Marika Chalhy, la Mercedes e il Bulldog da 2500 euro

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Ecco, pigliamo il caso di Malika Chalhy, per esempio.

22 anni, omosessuale (fatti suoi con chi fa la nanna, nevvero?), ha raccontato di essere stata allontanata di casa dai genitori, estremamente ostili alle sue scelte sessuali ed affettive. Il tutto è accaduto nella tollerantissima Toscana.

Una ragazza che si trova buttata su una strada, nonostante abbia una fidanzata benestante, è una cosa che fa indignare molti, anche se dovrebbe, in linea di puro principio, far indignare TUTTI.

E infatti sua cugina si è indignata. Ha aperto una sottoscrizione per Malika attraverso il canale di GoFoundMe e ha raccolto, grazie alla generosità dell’opinione pubblica, 150.000 euro a favore della sventurata giovane.

Che, naturalmente, ci si è comprata una Mercedes da 17.000 euro perché, dice, era un suo sogno. E si è presa anche un cane, un French Bulldog pagato intorno ai 2500 euro. Dice che sono soldi suoi e ne fa quello che le pare.

Ora, proprio solo suoi quei soldi non sono. Le sono stati affidati da gente in buona fede perché si potesse rifare una vita. Avrebbe potuto, con 150.000 euro, comprarsi un appartamento in cui vivere, con la sua compagna o da sola, comunque lontana da una famiglia intollerante e pericolosa per la sua crescita umana e psicologica. Avrebbe potuto pagarsi fior di avvocati, che di quelli ha bisogno, o anche un bravo psicoterapeuta che l’aiutasse a far luce e chiarezza dentro di sé. Ma una Mercedes da 17.000 euro e un cane da 2.500 puzzano lontani un miglio.

Voglio dire, io capisco che una persona come Malika abbia la sacrosanta esigenza di spostarsi. Ma, porca miseria, una Panda non le basta? Costa la metà e non ci fai una stercofigura. E poi, hai bisogno dell’affetto di un cane? Ma vai in un canile e adottane uno, magari un bastardino, un meticcio. Sono resistenti alle malattie, affettuosi, possono dare veramente tanto. Insomma, dimostra a chi ti ha affidato i suoi soldi che li stai spendendo in modo oculato e per qualcosa di utile, non per soddisfare dei tuoi personali capricci. Non che i capricci siano cosa disdicevole, chi è che non ne ha, ma porca miseria se PROPRIO vuoi spendere 2500 euro per un amico a quattro zampe di razza pura, o andartene a zonzo con l’automobilina griffata, c’è sempre una soluzione, andare a lavorare (la ragazza è in giovane età e non dovrebbe far fatica a trovarsi un impiego) e spendere i PROPRI soldi (non quelli degli altri) come meglio ci aggrada.

Invece lei no. Lei ha attinto alla solidarietà per la soddisfazione dei suoi desideri. Avrà detto “E’ tanto che mi voglio fare un cane e la Mercedes, adesso ho 150.000 euro tutti per me che ho accumulato senza dover alzare un dito, mi tolgo questo sfizio, tanto chi mi vede?” E invece l’hanno vista. Perché una Mercedes si vede e come.

A metterci il carico da 11, arrivano su fanpage.it le dichiarazioni di Elisa Liberatori Finocchiaro, direttrice di GoFundMe in Europa, che ha dichiarato quanto segue:

“Chi ha donato lo ha fatto consapevole del fatto che quel denaro sarebbe servito a Malika per comprare quello di cui ritenesse avere bisogno. Gli organizzatori hanno chiarito che i fondi sarebbero serviti a permettere alla ragazza di rifarsi una vita: questo è legittimo e rispetta i nostri termini di servizio”.

E quindi sette suo. La signora dichiari pure quello che vuole, io non darò mai più un centesimo per una raccolta di GoFoundMe. E già che ci sono vi consiglio la lettura dell’imprescindibile saggio di Valentina Furlanetto sull'”industria della carità”, più volte ampliato e ristampato, così vi schiarite tanticchia le idee.

Resta comunque il (bel) gesto (stavolta sì) di chi le ha venduto il cane. L’allevatore ha devoluto l’incasso della vendita dell’animale all’Arcigay di Bologna, che si occupa di interventi nelle scuole contro il bullismo e l’omofobia. Ha fatto strabene, la solidarietà vada alla solidarietà, e, comunque, le donazioni liberali sono tranquillamente deducibili/detraibili dalla dichiarazione dei redditi. Chissà se la Mercedes avrà voglia di fare lo stesso.