L’opposizione di Famiglia Cristiana

Sta diventando pietoso dover spezzare una lancia a favore di "Famiglia Cristiana", che è diventato il principale periodico di opposizione.

Monsignor Gianfranco Ravasi (biblista straordinario, uomo di immensa cultura, divulgatore raffinatissimo, sì, però a volte che due palle!) potrebbe fare efficacemente il Ministro della Cultura al posto di Bondi (e lì a far meglio ci vuole decisamente poco) e poi vogliamo Suor Germana alle pari opportunità, che tutt’al più nelle intercettazioni telefoniche con Berlusconi potrà sciorinare sì e no un paio di rosari, così tra una discussione e l’altra due bucatini all’amatriciana fatti come si deve se non altro fanno tornare il buonumore.

E’ naturale che quando Famiglia Cristiana ha denunciato la deriva fascista del programma di governo il Vaticano si sia subito distanziato dalle prese di posizione del settimanale, dicendo che intanto quelle non erano le opinioni ufficiali della Chiesa (ma perché, era proprio obbligatorio che "Famiglia Cristiana" le riportasse? E averne di proprie è un delitto??) e che soprattutto non erano nemmeno le opinioni della CEI, per cui settebello, denari, carte, primiera e due scope fanno 6-0 per la ChiesaCattolica®, e via altro giro.

Per cui la linea editoriale sarà ancora quella delle copertine dai colori pastellati, con famiglie che sorridono, felici di essere adocchiate la domenica mattina in chiesa all’uscita dalla messa (e per i fanciulli che piangono c’è sempre "Il Giornalino", che lo fanno ancora e funziona meglio di una camomilla). Distribuendo buonismo a fiumi e non parlando più di fascismi striscianti, "Famiglia Cristiana" si candiderebbe così a diventare l’organo ufficiale del Partito Democratico con i battimani dell’ex Margherita che, finalmente, vedrebbe Berlusconi libero da critiche e da paletti assurdi come il conflitto d’interesse, con il permesso nemmeno tanto tacito di governare, cioè né più né meno del compimento pieno e assoluto del proprio programma politico.

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