Luigi Preiti: “Io non odio nessuno”

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Luigi Preiti, nella sua squinternata e lucida, assurda e disperata difesa, ha detto una delle cose più rivoluzionarie e sconcertanti che si potessero ascoltare da un neofabbricato mostro. Ha detto «Io non odio nessuno».
Lo ha detto agli inquirenti. Forse uno sfogo, forse un ennesimo tentativo di giustificare l’ingiustificabile. Non servirà alla sua difesa, quella frase. Ma è servita, certamente, a scardinare un sistema che si era appena messo in moto: come sarebbe a dire che tu non odi nessuno?
Tu devi odiare qualcuno, altrimenti che mostro sei? Se loro sono i buoni tu sei il cattivo, se loro sono le vittime tu sei il carnefice. Se non odi nessuno che cattivo carnefice sei?
Vedi? Quelli a cui volevi sparare sono il partito del no a Berlusconi e il partito dell’amore. Sono appena usciti dal salone delle feste del Quirinale dove hanno celebrato il loro connubio per il bene del Paese e tu vorresti convincerci che non sei un assassino, un essere aberrante, un rifiuto della società mentre loro stanno assicurando l’inciu… unità delle istituzioni? LORO sì che non odiano nessuno. Non tu. Altrimenti come faremmo a dividere il mondo tra bene e male, giusto e ingiusto, vittime e carnefici, eroi e balordi, ricchi e poveri?

La costituzione del nuovo Governo che vede riuniti in una carambola alla democristiana gli ex falsi avversari di ieri ha dato vita a un sentimento generico per cui tutto ciò che viene detto al suo interno è buono e va bene. Ma ogni opinione dissenziente genera malumori, odii, sensi di diffidenza. Perché? Si potrà dissentire dalla politica di una nave che ha smarrito la rotta o bisogna stare tutti proni davanti a tutto ciò che Lorsignori fanno e dicono?
Siamo giunti al punto che dissentire non è più esprimere un’opinione contraria, ma rivelare la propria essenza di mostri e potenziali terroristi o assassini.
Anche chi dissente non odia nessuno. Ma vaglielo a spiegare a loro!

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