L’insostenibile innocenza di Valentino Rossi

L’hanno beccato con le dita nella marmellata mentre se le suggeva tutto contento e beato.
Ha problemi col fisco, Valentino Rossi, e questo è stato il vero tormentone dell’estate.
La notizia, di per sé, rientrerebbe nell’area semantica degli affari di questo giovin signore, e non dovrebbe essere usata per accasciare gli attributi degli italiani in vacanza.
Ma tant’è, e, dunque, questo pomeriggio, a Brno, si saprà, finalmente, se Valentino Rossi si sarà lasciato influenzare dalle accuse di non aver dichiarato introiti al fisco e di essersene andato a Londra a godersi la vita lontano dalle norme di solidarietà sociale che tutti dovrebbero coinvolgerci.
Perché siamo strani, noi italiani. Ma strani davvero. Per stabilire la colpevolezza o l’innocenza di una persona in materia di illeciti fiscali non ci affidiamo a chi è preposto a dimostrarle, ma al fatto che quel personaggio stia o no con la Canalis, faccia impennare la moto su un circuito, a quante e quali macchine abbia in garage, a quanta pubblicità faccia in televisione, e se per caso abbia anche preso una laurea honoris causa, che ormai non si nega più a nessuno.
Più sono così e più sono innocenti.
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