Maggio

Reading Time: 6 minutes

Questi contenuti sono completamente gratuiti.

Potete ringraziarmi (prego!), altrettanto gratuitamente, iscrivendovi al mio canale YouTube.

-----

“Primo maggio
su coraggio.”
(Umberto Tozzi)

“Ben venga Maggio e il gonfalone amico, ben venga primavera,
il nuovo amore getti via l’antico nell’ombra della sera, nell’ombra della sera.
Ben venga Maggio, ben venga la rosa, che è dei poeti il fiore,
mentre la canto con la mia chitarra, brindo a Cenne e a Folgóre, brindo a Cenne e a Folgóre.”
(Francesco Guccini)

“Né di maggio, né di maggione,
non ti levare il pelliccione.”
(Mio nonno Armando)

Maggio arriva d’un colpo, che quasi non te ne accorgi, abituato com’eri, durante il dolce e crudele aprile, a dormire un sonno rigeneratore e malandrino, durante i ponti di Pasqua e quello del 25 aprile, che tanto ce n’è sempre qualcuno, a meno che la Festa della Liberazione non cada di domenica, e allora sei fottuto.

Ma fai bene a riposarti e a recuperare le forze, perché sai già che maggio è un vampiro, ti succhia il sangue e per scacciarlo via ti tocca trapassargli il cuore con un paletto di frassino.

Per una perfida congiunzione astrale, infatti, a maggio nella scuola accade di tutto: documento per gli esami di stato da redigere per le quinte, consigli di classe per l’adozione dei libri di testo, collegio docenti per la conferma dell’adozione dei libri di testo, riunioni per discipline per raccontarsi la rava e la fava, simulazioni delle prove INVALSI, simulazione dell’esame di stato, simulazioni delle simulazioni, recuperi, interrogazioni, alunne supplichevoli, alunni piagnucolosi, mamme in gramaglie, padri che affilano le cinture di cuoio per punire adeguatamente i figli, nonni che scatarrano nell’atrio, chiamate al 118 dal centralino perché qualcuno si sente sempre male, bidelli che urlano, segretarie con le mani nei capelli, cenni patologici di manie di persecuzione e morbo di Parkinson.

Ma la cosa che maggiormente risalta è il continuo andirivieni di persone che affollano i corridoi, che neanche la movida del sabato notte sulle ramblas di Barcellona.

Gli alunni vagano come ossessi da un’aula all’altra, chi perché deve farsi interrogare dal Professor Tale, chi per assicurarsi che il Professor Talaltro non si sia dimenticato di mettergli il sei sul registro elettronico se no ci piglia le bastonate a casa, chi ancora per fare un po’ di struscio.

I dialoghi sono estremamente frammentati, come uno stream of consciousness joyciano, siamo a scuola e pare di leggere il “Finnegan’s Wake”.

“Buongiorno professo’…”

“Buongiorno Santinelli, anzi, no, Bravetti.”

“Ha visto che il Marxistis mi ha rimesso quattro?”

“Ottimo, hai recuperato, mi complimento con te!”

“Professo’, ci viene con noi al bar a bere un gingerino?”

“Professo’, deve andare urgentemente in vice presidenza a firmare i verbali dell’anno scorso!”

“Sì, vfng…!”

“Professo’, oggi interroga?”

“E certo!”

“Ma interroga me? Guardi che io mi ero prenotato per l’ultimo giorno di scuola, devo venì’ a recuperà’!”

“Asinucci, a parte il fatto che l’ultimo giorno di scuola è fra 35 giorni, ma cosa vuoi recuperare? Hai un quattro meno, un due, un impreparato, lo scritto in bianco e due note disciplinari…”

“Sì, ma me lo mette sei in pagella?”

“No!… Corbelli, dove cazzo vai??”

“Al bagno, Professo'”

“E chi ti ci ha mandato?”

“La supplente. Sta a giocà’ a tressette, briscola e scopa coi compagni ed è pure contenta perché sta a vince’! M’ha detto pure di portargli il caffè, lo vuole nero, lungo, caldo e senza zucchero.”

I docenti della quinta pare abbiano il fuoco di Sant’Antonio. Passeggiano su e giù come presi da uno spirito maligno perché sono usciti i presidenti e le materie di commissione. Pare che venga uno da Avezzano, dove è stato trasferito d’ufficio per falsificazione dei bilanci, truffa e omissione di atti d’ufficio, e siccome presiede un Liceo Artistico. non sa una verza delle nostre materie di indirizzo. Però intanto lo tengono lì a frantumare gli zebedei a noi.

La vera e principale preoccupazione degli esami di Stato pare che siano i fantomatici “collegamenti”, ovvero i raccordi interdisciplinari che ogni candidato all’orale dovrà saper gestire per dimostrare di avere una dimensione d’insieme dell’argomento prescelto per l’esposizione, ma tanto non gliene frega niente perché tanto loro la presentazione Powerpoint la scaricano da Internet.

“Allora, parliamo del caso dell’alunno Somarelli. Conosciamo tutti le sue innegabili debolezze (soprattutto quelle verso la marijuana e la Wunderbari!), tuttavia potrebbe proporre un percorso che raccordi economia aziendale con italiano e scienze motorie, accennando, sia pur brevemente, all’esperienz fatta durante l’alternanza scuola-lavoro. Voglio dire, dovrà pur esistere uno scrittore che per vivere faceva il ragioniere, e inoltre potrebbe trattare delle muscolature del corpo che si mettono in moto quando si rimettono a posto le fatture!” è l’entusiastica proposta di quella cretina della Nullafacentis, mentre si attorciglia un boccolo con un dito e sorride, sorride, magari a nessuno.

