Manfredi Vinassa de Regny – Cinquant’anni di radio (e se vi sembran pochi…)

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Ho ricevuto nei giorni scorsi una copia del volume “Cinquant’anni di radio (e se vi sembrano pochi…)” dell’amico Manfredi Vinassa de Regny. L’ho ordinato dopo avere ascoltato un’intervista all’autore su “Radiomagazione” di Dario Villani.

Il volume sorprende fin dal titolo: non si tratta, come è evidente, del solito manuale radiantistico (eppure Manfredi ne ha scritti tanti), o del vademecum per fare, con la radio, questo e quell’altro. E’ un libro che racconta un’esperienza, quella di un uomo che la radio non solo l’ha vissuta come ascoltatore, ma 4l’ha creata, se possibile, personalmente, mettendosi in gioco in prima persona.

Dall’esperienza sgradevole (ma felicemente conclusasi con un’assoluzione, ai sensi dell’art. 21 della Costituzione) di un procedimento penale a suo carico, all’ingresso nell’Associazione Radioamatori Italiani, dall’amicizia con Herbert Pagani di Radio Montecarlo, DJ e cantautore di raro e squisito talento, alla fondazione di Radio Milano International, passando per l’esperienza nella Associazione Italiana Radioascolto e quella, preziosissima, delle prime radio private (ma preferisco chiamarle “libere”, da Radio Milano 4 all’amicizia con Piero Castagnone (the great, the big old Friend!).

Tutto è raccontato in modo partecipato e con un senso di struggente ma divertita nostalgia. Manfredi Vinassa de Regny non ha soltanto raccontato un’esperienza personale, ci ha reso tutti partecipi di un radiantismo che non esiste più. Anche qui si va dalle QSL smazzate nei Buro dell’ARI a quelle inviate in via elettronica, dalla prima radio a onde corte ricevuta in dono mentre lavorava a Dublino a quelle elettroniche inviate via e-mail, dalle immagini di Awanagana di Radio Montecarlo con in mano una copia di “Radiorama” a quella della cartolina della stessa emittente monegasca, dal logo di RMI disegnato da lui stesso a rare immagini di repertorio che ritraggono un giovanissimo Mike Bongiorno e una antesignana Loredana Berté ai microfoni.

Manfredi è un uomo che per la radio ha rischiato sulla propria pelle, dobbiamo essergliene tutti profondamente debitori. Mi fa dono della sua preziosa amicizia e gliene sono immensamente grato. Quindi il libro compràtevelo e leggétevelo subito, razza di lazzaroni!