L’oscuramento italiano del Project Gutenberg: è passato un anno

Reading Time: < 1 minute

 902 total views,  1 views today

Un anno fa la magistratura romana bloccava su tutto il territorio nazionale, l’accesso al Project Gutenberg, la più grande al mondo tra le biblioteche digitali.

Il provvedimento fu preso per una supposta violazione del diritto d’autore nel nostro Paese, ed è stato aperto un fascicolo, non so bene a carico di chi.

Da un anno, dunque, gli utenti italiani non possono più scaricarsi la Divina Commedia di Dante in versione e-pub. Nemmeno consultarla on line sotto forma di pagina HTML. Niente di niente. A meno di non aggirare l’ostacolo cambiando il VPN, ma mi sa che è tanticchia dubbia la legalità di questa condotta.

Come è andata a finire? La verità è che NON è andata a finire, tutto è ancora fermo come un bicchiere di Pecorino abruzzese, non si sa quali ipotesi di reato vengano contestate e a chi, e il blocco è tutt’ora operativo. Questo è quanto.

Vi ribadisco che:

– il Project Gutenberg è un sito statunitense che, come tale, obbedisce SOLO alle leggi del suo Paese. Quelle sul Copyright sono molto diverse da quelle italiane e comunitarie, per cui, i contenuti ritenuti oggetto di reato (tra cui la versione digitalizzata di “Una donna” di Sibilla Aleramo) possono essere illegali in Italia e legalissimi negli USA;
– conseguentemente non c’è nessun obbligo per il Project Gutenberg di rimuovere quei contenuti o di difendersi sul territorio italiano. Se dovessero mai ricevere una comunicazione giudiziaria in merito la butteranno nel cestino. Tutt’al più potrà arrivare loro la parcella dell’avvocato d’ufficio, ma, che io sappia, ce n’è uno che lavora “pro bono”.

Tutto lì, fine della storia. Ma, detto fra noi, se il vostro gestore è Wind una passeggiatina tra gli scaffali potete ancora farvela.