Massimo D’Alema trombato alla nomina di Ministro degli Esteri dell’Unione Europea

Alla fine lo hanno trombato, lui Massimo D’Alema, il più rivoluzionario dei progressisti italiani, che non farà il Ministro degli Esteri dell’Unione Europea sotto la neopresidenza di Van Rompuy.

Schultz ha dichiarato: "E’ mancato l’impegno del governo italiano". Il socialista Schulz, peraltro era quel signore che fu proposto per il ruolo di Kapo in uno dei film di mediasèttica produzione dal Presidente del Consiglio Berlusconi non appena assunta la presidenza di turno dell’Unione Europea.

«Faccio i migliori auguri alle persone che sono state nominate – ha commentato D’Alema- . È stato un onore essere stato candidato per un incarico così prestigioso in un momento così importante per l’Europa».

E via di sbrodolature. Sembra il massimo del fair-play, ma il Corriere on line riporta anche una frase ben più amara di D’Alema che avrebbe affermato: "Non è una buona partenza per l’Europa di Lisbona. Hanno prevalso le ragioni di Stato e le esigenze del governo di Londra. Penalizzando le competenze."

Le competenze? Quali competenze può avere una persona che si vanta di essere un uomo del secolo scorso e di non sopportare nemmeno l’orologio, figuriamoci il telefonino o Internet? Uno che non esita a ringraziare il Governo di Berlusconi per il sostegno (lui l’inciucio lo chiama "sostegno") dato alla sua candidatura, quando sappiamo benissimo che la legge per l’assegnazione delle frequenze televisive pubbliche a favore di Berlusconi l’ha fatta lui (dietro compenso minimo sul fatturato, è un prezzo di favor), uno che quando si è trattato di votare la pregiudiziale di costituzionalità sullo scudo fiscale non era nemmeno presente in aula per non sporcare.

E poi dicono che la colpa è dei Socialisti Europei!

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