Maschio e femmina li creò

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Siamo alla frutta, linguisticamente parlando, se è vero come è vero che l’Huffington Post riporta la notizia secondo la quale la statunitense PAMA, produttrice di materiale e accessori audio, ha intrapreso una campagna contro l’uso dei termini “maschio” e “femmina” per i jack e i cavetti. Si parla addirittura di sessismo e di politically incorrect.

Mi ricordo come se fosse ora quando da piccino, assieme al mi’ povero babbo, si armeggiava con fili lettrici, cavi e cavetti per collegare una vetusta autoradio a degli altoparlanti di fortuna (il mi’ povero babbo era fatto così!)

“Pàssami il maschio, quello col pìrulo!”, mi diceva. E io, sia pure in tenera età, capivo. Voglio dire, non avevo bisogno di un disegnino. I maschi hanno il pìrulo, le femmine hanno il buchino, il maschio entra dentro la femmina e il collegamento è fatto. Imparavi l’elettronica e i rudimenti dell’educazione sessuale insieme.

Ora no. Ora è politicamente scorretto dire “maschio e femmina”, occorre una commissione d’indagine per poter stabilire come dobbiamo chiamarli. Con tanto di sondaggio di mercato, che, voglio dire, negli States non fa mai male.

Mi stanno rubando i ricordi, ci stanno rubando la lingua.