Luca Vannucci mi scrive su Facebook

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Ho scritto un post sul gruppo Facebook “Tutto ciò che accade a Roseto e dintorni…parliamone!!”, 7855 membri partecipanti ad oggi.

Tra cui gente molto in vista, intellettuali locali, politici, commentatori, giornalisti, webmaster. Tutti leggono, pochissimi commentano. Come quasi sempre.

Il testo del mio post era questo:

“Roseto degli Abruzzi è in testa per numero di contagi nel territorio teramano. Se avessimo avuto questi dati durante il lockdown del 2020 a quest’ora sulla Nazionale non circolerebbe nessuno. Invece è un caos. E parliamo di basket, di turismo, di ripresa, di slancio, di negozi e ristoranti che devono restare aperti perché, si sa, la gente se non va a mangiare fuori senza mascherina non può resistere. E mi rifiuto perfino di credere che TUTTI i contagiati siano SOLO dei NON vaccinati. La scuola è il primo veicolo di contagio. Per il resto vedano un po’ lorsignori…”

Tra i commenti ricevuti, che hanno subito incanalato la discussione nella solita polemica sterile trita e ritrita tra novax e provax (come era prevedibile) mi è giunta una lunga disamina di un certo Luca Vannucci. Di cui sono poche le informazioni a cui posso accedere. So che è un signore di Pescara, che vive a Bologna e che sulla sua pagina Facebook si chiede se gli intellettuali siano idioti o meno (mah, se non lo sa lui…).

Il testo della sua risposta è molto più lungo del mio intervento (come spesso succede quando si passa dalle opinioni alla polemica e all’attacco personale). Comunque eccone il testo integrale:

“Buongiorno signor Valerio Di Stefano, non la conosco ma vorrei risponderle nel merito perché da cittadino è doveroso rimediare alle castronerie, soprattutto negli spazi pubblici e negli incubatori social che sono gruppi come questo.
Ho letto e riletto il suo post e in seguito i suoi commenti e mi trovo purtroppo a doverle fare due appunti che sono necessari per far capire a chi legge quale sotto testo e con che intenzione lei scrive quello che scrive:
Punto primo. Sostenendo una posizione fintamente obiettiva lei sembra criticare la situazione di “disattenzione e lassismo” nei confronti della ripresa della vita pubblica e civile, e fin qua sebbene su uno sdrucciolevole terreno che porta velocissimamente verso la strumentalizzazione politica, si potrebbe anche concordare.
In secondo luogo lei però sembra scrivere, e lo ribadisce nei commenti successivi, argomentazioni anti vacciniste basate su una chiara ed evidente falsificazione della realtà al fine di creare una narrazione utile ai suoi scopi (per chi leggesse e volesse farsi un’idea basta leggere il blog del suddetto Valeriodistefano.com).
Ecco giungo a chiederle quello che fondamentalmente è il nucleo della mia questione: per quale motivo lei scrive questo ? Quali sono i dati che legge, come li legge e in che modo intende dimostrare una realtà dei fatti, a suo dire oggettiva, diversa da quella che raccontano i dati.
Se guardiamo allo scorso anno i contagi sono diminuiti in maniera esponenziale nel territorio rosetano, sono praticamente ridotte all’osso le ospedalizzazioni è assai raramente cagionano la morte.
Che lei voglia negare l’effetto del vaccino e del lavoro che il sistema sanitario sta mettendo in atto è vergognoso e soprattutto bieco per via delle finalità a cui tende. È ancora più pericoloso è che a farlo sia un soggetto responsabile dell’educazione della comunità.
Si faccia un’esame di coscienza e ragioni sulle modalità comunicative che sceglie perché , a prescindere dalle idee politiche personali che ognuno è libero di portare avanti, inquinare il dibattito pubblico con questi contenuti non fa che peggiorare la situazione.”

In un primo momento ho pensato di fargli rispondere dal mio legale. Il che non avrebbe certamente voluto dire “preannuncio di querela”, non in questa fase, almeno, ma siccome il Vannucci così l’ha voluta interpretare, io che ci posso fare? Lo tranquillizzo rispondendogli sul mio blog.

