Nanni Moretti: perdiamolo di vista!



"(Gli) irresponsabili organizzatori (hanno) sporcato tutto oscurato con gli interventi di Grillo e della Guzzanti gli obiettivi dell’evento e persino la stagione dei movimenti del 2002, che era un’altra cosa. Noi facevamo politica e non antipolitica. Eravamo associazioni di persone nate fuori dai partiti che però volevano dare una delega ai partiti della sinistra che erano ancora sotto choc per la sconfitta del maggio 2001. Questa è la verità, anche se di noi alcuni giornali hanno fatto una caricatura, io stesso sono stato rappresentato così e pazienza. (…) Sono davvero molto avvilito e mi dispiace che in questo disastro sia stata coinvolta una persona come Rita Borsellino. È’ stato ascoltando il suo discorso per radio che ho deciso di affacciarmi in piazza l’altro giorno, pur non avendo aderito all’iniziativa come mi era stato chiesto. Ma quando sono arrivato ha subito attaccato a parlare Beppe Grillo e sono andato via immediatamente. Sarei anche curioso di capire come abbia reagito la gente di fronte a quelle banalità offensive. Come si fa ad invitare Grillo, che ha insultato tutto e tutti allo stesso modo, "topo gigio, psiconano" ma cos’è? Devo ridere, che roba è?" (…)

Così parlò Nanni Moretti.
Il regista della "delega ai partiti della sinistra" ha deciso di dire qualcosa di destra e di dirla nel peggiore dei modi possibili,  rivelando la sua assoluta mancanza di senso della satira (cosa di cui non c’era il benché minimo dubbio), ma soprattutto scandalizzandosi per espressioni come "topo gigio" o "psiconano" e non dicendo niente, ma proprio niente, su quanto Berlusconi e i suoi compagni stanno facendo per distruggere il paese.

Nanni Moretti ha il prosciutto sugli occhi, è complice di una sinistra delegante e proprio per questo autodistruttiva, incurante della piazza (lui che in piazza c’era andato per dire "Non perdiamoci di vista!"), è l’altezza che non si cura della base, e per questo il quadrato non quadrerà mai.

E’ grazie a gente del genere che ci meritiamo Veltroni. O Berlusconi.

Perdiamolo di vista

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