le tre età della donna perché, dice, “mi ricorda tanto lei” (equazioni successive, evidentemente). A storia gli anni ’80 e la nascita di internet. Che è nata almeno un paio di decenni prima.

I suoi insegnanti pare non abbiano nemmeno esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione e che non abbiano nemmeno provato a fermarla. E lei, come se non bastasse, ha postato un video su TikTok, ripreso e condiviso dalla stessa Ferragni, che le ha fatto i complimenti e le ha fatto guadagnare milioni di clic e like.

E’ così. TikTok e popolarità prima di tutto. Leopardi, Klimt, gli anni ’80 e perfino Coco Chanel sono dei pretesti, dei corollari assoluti, accessori.

Certo, loro, la ragazza, la Ferragni, gli insegnanti e il mondo della scuola non molleranno mai. Ma gli conviene??