Scrive, dunque, l’Autore, che è doveroso per ogni cittadino rimediare alle castronerie altrui (infatti io sono un cittadino e in questo preciso momento in cui scrivo lo sto facendo), soprattutto se espresse negli spazi dei social. Nulla di nuovo sotto il sole, è la sindrome del supereroe. Il povero utente medio della rete è visto in pericolo perché qualcuno veicola informazioni suppostamente pericolose per lui, ma, soprattutto, viene visto come una persona che non sa difendersi, dunque senza idee proprie da opporre a quelle del “cialtroniere” di turno. Per questo arrivano loro, i leoni da tastiera, i debunker, quelli con la verità in tasca, i paoliattivissimi e i davidpuenti di ogni stagione.

Viene subito al conquibus il Vannucci, e chiarisce che è sua intenzione mostrare quale sia il “sottotesto” (che, appunto, si scrive tutto attaccato) e quale sia la intezione con cui io scrivo quello che scrivo. Anche questo obiettivo è noto. Il processo alle intenzioni. Ovvero NON già una disamina puntuale e critica dei contenuti, ma un vero e proprio assalto alle intenzioni. Ma complimentoni, è così che si fa! I fatti non esistono, e lo stabiliscono gli altri quale sia la tua “voluntas scribendi”. Non fa una piega.

La mia posizione sarebbe “fintamente obiettiva” (quale posizione avrei, però, il Vannucci si dimentica di spiegarcelo). E sarei reo, comunque, a suo dire, di inserire “nei commenti successivi, argomentazioni anti vacciniste basate su una chiara ed evidente falsificazione della realtà al fine di creare una narrazione utile ai suoi (cioè miei) scopi”. Insomma, io sarei un falsificatore della realtà, che piegherei per i miei scopi. Che non si sa quali siano, né il Vannucci ce lo spiega né si azzarda a contestare UN SOLO contenuto dei miei post o dei miei commenti. Non dice: “Questo che dici è falso perché…”, fermandosi sui contenuti. Dice che io falsificherei la realtà per un mio non meglio definito (anzi, definito proprio per niente) vantaggio e tanto fa.

A metà messaggio, dopo un preambolo lunghissimo, finalmente annuncia il “conquibus”: “per quale motivo lei scrive questo? Quali sono i dati che legge, come li legge e in che modo intende dimostrare una realtà dei fatti, a suo dire oggettiva, diversa da quella che raccontano i dati.” Ma come?? Per quale motivo scrivo questo?? Ma che domanda è? Uno scrive ciò che pensa perché lo pensa. E siccome io ho anche un blog che mi permette di scrivere quello che voglio senza i filtri e la censura degli algoritmi di Zuckerberg, lo faccio. Problemi? Evidentemente sì. La mia realtà così “fintamente” oggettiva cozzerebbe contro la granitica e incrollabile affidabilità dei dati. Quindi io come mi permetto di dire, ad esempio, che Camilla Canepa è morta di vaccino anticovid? Me lo permetto perché non me lo sono inventato, lo dicono i risultati degli esami autoptici condotti dagli esperti nominati dalla Procura della Repubblica di Genova. Sono dati. Se poi lui ne ha di diversi da opporre (che non siano la sua personale convinzione), lo faccia. Se no taccia per sempre. E’ un anatomopatologo lui? No, e allora?

“I contagi sono diminuiti in maniera esponenziale nel territorio rosetano”. Ah, per fortuna! Roseto degli Abruzzi è il primo centro del teramano per numero di contagiati, abbiamo superato l’1,6 di indice RT ma tranquilli, va tutto bene.

Io vorrei “negare l’effetto del vaccino e del lavoro che il sistema sanitario sta mettendo in atto” e tutto questo “è vergognoso e soprattutto bieco”, si badi bene. Insomma, per come mi descrive il Vannucci sono proprio una bella personcina, non c’è che dire.

Ma, come sempre, ‘dulcis in fundo’. O ‘venenum in cauda’ che dir si voglia. Il Vannucci mi consiglia di farmi “un’esame di coscienza”. Con tanto di apostrofo. E di ragionare sulle mie “modalità comunicative”, ree di “inquinare il dibattito pubblico”.

E pensare che io pensavo solo di essere una persona con le sue idee. Ma devo arrendermi all’evidenza, perché se il mio pensiero ha suscitato una simile reazione vuol dire che devo essere ma un bel ganzo.

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