Mimmo Lucano arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Foto tratta da www.repubblica.it

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Il sindaco di Riace Domenico Lucano (detto Mimmo) è stato arrestato ieri e posto ai domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e, secondo quanto scrive Annalisa Camilli su “Internazionale”, di affidamento fraudolento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.

Il giudice per le indagini preliminari, pur accettando la richiesta di arresti domiciliari per Lucano, ha pesantemente criticato l’impianto accusatorio parlando di “congetture, errori procedurali grossolani, inesattezze”. Cadute le altre pesanti accuse a carico di Lucano, dall’associazione a delinquere alla truffa aggravata, dal falso al concorso in corruzione, dall’abuso d’ufficio alla malversazione. Il procedimento, insomma, si sgretola. Ma Lucano, che è noto in tutto il mondo per il modello virtuoso di accoglienza dei richiedenti asilo a Riace, resta indagato, pare, per aver favorito ed accelerato la permanenza in Italia di alcune ragazze attraverso matrimoni di comodo. Non si sa bene di che cosa si stia parlando, ma tant’è.

Sui social la battaglia è serratissima. Al ritmo di hashtag come #arrestatecitutti, il popolo della sinistra si stringe intorno al sindaco Lucano e rivendica il diritto di non essere arrestati per il reato di umanità. Salvini e la Boldrini, dal canto loro, fanno la solita scaramuccia via Twitter. Ma quello che colpisce di più è che questa sinistra un po’ di maniera e incurante dello stato di diritto, protesta come se non ci fosse una legge, come se Mimmo Lucano non sia stato arrestato su disposizione di un giudice terzo (e vorrei anche vedere che fosse vero il contrario), come se non ci fossero degli estremi di ipotesi di reato (che dovranno essere discussi, verificati, vagliati, ed eventualmente confermati o stralciati), come se il bene debba travalicare il confine del legalmente consentito ad ogni costo. Il che può essere anche vero. Gandhi fece della disobbedienza una bandiera e un vessillo indelebili. Ma andò anche in carcere. Marco Cappato ha aiutato a morire DJ Fabo, ma adesso sta attendendo il pronunciamento della Corte Costituzionale per vedere se deve continuare o no a rischiare 14 anni di galera. E quindi, per quanto io possa essere solidale con Lucano, non trovo nulla di strano nel fatto che sia stato indagato, sia pure per aver aiutato degli immigrati ad avere una vita un po’ più degna di essere vissuta, qui in Italia, combinando (udite udite) nientemeno che dei matrimoni di comodo, per permettere a qualcuno di accelerare le pratiche per la cittadinanza o comunque migliorare il proprio tenore di vita qui.

Si può delinquere anche a fin di bene. O per dimostrare l’incongruità della legge. Come faceva Pannella quando cedeva piccole dosi di sostanza psicotropa per essere arrestato, sottolineando l’abnormità del provvedimento. Però poi le conseguenze si pagano comunque.

E poi, gli arresti domiciliari sono solo delle misure di tipo cautelare. Non sono gli effetti di una condanna nel merito. Io sono convinto che Mimmo Lucano si possa e si debba difendere in tutte le sedi che gli sono consentite e a cui ha accesso. E’ un uomo onesto (anche se è vero che gli uomini onesti possono incappare nelle maglie della legge penale, non sarebbe il solo e non sarebbe il primo), ha fatto tanto bene per la sua comunità ed è sotto una inchiesta che ha dimostrato molti punti critici. Al di là di questo si difenderà in tre gradi di giudizio e allora staremo a vedere se è colpevole o innocente. Ma in Italia non si manda in galera la solidarietà. Si perseguono episodi specifici.

Almeno in questo lasciateci ancora credere.

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