Morti sei italiani nella missione di guerra in Afghanistan

Non provo più nessuna pietà umana per chi sceglie deliberatamente di partecipare a una missione di guerra come quella che coinvolge l’esercito italiano in Afghanistan.

Ho pietà per i bambini, gli uomini, le donne afghani costretti a vivere senza la possibilità di avere mezzi di sussistenza che, certamente, nessun blindato o nessun battaglione armato potrà mai portare loro.

Non mi interessa che questi militari vadano in una missione cosiddetta “di pace” perché altrimenti non saprei come definire la Croce Rossa, Emergency, Medecins sans Frontières che non vanno in giro con le armi ma portano ospedali, cibo, aiuto e assistenza.

Non ho voglia di vedere sfuilare in prima serata il dolore dei familiari delle vittime. Tra poco i telegiornali si appelleranno al pietismo e andranno a scavare nell’intimità di queste persone, di chi lascia una moglie, dei bambini (già, e chi lascia una madre? Un padre? Un fratello? E chi non lascia nessuno? Quelli non fanno notizia…) di chi magari doveva aspettare ancora pochissimi giorni prima di tornare in Italia.

Ci diranno che è stato un disegno del destino, e invece no, sono i disegni della guerra, la pace è un’altra cosa.

Non provo nessun senso di patriottica compartecipazione con La Russa che parla di “vigliacchi!” riferendosi agli attentatori, perché la vigliaccheria è quella dello stato italiano che manda i suoi soldati allo sbaraglio e con il miraggio di uno stipendio con migliaia di euro, perché finché arrivano i soldi la guerra non fa schifo a nessuno.

Non me ne importa dei minuti di raccoglimento alla Camera, perché a nessuno importa della popolazione civile afghana che muore o viene ferita quotidianamente.

Non me ne importa niente dei “Solenni funerali di Stato”, preferisco una ordinaria vita comune.

Chi se ne frega dei mezzi blindati distrutti, fossero state ambulanze sarebbe stato molto peggio.

Sono indifferente al senso di “sbigottimento” dei nostri parlamentari, per quale motivo sono sbigottiti? Non lo sanno che in guerra si muore? O forse sono sbigottiti perché lo sanno fin troppo bene…

La conferenza stampa del Ministro La Russa dopo l’attentato ai nostri soldati a Kabul from Valerio Di Stefano on Vimeo.

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