Livorno: pacco-bomba nella caserma della Brigata Folgore – Ferito un militare

Certo che a Livorno siamo proprio dei sentimentaloni.

Crediamo nella Befana ("Ora vedrai ti càa la Befana…"), abbiamo miti singolarissimi come l’Orso ("Vai, l’ho avuta, ora mi càa l’orso"), ci inventiamo personaggi da favola al di fuori di ogni contatto col reale, personaggi che nessuno ha mai visto, come la mitica "Zoppa di Montinero" ("Ma cosa ti credi? Io conosco anche la Zoppa di Montinero, sai?…"), a Natale sotto l’abero i doni a Livorno non li porta Gesù Bambino, nossignori, li porta il Ciuchino ("Ma dimmi cosa t’ha portato ir ciu’ino per ceppo…").

Adesso crediamo anche negli anarchici. Il collettivo anarchico livornese storico era in Via Ernesto Rossi, me lo ricordo perché ci passavo con il pullman tutte le mattine per andare a scuola. E fin dalle prime ore c’erano vecchiettini innocui, vecchi sognatori che leggevano "Umanità Nova" e mi piaceva quell’aggettivo "Nova", un po’ ottocentesco, sembrava di vedere i barboni di Cafiero, o di Bakunin.

Non facevano del male a nessuno.

Oggi alla caserma della Brigata "Folgore" che, diciamocelo pure, non è che sia frequentata da persone esattamente di sinistra, è accaduto un fatto increscioso: qualcuno non ha controllato bene la posta in arrivo, o la struttura non è stata dotata di dispositivi per sniffare gli esplosivi e un plico-bomba è finito su una scrivania dove, evidentemente, non doveva finire e ha ferito un militare. E, naturalmente, la pista è sempre quella anarchica. Strano che in questo caso non sia "anarco-insurrezionalista", ma magari ci pensano a correggere la versione, perché a Livorno nelle favole ci crediamo ancora, tutti.
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