Lucia Azzolina, preside

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Cominciamo a chiarire le cose.

Lucia Azzolina ha partecipato a un regolare concorso pubblico. Lo ha superato e ha ottenuto, in virtù di questa circostanza, un posto da Dirigente Scolastica in Sicilia. Il posto è suo e non ci sono discussioni di sorta.

Mi risulta che la Azzolina, una volta ottenuto il ruolo, abbia scelto di mettersi in aspettativa per concludere, o, se volete, proseguire, la sua attività di parlamentare. In questo periodo non percepirà lo stipendio da dirigente, ma conserverà, almeno per un anno, il diritto al proprio posto di lavoro. E anche su questo NON ci sono discussioni.

Dove, invece, si può discutere, è sui risultati ottenuti nella prova. Li ho. Non chiedetemi come ci sono riuscito. Sappiate solo che li ho acquisiti LEGITTIMAMENTE e LEGALMENTE (sono dati pubblici) e senza particolari difficoltà in rete. Senza hackerare un bel nulla, beninteso.

Ora, i sostenitori della Azzolina ci tengono a chiarire che l’ex Ministro dell’Istruzione ha “vinto” un concorso. Non ci sono dubbi. Ma non lo ha propriamente “vinto”, lo ha superato. Che è cosa ben diversa. Un concorso o si supera o non si supera. Se lo si supera si viene inseriti in una graduatoria in base alla valutazione riportata e ad altri parametri (ad esempio condizioni personali), poi si procede all’immissione in ruolo a partire dal primo classificato. Mi sembra giusto che chi ha riportato una valutazione di 100 punti su 100 (il massimo) venga assunto prima di chi ha riportato 70 punti su 100 (la sufficienza).

Che valutazione ha conseguito la Azzolina? Ve lo dico io, 80,5. Che è una valutazione poco più che sufficiente, considerato che l’asticella per il superamento della prova è stata posta a 70 punti.

Quali sono stati gli aspetti e gli argomenti su cui la prova della Azzolina è stata più deficitaria? Basta guardare. Si notano distintamente una valutazione di 10/20 (quello che corrisponde al voto di 5, quindi l’insufficienza) in lingua straniera, e valutazioni basse (0,75) nell’organicità e rigore nella trattazione e proprietà linguistico-espressiva. Il quotidiano “Repubblica” riporta anche uno 0 (zero) in informatica, ma questo a me non risulta, quindi non mi esprimo.

Posizione in graduatoria finale? 2544.a.

Fu vera gloria?

Personalmente mi aspetto, e considero il minimo, che un dirigente scolastico conosca una lingua straniera in maniera sufficiente e dimostri, in una prova di stato, di avere competenze e abilità in tale direzione. E anche che sappia esprimersi propriamente in un documento scritto, visto che ne deve emettere molti. Non solo me lo aspetto e lo auspico. Ma lo pretendo. Come cittadino, soprattutto. Per non parlare dell’informatica. Ma, ripeto, quello zero nella materia non significa nulla. Magari la prova di informatica (che in vari concorsi del passato era facoltativa e non obbligatoria) la Azzolina non l’ha semplicemente sostenuta. E’ una ipotesi plausibile.

E questo è tutto.

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