L’opera pedagogico-letteraria di Agif al Aviv

agif

Cos’è il genio? E’ fantasia, intuizione, colpo d’occhio e rapidità di esecuzione.

E geniale è stata la trovata di chiunque sia che ha voluto firmarsi e riconoscersi con lo pseudonimo di Tarim Bu Aziz e proporre sui social network, allo scopo di favorire l’integrazione di bambini di lingua e cultura araba nelle scuole italiane, l’introduzione dei numeri arabi nel nostro Paese.

Naturalmente àpriti cielo e spalàncati terra. Ma come si permette questo signore di venire, dal suo paese, a sindacare nel Nostro e a dire che dobbiamo usare i loro numeri, ma che si adeguino, ogni tanto, viaddìo, sono loro che devono rispettare le nostre tradizioni, i loro numeri se li usino a casa loro, noi abbiamo già i nostri, ma che insolenza, ma che ignoranza, fa bene il coso, lì, il Salvini, a rimandare indietro le navi coi négher, e viandare senza minimamente sapere che i numeri arabi noi li abbiamo già adottati da secoli e secoli, per sostituire la numerazione romana, troppo farraginosa e scomoda. Se non fosse stato per gli arabi che hanno inventato i numeri (e in particolare lo zero) noi staremmo ancora a fare le divisioni a due cifre con il pallottoliere.

Sulla falsariga di quanto scritto da Tarim Bu Aziz, qualcuno si è inventato il più dozzinale, ma altrettanto efficace personaggio di Agif Al Aviv. Che detto così suona molto arabeggiante, ma non è altro che “Viva la figa” scritto alla rovescia, se ne accorgerebbe anche un bambino (anzi, se ne accorgerebbe soprattutto un bambino!). Cosa dirà questo misterioso Agif Al Aviv?? Nulla, ha solo proposto che nelle scuole italiane (sempre lì) i bambini si abituino a leggere da destra a sinistra e dall’ultima pagina di un libro (la prima per gli arabi) all’indietro. Naturalmente non è vero niente, ma c’è chi c’è cascato ugualmente: “Ognuno comanda in casa propria” (esagerato!), “Perché non se ne va a zappare questo incivile??” (come se la civiltà si misurasse da che punto della pagina si inizia a leggere e verso quale direzione), “Questo lo fai al tuo paese, non al nostro” e tutto questo solo per un “Viva la figa” letto da destra verso sinistra.

E’ l’evoluzione naturale (o, meglio, l’involuzione) di un modo di pensare che ora che è andato al potere non potrà fare altro che danni. La gente è orrendamente pronta con la caccia allo straniero, lancia in resta e scudo teso, per affrontare il nemico arabo, negro, extracomunitario o comunque poveraccio che sia. Lo scherzo non esiste più, si va avanti a oltranza a rivelare idiozia, ignoranza, voglia di apparire e financo vanagloria nelò voler essere a tutti i costi sui social network a dire la propria.

Ringrazio la cara e fedele lettrice Annarosa per avermi dato lo spunto per questo articoletto. E’ da poco nonna (per la terza volta) di Sophia, deliziosa frugoletta con gli occhi a mandorla (sì, straniera!) che sa già lei come portare il cappello. Benvenuta Sophia!

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