Luca Neri – La baia dei pirati (ovvero chi va sotto processo davvero e chi ci guadagna un bel fior di denari!)

Luca Neri è uno di quei giornalisti del Menga che ha cavalcato l’onda lunga della tecnologia, che ha analizzato (non è il primo e non sarà, tragicamente, neanche l’ultimo) uno dei tanti fenomeni del web in chiave sociologica, arrivando a dire sostanzialmente un bel nulla, e, proprio per questo, sta facendo il giro delle TV pubbliche e private che lo intervistano ora su questo ora su qell’altro aspetto dell’argomento.

L’argomento è la pirateria on line e le sue inevitabili connessioni con il copyright, tema su cui si sono scritti, spesso a sproposito, miliardi di bit, sostanzialmente per esprimere un concetto fondamentale: "E’ un peccato che scambiarsi file protetti da diritto d’autore sia illegale e che si debba pagare per comprarsi i CD, perché a noi scroccare la roba piace proprio tanto."

In breve, Luca Neri è uno che vuole legittimare l’illegittimabile. Perché che sia illegittimabile lo sa bene anche lui, e che le campagne contrarie al copyright abbiano sortito, finora, solo fiumi di parole (che, notoriamente, prima o poi ci portano via) lo vedrebbe anche un cieco.

Quello che ha creato una piccola ma significativa rivoluzione in rete sulle tematiche del copyright, casomai, è stata l’individuazione di licenze cosiddette "libere", come la GNU o la Creative Commons.

Attenzione: non è che chi ha stilato GNU e Creative Commons abbia fatto chissà quale scoperta scientifica degna del premio Nobel. Si è semplicemente reso conto che le leggi sul diritto d’autore vigenti nei vari Stati (ma soprattutto in quelli Uniti!) si prestavano ANCHE a letture diverse.

Luca Neri dice, in soldoni, che violare il copyright è un reato penale (ma va’??) ma che secondo lui non dovrebbe esserlo. O che, quanto meno, la gente non lo percepisce più come una cosa grave, ammesso che l’abbia mai percepita come tale.

Vero. Ma si dà il caso che nel processo ai responsabili di The Pirate Bay ci siano ragazzi che rischiano anni di carcere e milioni di euro di multa, il sor Neri dovrebbe andare a spiegarlo a loro che "Tranquilli, è solo un problema di moralità, la mentalità della gente sta cambiando…" mentre quelli (un po’ pirla!) sono sotto inchiesta e si sono concluse le arringhe della difesa e ora sono cazzi.

Tra l’altro, il libro del sor Neri, che si intitola "La baia dei pirati" ed è pubblicato da Cooper, costa ben 12 euro ed è regolarmente coperto da Copyright.

Chissà che ne direbbe se la gente se lo scambiasse tranquillamente sul Mulo.

Come minimo verrebbe fuori ad affermare che il libro e il file musicale sono due oggetti diversi per natura e finalità. Dimostrando di avere, casomai, una miopia ancora più pronunciata.
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