Lisbon Story 02 – Sulla tomba di Cam

Ed ora, visto che è il primo giorno dell’anno, beccatevi questa straordinaria sequenza di

MORTI(Tm)

Nel Monasterio dos Jeronimos, a Belém, costruzione in chiaro stile manuelino (non ho capito un cazzo cosa voglia dire, ma devo dire che fa scena dirlo), e che da solo meriterebbe un post per la bellezza del luogo, alla foce del Tejo (il "Tago" spagnolo), in un estuario mozzafiato, insomma, in questo monastero ci sono un (bel) po’ di tombe di personaggi illustri. E dato che ho fatto un po’ di fotografie, eccovi questo minicimitero culturale, che certamente andrà ad allietare il Vostro pranzo di Capodanno.

Appena si entra nella chiesa del Monastero, a sinistra c’è il sepolcro di Vasco da Gama, il navigatore che per primo raggiunse l’India spingendosi fino a Goa.

Logica vuole che dall’altra parte si trovi la tomba di Luís Vaz de Camões, il più grande poeta e drammaturgo portoghese, l’autore di Os Lusíadas, il poema in ottave su modello italiano, che canta la storia del Portogallo dal Medioevo all’era moderna e esalta la figura dello stesso Vasco da Gama:

Se volete leggervi il capolavoro di Camões in portoghese lo trovate qui:

http://www.valeriodistefano.com/gutenberg/_camoes/3/3/3/3333/3333-h/3333-h.htm

Per la traduzione italiana:

http://www.controversi.org/liberliber/Camoes,%20Luis%20de/I%20Lusiadi/i_lusi_p.pdf
(prego!)

All’interno del chiostro si trova la tomba moderna (o modernista) di Fernando Pessoa, i cui resti sono stati trasportati nel monastero solo in tempi recenti.

Non potevano mancare le citazioni da tre dei suoi quattro eteronimi (già, ma perché ne hanno tenuto fuori uno?), ne ho fotografate un paio, quelli che preferisco sono i versi di Alvaro de Campos:

(Trad:
No, non voglio nulla,
ho detto che non voglio nulla.
Non traete conclusioni!
L’unica conclusione è il morire.)

Poi c’è anche quella di Alberto Caeiro, che è più buonista e accondiscendente, ideale per i turisti italiani che votano convinti Partito Democratico:

(Trad:
Non basta aprire la finestra
per vedere i campi e il fiume.
Non è sufficiente non essere ciechi
per vedere gli alberi e i fiori.
)

Un po’ più defilata, all’interno, la tomba dello storico Alexandre Herculano, che qui vi mostro, ma siccome quando ero uno studente di letteratura portoghese mi stava parecchio ma parecchio sui coglioni, allora per dispetto a lui e a voi non vi traduco la scritta della lapide, tanto era un vecchio trombone.


E ora basta morti.

148 Views

Commenti

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.