Lisbon Story 01 – I portoghesi non sono portoghesi



Premessa breve ma indispensabile: a partire da oggi, e sia pure in diluzioni omeopatiche, vi tempesterò gli attributi penduli con il mio viaggio a Lisbona e qualche foto scattata lì.
Lo faccio perché sono quel che si suol dire un vero pezzo di merda e amo rovinare l’esistenza ai lettori del mio blog con le foto dei viaggi che faccio, esattamente come succede con quelli che vanno in viaggio di nozze e poi scattano decine e decine di diapositive (oggi si usano un po’ meno, si preferiscono scattare centinaia e centinaia di foto digitali) che regolarmente ripropongono ad amici e parenti estenuati.

Finita la parentesi, bisogna sfatare il mito dell’espressione italiana "fare il portoghese", nel senso di "viaggiare a sbafo sui mezzi pubblici".

Lisbona è una città stranissima, per molti versi inusuale, ma la cosa che più funziona sono i mezzi di trasporto, su cui nessuno viaggia mai a sbafo, perché esiste un sistema di controllo semplicissimo e capillare che non permette sgarri, e, soprattutto, un giorno di libera circolazione su metro, autobus, eléctricos (il mitico "28") e elevadores (piccolissimi tram che salgono e scendono per collegare la parte alta con quella bassa della città, macchine vecchissime, risalenti agli ani 30, e, proprio per questo, perfettaemnte funzionanti e utilizzabili) costa 3,70 euro, per cui nessuno avrebbe interesse a non pagare.


(un "elevador" di Lisbona)

Se non convalidi all’inizio e alla fine del viaggio sei segnalato e ti schiaffano la multa. E il biglietto che ti viene rilasciato non lo butti via, nossignore, lo conservi e puoi ricaricarlo, come una normale scheda telefonica, per fare altri viaggi. Si risparmia anche la carta nella capitale più povera d’Europa.

Fine del discorso. I portoghesi non sono portoghesi. Ed è una delle loro idiosincrasie.


(mia moglie in sogno mi ha perfino piantato in mezzo alla strada per andare a prendere l’eléctrico, il che è tutto dire)
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Commenti

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Un pensiero riguardo “Lisbon Story 01 – I portoghesi non sono portoghesi

  1. Giorgio

    Non conoscevo i particolari di Lisbona,del portogallo conosco soltanto la magnifica vocalist Dulce Pontes e il libro viaggio in Portogallo di José Saramago.Grazie.
    Peccato che hai usato quel luogo comune di troppo riferito alla cacca,non per altro ma perché è cacofonico.

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