L’opinione della Voce della Russia

Come a suo tempo annunciato, ecco la trascrizione, giunta direttamente dall’Emittente, della seconda parte della trasmissione “Lettere dall’Italia” della Voice di Russia, andata in onda il 14 luglio 2001. Credo che le argomentazioni dell’Emittente diano, al di là di ogni  polemica portata avanti dagli organismi direttivi dell’AIR, l’esatta misura della considerazione delle proposte del Gruppo di Lavoro all’interno delle redazioni dei programmi in lingua italiana, per cui preferisco non dare nessun commento.

 

“Purtroppo con ritardo abbiamo ricevuto il numero 6 di “Radiorama”. Grazie agli amici dell’AIR e in particolare a Bruno Pecolatto. Non credo che sia il caso di farne una presentazione, sarà già uscito il numero 7. Però voglio dire alcune parole su un materiale che riguarda anche noi. Nella sezione “Emittenti in italiano” è presentata la relazione sull’attività annuale del Gruppo di Lavoro diretto dal professor Alfredo Gallerati verso le diverse emittenti che trasmettono in italiano, presentate in questo ordine: Rai Internazionale, Voce del Mediterraneo-Malta, Radio Cairo, AWR-Europa, Radio Romania Internazionale, Voce della Grecia, Radio Svizzera Internazionale, Radio Vaticana, Radio Jugoslavia, La Voce della Russia, Radio Giappone, Radio Tirana, Radio Speranza, Voce Islamica dell’Iran. Dalla relazione risulta che i problemi esistono con quasi tutte le emittenti. Ma con la nostra le cose vanno proprio male: “I contatti con la Voce della Russia ci hanno dato risultati ben lontani dalle nostre attese, -leggiamo-. In gennaio 2001 abbiamo prestato collaborazione alla diffusione e al contributo al loro sondaggio sui “5 temi preferiti dai radioascoltatori”. Ci tenevamo a sottolineare la partecipazione della Voce della Russia al Meeting dell’AIR per sollecitare la Redazione all’incontro con la Comunità delle emittenti in lingua italiana. Siamo in attesa di segnali e notizie positive dalla Redazione Italiana della Voce della Russia”. E a questo punto mi permetto di dire ciò che io penso a questo proposito. Vorrei capire concretamente, quali segnali e notizie positive si aspetta da noi il Gruppo di Lavoro del Professor Gallerati? Non partecipiamo ai Meeting, non abbiamo contatti con la comunità di emittenti in lingua italiana, che tra l’altro è ancora nella fase di proposta di istituzione, secondo la formulazione data dall’autore della relazione. Ringraziamo per avere diffuso il nostro questionario, i risultati del quale ci hanno aiutato a comprendere meglio gli interessi di chi ci ascolta. Infatti è apparsa la rubrica “Come va, Russia?” si cura e si cerca di trasmettere di più “Made in Russia”. La redazione italiano non esiste come unità a sé, libera di agire e di prendere decisioni autonome. Lo abbiamo già detto più volte. Siamo incorporati in una grande compagnia che ha le sue regole e purtroppo mezzi finanziari molto limitati. Io invidio le stazioni radio come Radio Cina Internazionale o Radio Cairo che possono permettersi di invitare i loro ascoltatori o fare altre cose del genere. Noi non possiamo. Siamo molto grati all’AIR e a Radiorama per l’aiuto che cerca di darci, Dobbiamo constatare però che, per esempio, l’iniziativa delle “Mille lettere alle redazioni italiane” per quanto ci riguarda purtroppo non ha dato nessun risultato. Il numero delle lettere non è aumentato, continuiamo a ricevere la corrispondenza per posta ed e-mail, anche i rapporti di ricezione, dai nostri consueti ascoltatori, e i nuovi, a dire il vero non pochi, che ci hanno scritto ultimamente ci hanno trovato da soli. Ci rendiamo conto che l’AIR raggruppa persone, anche se non molto numerose, che però hanno una conoscenza professionale del radioascolto, e alle quali la nostra trasmissione non offre materiale interessante. Vani sono stati i tentativi del caro Bruno Pecolatto di indurci a fare una trasmissione per i radioamatori. In seno alla redazione non ci sono specialisti, per trovarli mancano i mezzi. Siamo una stazione di informazione, politica, economica, culturale, storica. Sarebbe interessante conoscere come lavorano le altre redazioni italiane, di quali mezzi dispongono, come sono tecnicamente attrezzate, da quanti ascoltatori sono seguite in Italia. Per esempio la redazione scandinava della Voce della Russia ha ricevuto un diploma e una medaglia come l’emittente più ascoltata in Svezia. Siamo felici per i nostri colleghi perché in fin dei conti lo scopo principale del nostro lavoro è essere sentiti. Ringrazio, e questo lo faccio anche a nome dei miei colleghi, l’Osservatorio Emissioni in Lingua Italiana diretto dal professore Gallerati per quanto si sforza di fare per noi. Mi pare però che di nuovo non saremo all’altezza delle nuove iniziative e proposte piuttosto vaghe pubblicate su Radiorama. Faremo comunque il possibile perché la nostra collaborazione sia più fruttuosa, perché in definitiva da ciò abbiamo da guadagnare tutti, gli ascoltatori soprattutto. Il tempo riservato alla rassegna è terminato. Grazie, cari amici della vostra cortese attenzione. Scusate se oggi la rassegna non è stata proprio una rassegna. Sarà per la prossima volta. Vi saluto tutti caramente e a risentirci tra una settimana.”

 

46 Views

Commenti

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.