Matrimonio

Matrimonio.

Vestito fresco di lavanderia (quello del tuo di matrimoni) che mi ci ero spitasciato sopra una compilation di pomodoro, mozzarella, pizza, unto di olio cotto al forno e smacchiatore a secco che ha creato più danni che altro.

Pantalone che ti stringe sempre di più sulla panza, gilettino leggero leggero, camicia da cerimonia con bottoncino rosso antisfiga e altre due bottoni cuciti in fondo che stai cinque minuti a guardare dove sia l’asola corrispondente e invece no, ce li hanno messi perché se ti se ne stacca uno di quelli che si agganciano puoi scucirne uno di quelli, un po’ d’ago e filo ed è fatta, ma tu guarda che trovata…

Cravatta. Cravatta maledetta che non riesci a trovare il punto giusto in cui iniziare a farti il cappio e resti con la cosa più odiosa che la natura dei vestimenti abbia potuto e saputo generare, la parte dietro più lunga diquella davanti, che ti va a finire ad altezza inguine e che il gilettino di cui sopra non riesce a coprire completamente, vaffanculo, e allora ridisfi il nodo e provi a rifartelo, anche sette o otto volte tanto tempo ce n’è.

Cerimonia. Inviate con tacchi a spillo, sempre più vertiginosi, sempre più a spillo, sempre più favorenti mal di schiena ma l’apparir strafighe, si sa, ha anche di questi prezzi, per cui vai, tacchi neri, fascia di cuoio alla caviglia super sottile, fibbia tempestata di brillantini, devono aver fatto una svendita sado-maso…

Pranzo. Acqua San Pellegrino gassata, che mamma mia com’è buona, ma com’è che le bottiglie di vetro le vendono solo ai ristoranti e tu ti devi accontentare del PET da un litro e mezzo modello supermercato, confezione da sei bottiglie da litri 1,5 cadauna, che è un macello solo togliere la plastica intorno e quando cerchi di tirarle fuori si sfregano l’una contro l’altra e fanno sgrèèèèèèèèèkkk.

Saluti e baci, auguri, smack, smack, e via a baciare guance colanti di fard che non sta più su, a dare schiocchi all’aria intorno, ad abbracciare signore anziane con il vestito che sa ancora di naftalina e torni a casa chiedendoti com’è che le tue scarpe ancora nuove, pagate un putiferio, ti fanno un male cane mentre quelle da tutti i giorni ti calzano come un guanto ma sono così schifose a vedersi…

Life can be so hard, sometimes….

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