Mario Pontecorvo – Pa-ra-da – Roseto Opera Prima 2009

Si comincia, dunque, con "Pa-ra-da" di Marco Pontecorvo, figlio d’arte, che ha respirato tutta l’esperienza del padre Gillo.

Il punto è questo, i meriti dei padri non dovrebbero mai andare a ricadere sui figli, se no poi succedono i disastri.

Il film "Pa-ra-da" è la storia (ispirata a una vicenda vera) un po’ strampalata di un clown che lascia ragazza e famiglia di origine, per andare a Bucarest, nel 1992, a tre anni dalla caduta del regime, lavorando per conto di una organizzazione umanitaria.

Trova un ambiente degradato e emarginato di bambini avviati alla prostituzione e alla violenza che vivono tra i loro stessi escrementi e decide di salvarli e fare qualcosa per loro.

E che cosa fa? Si mette a fare quello che è, il pagliaccio. E con questo li redime.

Si illude che un coso rosso di plastica al posto del naso e la voglia di fare il pirla possano salvare queste persone. Esistono molteplici esempi di queste figure nefaste, quelli che vanno a fare la clown-terapia negli ospedali ai bambini malati di cancro, o quelli, ancora peggiori, che sono venuti tra le tendopoli abruzzesi per cercare di alleviare le sofferenze di chi non ha più nulla.

Come se i bambini, per il solo fatto di essere bambini, non debbano avere a che fare con la sofferenza, e che l’unica risposta alla pedofilia e alla prostituzioine minorile sia "Guarda l’uccellino!"

Il personaggio principale ha la funzione redentrice del Gesù Cristo de noàntri. guarda l’umanità degradata, ne ha pietà, compassione, si cala nella sua realtà, soffre la persecuzione a causa della giustizia (il protagonista è accusato ingiustamente di avere avuto rapporti sessuali con dei minori) e viene tradito da un amico (il Giuda della situazione) che si tira indietro proprio quando è nel momento del bisogno.

Poi prende a guidare il popolo verso la redenzione. E la redenzione cos’è? Un bello spettacolo di piccoli giocolieri, saltimbanchi e pagliacci. In breve, per salvarli li rende come lui.

E’ un film che ha dalla sua il merito di una fotografia impietosa ma interessante e di colpire lo spettatore per la descrizione del degrado e della sporcizia, ma si può tranquillamente evitare, su, via…
80 Views

Commenti

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.