“Io invece proporrei che parlasse dell’alternanza, sì, ma in inglese, e che poi si raccordasse a un autore italiano esponendolo in tedesco e, se c’è tempo, che passasse a diritto ed economia politica esponendoli in spagnolo”, obietta l’intorcinata e labirintica Acidophili.

“Ma quello non sa parlare nemmeno in dialetto!” è la ciliegina sulla torta del Marxistis, che si accomoda sul banco a rotelle, accavalla le gambe, e sfoglia l’edizione del mattino della Pravda.

“Ma scìne, che volete che sia l’esame di Stato? Fategli due domandine così, come vanno vanno, schiaffategli 60 e un calcio nel deretano. Chi siamo noi per bocciare questi ragazzi? Ci penserà la vita, se mai, a fare una selezione naturale! Pensate piuttosto alle loro mmme che li aspettano a casa col timballo caldo caldo…” controcanta la De Mamminibus.

Per l’occasione è presente anche la Professoressa De Psychiatris, che dal primo settembre non si era più fatta vedere, per via del fatto che il suo analista un giorno non poteva riceverla ed è andata in crisi di panico, ma poi ha trovato un medico psichiatra per cui h avuto un transfert, tanto bravo, ma tanto bravo che hanno prenotato un’intera vacanza di 14 giorni per due a Sharm-el-Sheik.

Nell’aula magna “Erich Priebke” si sta svolgendo un’assemblea sindacale, in cui la De Sindacatiis sta illustrando l’opportunità di passare al convenientissimo fondo Cerbero, che garantisce un’integrazione di pensione dignitosa e flessibile, ricapitalizzandosi e rivalutandosi col tempo, offrendo un resa dello 0,9% annuo, interesse composto, capitali vincolati, per i primi 37 anni di servizio.

In alternativa la De Sindacatiis propone anche, alle giovani coppie di docenti che vogliano mettere su famiglia, un prestito agevolato con TAEG al 15% e con la possibilità di saltare tre rate consecutive e patteggiare tre mesi di galera con la sospensione condizionale della pena e la pena accessoria della pubblicazione della sentenza per riassunto sui principali quotidiani nazionali.

E’ inutile, ormai i sindacati non difendono più i diritti dei lavoratori. Vendono semplicemente prodotti e servizi, ma la De Sindacatiis sembra non accorgersene, quando, sul più bello, un jack traditore dell’amplificazione, le mette KO il microfono.

“‘Sto migrònfano non funzzzziona, mannaggia sanda, mo’ che devo fa’???…Prondoooooo? Mi sendoooooo???… No, non mi sendo, voi mi senditooooo?? ‘Tacci vostra, vabbuò’, gnende, ve ne putete ‘i a la cas’!!”

Applausi scroscianti.

In aula computer il Crucefixis, quello che si è fatto la Rolls coi bonus delle case editrici sta tenendo un seminario sul tema ‘La ricerca di se stessi attraverso le canzoni di Vasco Rossi'”. L’alunno Magretti, che si chima così perché pesa 110 chili, è stato incaricato di svolgere la seguente consegna: “Analizza la ricchezzaa lessicale e semantica dell canzone ‘Toffee’ in non meno di due colonne e mezzo”.

Diligente e disponibile, il Magretti si collega a YouTube e si mette ad ascoltare il testo con la massima attenzione e concentrzione possibili:

“Oh, Toffee, Toffee, Toffee…
oh, Toffee, Toffee, Toffee…”

dapprima sussurrato, indi gridato a voce alta dal cantautore, un’ottava sopra:

“Oh, Toffee, Toffee, Toffeeeeeee…
oh, Toffee, Toffee, Toffeeeeeee…”

“Professo’, ma che cazzo di ricchezza lessicale cià questa canzone? Il prossimo anno mi faccio esonerare così il sabato esco un’ora prima e mi guardo la replica di Paperissima Sprint in santa pace! Andiamo, dài, Professo’, mettimi ‘ddue e andate a rimettervi sotto le coperte al caldo tu e lu Papa!!”

Il ragazzo ha ragione, perché in primo luogo l’abilità principale richiesta in una prova scritta è quella della sintesi. Condensare la conoscenza significa prima di tutto renderla maggiormente fruibile liberandola dagli orpelli inutili e dai fronzoli sovrabbondanti.

E’ per questo che la Petrarchini, in terza ha somministrato una prova di verifica che include lo svolgimento della consegna: “Chiarisci la vita, il pensiero e la poetica di Dante Alighieri in non più di tre righe”.

Il Fantaccini ha risposto: “E’ nato ed è morto. Gemma Donati cornuta. Beatrice Portinari zoccola. Virgilio rompicoglioni. Guelfo. Esiliato e hanno fatt’ ‘bbòne. Troppi endecasillabi. Va all’inferno poi sale su. Io ‘n ce so’ capit’ nint’. Lu libbro era un galeotto, ma Francesca da Rimini era un gran bel pezzo di femmina, chi se ne frega de lu libbro?”

“Bravo, Fantaccini, vedi? Hai colto l’essenza intima di tutta la poetica dantesca, non come quel fannullone del Gualtieri che è andato fuori tema parlando di metafisica, teologia e teoria della salvezza nel Paradiso. Ti meriti un bel dieci in profitto.”

Ma l’orario di servizio finisce e io devo districarmi in una calca infernale per raggiungere l’uscita.

Mo’ ci si è messo pure il barista col carrellino: “Patatine, ciambelline, calzoncigelaticocaaaaaaaa!! Oh, Professo’, ciao, lo vuoi allora il calzone fritto dell’altro giorno? Mo’ si è freddato ma ti faccio lo sconto!”

E io, raggiunta mia madre dissi: “Nelle tue mani restituisco il mio spirito.”