Mastella e Di Pietro: questa Commissione Parlamentare d’inchiesta sul G8 non s’ha da fare!

Bibì e Bibò litigano sempre tra di loro.

Ma quando si tratta di schierarsi con l’opposizione per:

a) mantenere gli interessi delle aziende che erano impegnate ad accaparrarsi i peraltro non pochi denari che erano destinati alla realizzazione del purtuttavia inutile ponte sullo Stretto di Messina;

b) sfiduciare quella pur sempre brava  personcina di Petruccioli;

c) evitare di dare al paese la verità sulle responsabilità della polizia nei fatti del G8 di Genova tramite una commissione parlamentare d’inchiesta;

allora non li stacca più nessuno, sono come Abelardo ed Eloisa, come Giulietta e Romeo, come Paolo e Francesca.

Inutile insistere, non sapremo mai cosa fecero i bravi poliziotti a Genova nel 2001, sempre solerti nel vigilare e sempre fedeli al  proprio capo: Manganelli.
Non lo sapremo perché mastelliani e dipietristi hanno deciso che le indagini si fanno su tutti, poliziotti e manifestanti, a 360 gradi.

In uno stato democratico la polizia dovrebbe dare il buon esempio. O comportarsi come pretende che si comportino gli altri. Lo Stato vuole la democrazia e la par condicio? Allora perché non ha provveduto a rifornire i manifestanti di lacrimogeni, sfollagente, elmetti e scudi?

In passato ho avuto modo di mandare qualche lettera aperta a Di Pietro dalle pagine di questo blog. Ora mi sono stufato. Tanto Veltroni ha già detto che sarà il soggetto politico privilegiato nella alleanze del nuovo Partito Democratico.

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