Maurizio Coletti – “Lei” lo vuole!

Il passaggio finale della legge Fini – Giovanardi sarà dato dalla firma del Capo dello Stato. Qualcuno spera ancora in un atto di coraggio e resipiscenza, basato sui numerosi profili di incostituzionalità presenti nell’atto.
Ma Ciampi firmerà?
Se lo farà (come sembra probabile), saranno definitive le misure previste e che hanno fatto letteralmente ribellare la stragrande maggioranza del mondo che si occupa di dipendenze patologiche ed un numerosissimo stuolo di organizzazioni, associazioni, istituzioni della società civile.Due settimane fa, a Bruxelles, si è svolta una Conferenza organizzata dalla Commissione Europea ed intitolata "Civil Society and Drugs in Europe". Dopo molti anni, dalla Commissione hanno deciso che era l’ora di ascoltare la società civile a riguardo del Piano d’Azione 2005/2008 sui temi delle droghe.

Ha destato interesse il "caso italiano"; spiegato pubblicamente il provvedimento appena approvato, si è constatato che esso va in una direzione completamente differente dalle indicazioni europee (approccio "bilanciato", riduzione del danno, prevenzioni e trattamenti maggiormente supportati). Ma la nuova legge italiana ha destato interesse in Paesi come la Svezia che, come è noto, optano per una politica fortemente repressiva, intransigente, proibizionistica; gli svedesi hanno deciso di approfondirne la conoscenza, ritenendolo un "passo in avanti" rispetto alle norme del loro Paese.

Tutto finito? Pare di no.

L’ineffabile Giovanardi fa sapere che vi sono contrasti all’interno del Governo sulla legge ed indica nella Ministra Moratti la più acerrima oppositrice. Secondo Lady Joy Moratti (ricordate la traduzione all’inglese del sito web del Governo?), l’articolato sarebbe leggerino.
Anzi, darebbe più di uno spunto per un approccio legalizzatore e liberalizzatore. Le droghe sono tutte uguali e tutte dannosissime, va bene. Va bene anche che prevedere lo smantellamento dei servizi pubblici a favore di (alcune) comunità terapeutiche. Ma che un individuo colto in possesso di sostanze se la possa cavare con il ritiro del passaporto, della patente, con l’obbligo di residenza nel proprio domicilio, con l’obbligo diario di firma presso un Commissariato, questo pare a Lady Joy un po’ poco.

Ed ecco che appare allora una proposta un po’ più decisa: onere della prova che si tratta di quantità di sostanze per uso personale a carico dell’indagato. È la cosiddetta "inversione dell’onere della prova".
Non solo, ma si vorrebbe ritoccare anche la parte più strettamente penale: se un individuo viene colto con una quantità che eccede di tre volte quella stabilita (ancora da stabilire), scatta il provvedimento penale al posto della sanzione amministrativa.
Giovanardi lascia tutta la responsabilità alla Moratti ed al suo "consiliori"", Andrea Muccioli.
Come per dire: me ne lavo le mani, "lei" lo vuole.
Poi, aggiunge che il nuovo decreto potrebbe essere aggiunto opportunamente a quello sulla Pubblica Amministrazione, così, tanto per migliorarlo.

Intanto, Berlusconi afferma che la Casa delle Libertà non è proibizionista, che la legge è giusta, che produrrà effetti benefici e che ha fatto già guadagnare molti voti alla sua coalizione.
Siamo alle solite: un lupetto buono che era maltrattato dagli agnelli cattivi, un pirata onorato. Lo dice Brassens quando, afferma: "sognavo un mondo al contrario"

da: www.altrenotizie.org

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