Mercoledì

Reading Time: 4 minutes

Oggi non ne va bene una.

Il nostro incommensurabile bidello Aristide aveva fatto andare uno spicchio d’aglio schiacciato in una padellina con un po’ d’olio extravergine di quello dei suoi olivi, per poi farci friggere una pomarolina con cui condirsi due rigatoni, ma è stato distratto da una madre che chiedeva il permesso di fare entrare il figlio con venti minuti di ritardo. Risultato: aglio bruciato, puzza di carbone acceso nel gabbiotto, olio oltre il punto di fumo che ha preso fuoco incendiando il prezioso archivio dei fonogrammi in partenza. Pare che il nostro immacolato Istituto sia l’unico della regione a mantenere ancora viva la tradizione dei fonogrammi, ancora un po’ e ci ridanno la posta pneumatica.

La nostra amatissima bidella Otilia deve farsi operare di unghia incarnita e sarà assente, per via del terribile e repentino morbo, per due mesi. Il minimo che ci vuole per ristabilirsi, logico. La sostituisce la nuova bidella Cassandra, una brava donna che parla in dialetto e ha l’arte impareggiabile dei tarocchi. Da quando si è diffusa la voce, tutte le colleghe vanno a farsi predire il futuro da lei, dietro il modico compenso di una cinquantina di eurini a cranio, naturalmente in nero, con cui la niente affatto esosa arrotonda la sua già misera posizione stipendiale.

La professoressa De Bonis si è comprata un paio di scarpe nuove. Ma siccome il 44 della Superga le va un po’ stretto e la costringe a posture non esattamente ortopedically correct, allora deve optare per un più comodo e rilassante 45, sì, però intanto vaga zigzagando per tutta la scuola e pronuncia un “mannaggia santa!” ogni tre parole.

Io mi avvio verso il corridoio per agguantare la porta della prima Z dove qualche buontempone ha smontato una finestra per rivendersela e farci i soldi per comprarsi la Play Station (che altro??). Una improvvisa folata di vento mi investe. Allora decido di far loro un cicchetto da levargli il pelo e per l’occasione accordo la voce sulla tonalità di “Bella figlia dell’amore” dal Rigoletto di Verdi.

“Ragazzi, ma si può sapere che diavolo vi siete fumati stamattina? Rimettete immediatamente la finestra a posto che se viene aria dal Gran Sasso qui dentro ci possiamo appendere prosciutti e salami per farli stagionare!”

“Professò’, ma non siamo mica noi, sa, a smuovere tutta quest’aria… è stato il professore di fisica!!”

“Ma sì, certo, vi avrà spiegato che la velocità è spazio fratto tempo, no? E che un corpo immerso in un fluido, va beh, non mi ricordo, vi metto la nota!”

“Ma no, professo’, ha avuto uno dei suoi soliti attacchi di colite!”, mi dice l’alunna Angelica De Angelis, che angelica lo è di nome e di fatto, dimostrando la teoria dantesca che “nomina sunt consequentia rerum”.

Dev’essere una cosa seria, visto che lo spostamento d’aria ha fatto perdere l’equilibrio anche al bidello Aristide, che, però, stamattina era a digiuno per via dell’aglio bruciato, e invoca, dunque, le circostanze attenuanti generiche.

Il Corbelli mi guarda sornione e ride, con quella faccia da schiaffi che si ritrova. “Professo’, non mi metta la nota, ma ho versato una boccetta di Attak a presa rapida nella serratura della porta del bagno dei docenti. Adesso ce ne facciamo di risate!!”

Sono terrorizzato. Ma è tutto vero. Il nostro stimato collega Scquacquarelli-Ricai si è fiondato al bagno in preda ai suoi soliti dolori addominali repentini con ottima spinta elastica e gioco di gambe ineguagliabile, tanto da destare l’ammirazione e il sincero apprezzamento dei colleghi di scienze motorie il cui decano, il Professor Marcialonga, gli ha conferito l’ambito titolo della medaglia d’oro “Joseph Goebbels” per altissimi meriti sportivi.

Ma non c’è niente da fare, il Corbelli ha colpito ancora, maledetto lui e la sua ventura progenie, la chiave non entra e lo Squacquarelli-Ricai non sa più come tenere a bada le contrazioni addominali che lo assalgono, ormai il suo intestino vive di vita propria e indipendente e sta per chiedergli un aereo pieno di carburante per volare a Cuba.

Si avvicina la supplente d’inglese, la sacrosanta De Chattibus, a cui tutti gli astanti chiedono inutilmente di sfondare la porta a colpi di tette.

“Beh, colleghi, scusate… ammettiamo pure che io sfondi la porta, ammettiamo pure che il collega abbia facile accesso alle sue necessità, ammettiamo anche che chiedano un risarcimento danni, ammettiamo che mi contestino il reato di distruzione di un bene di pubblica proprietà…”

“Ti prego!” la invoca lo Squacquarelli-Ricai con i lucciconi agli occhi e le lacrime che gli scendono sulle gote. Le vorrebbe anche dire che fare la nanna tre volte al giorno con il professor Exlege tanto bene non deve farle, ma più che il digiuno poté il dolore.

Ma da lontano una voce salvifica rintuona l’aere del corridoio. “E che ce vo’ a sfonna’ ‘sta porta?” E’ la nostra delicatissima collega De Poppibus che, presa la rincorsa, mette a disposizione per la causa comune i suoi due arieti di sfondamento e, dato un colpo secco e bene assestato, si vanta della gloriosa impresa canticchiando l’aria di De Gregori “il nemico è scappato, è vinto, è battuto!”

Sulla porta del bagno, ormai miseramente caduta a terra, alcuni alunni vogliono restare a cantare “L’inno del corpo sciolto”, in piena solidarietà col docente di fisica. Qualcuno alza il pugno sinistro nel declamare i versi:

“Ci hanno detto vili, brutti e schifosi
ma son soltanto degli stitici gelosi!”

Io però non mi fido, e decido di investire una 50 euro del mio stipendio per un consulto dalla nostra nuova bidella Cassandra. Voglio sapere se domani ci sarà più calma e se a scuola andrà tutto bene. Ne va del nostro benessere psicofisico.

La bidella Cassandra mischia le carte, io le taglio con la mano sinistra, lei pronuncia frasi sconnesse dopodiché riprende il Corbelli a voce alta ed emette il suo responso:

“Corbe’, te pozzen’ allucà’ sulla sedia elettrica, vatte alla classe, ca ce sta lu professore che spiega ‘a trasformata ‘e Furiere!!! Sante Iuànne Vanciliste… la luna nera!!!”

E, privo di qualsivoglia consolazione, corsi subito tra le braccia della segretaria degli alunni a chiedere perdono per i miei peccati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.